07 marzo 2017
Ottone, interventi della Bonifica contro il dissesto per 200mila euro
07 marzo 2017
a Ottone
Ottone (Piacenza): ripristinati i collegamenti viari e consolidati i versanti con briglie, difese spondali e reti paramassi - La nota stampa

Interventi per circa 200 mila euro
 
Il pesante lascito dell’alluvione del 2015 aveva gravemente indebolito la solidità del sistema viario e reso ancor più fragile la tenuta del reticolo interconnesso dall’irruenza delle acque: il Consorzio di Bonifica di Piacenza oggi illustra le opere. La soddisfazione del sindaco Beccia e il ringraziamento all’assessore regionale Paola Gazzolo
 
Ottone (Piacenza) – 7 marzo 2017 – La pesante eredità lasciata al Comune di Ottone dai fenomeni alluvionali del 2015 e dal progressivo dissesto idrogeologico, inasprito anche da ulteriori violente precipitazioni dei mesi successivi, avevano creato notevoli criticità per tutti i residenti del comprensorio delle terre alte.  

La rete viaria aveva subito gravi contraccolpi e la sua instabilità generale non garantiva più standard di sicurezza adeguati per gli spostamenti quotidiani degli utenti, spostamenti essenziali per le attività socio-economiche di questo comune al confine con la Liguria. In tempi molto rapidi e con interventi di massima urgenza il Consorzio di Bonifica di Piacenza - con immediato finanziamento della Regione Emilia Romagna grazie all’Agenzia di Protezione Civile - Servizio Difesa Suolo - riuscì a ripristinare l’arteria Ottone-Ottone Soprano-Semensi, ma il lavoro da fare per poter contare su un’opera di consolidamento complessivo era ancora notevole e oggi è stato ultimato.

L’incontro per illustrare i lavori si è svolto in Municipio, ma il primo cittadino di Ottone Federico Beccia ha tenuto a mostrare ai presenti tutti gli interventi realizzati dal Consorzio con un sopralluogo tecnico insieme al presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani, al geometra consortile Edoardo Rattotti che ha coordinato la direzione, la progettazione e l’esecuzione delle diverse fasi operative di intervento insieme ai tecnici di bonifica Maria Pia Magno e Debora Federici e all’impresa edile Giovanni Castelli.

Tre sono stati i maxi-interventi di prevenzione effettuati - per un valore di circa 200 mila euro - con mezzi escavatori e rocciatori, in diversi punti dell’area comunale montana, per lo più in prossimità del reticolo interconnesso e a sostegno di strade che avevano assoluto bisogno di rapida messa in sicurezza delle carreggiate per ricollegare tra loro frazioni abitate o abitazioni e zone boschive di lavoro. Opere di ripristino eseguite mediante il posizionamento di briglie , difese spondali dei rii e reti paramassi per evitare la caduta di massi e pietrisco dai versanti.

Anche l’importante linea di adduzione dell’acquedotto di Tartago è stata sistemata (per un valore di oltre 30mila euro) “ Per il nostro Comune – ha commentato il sindaco Beccia - i collegamenti sono vitali per qualsiasi tipo di attività. La vicinanza e la stretta collaborazione maturata con il Consorzio di Bonifica ed il suo staff ci consente oggi di vivere più sicuri ed è proprio da questi lavori che si comprende anche il valore del contributo annuale chiesto dal Consorzio. Ora chiederemo ancora un aiuto all’ente per il 2017 per ripristinare alcuni collegamenti nell’area di Semensi verso alcuni fondi agricoli”.

Soddisfazione espressa anche dal presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Fausto Zermani che periodicamente sta svolgendo sopralluoghi mirati di verifica dei lavori anche per ascoltare le diverse e molteplici necessità delle amministrazioni della montagna piacentina.

“Ringrazio in primis l’Assessore regionale Paola Gazzolo che si è prodigata costantemente per il bene di questo territorio dapprima valutando il danno e poi facendo pervenire un finanziamento adeguato e in tempi utile – ha rimarcato Zermani - E’ fondamentale capire che il territorio ha bisogno di una visione globale di insieme e che il principio di sussidiarietà oggi come mai prima ha un valore che lega le comunità dal Po al crinale dell’Appennino: anche perché sovente le ripercussioni di quel che accade in montagna sono dura realtà a valle e quindi occorre agire in prevenzione”. 
Commenti (0)
Non ci sono commenti

Inserisci commento: