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09 novembre 2017
Il dottor Costa e l'eroe che è in noi: "Le emozioni ci salvano"
09 novembre 2017
L'incontro in Cattolica
L'incontro in Cattolica
L'incontro in Cattolica

"Se tutto crolla sono le emozioni che salveranno la vostra vita, senza siamo solo maschere vuote".

Parole di Claudio Costa, per tutti il "dottor Costa", fondatore della famosa clinica mobile
al seguito delle competizioni motociclistiche: un'esortazione, davanti a tanti studenti, in occasione della presentazione del suo libro "L'eroe che è in te" (Fucina Editore), ospitata dall'Università Cattolica nell'ambito del ciclo di incontri promosso dal Terziario Donna di Piacenza e rivolto a donne e giovani.

Un libro che contiene un forte messaggio di speranza, per scoprire quel potenziale insito in ciascuno di noi: "Ho vissuto il sogno di mio padre (Francesco, organizzatore di gare motociclistiche e ideatore dell'autodromo Imola, ndr) e conosciuto tanti motociclisti famosi - ha raccontato Costa -. Per questo ho creato la clinica mobile: per aiutare i mie eroi e sdebitarmi di tutte le emozioni che mi hanno regalato"

"Voi siete il futuro - si è rivolto ai ragazzi -, dovete fare del vostro andare la vostra meta e calcare nuove orme, fuori da quelle prestabilite: sono i contorni della vostra anima che cresce nella vostra coscienza. Siete un patrimonio, io investirei in voi. Nelle poesie ho sempre sentito parlare del mito dell'infanzia e del bene della fanciullezza, i protagonisti delle fiabe sono giovani: quindi perchè il mondo non deve credere in voi, credere che siete il patrimonio? Se un giorno si spegnerà la luce del mondo sarete voi a riaccenderla, non certo io".


"Accanto a voi - ha aggiunto ancora Costa - ci sono figure importanti: i professori. Vi devono istruire e aiutarvi a decifrare le vostre emozioni. Non esiste solo la ragione e noi non possiamo disertare le nostre emozioni, è un'aberrazione. La natura ci ha dato un'anima, ma non era sufficiente, per cui ci sono date anche le emozioni, sentimenti forti e salvifici che ci aiutano ad andare oltre gli incidenti, a superare le disgrazie".

"Se le lasciamo da parte saremo solo delle maschere che rivestiranno un ruolo, ma dietro vi sarà solo un vuoto. Le emozioni vanno educate, perchè non siano pericolose: se tutto crolla, queste salveranno la vostra vita, ma anche quella del pianeta".


Ospiti d'eccezione anche due campioni piacentini, la ciclista Giorgia Bronzini e il nuotatore Giacomo Carini.

"Il mio dottor Costa è Guglielmo Spingardi, il mio primo allenatore che mi ha fatto imparare a perdere prima di vincere - ha ricordato Bronzini -. Mi sono sempre complimentata con i miei avversari, più bravi o anche più fortunati. Non dovete mai pensare di fregare gli altri, dovete pensare a voi stessi e a migliorarvi, non a scorciatoie".

"Tre mesi prima delle Olimpiadi mi sono rotta la spalla e i dottori non mi potevano operare. La forza l'ho avuta non solo da me, ma anche grazie al sostegno di famiglia e amici. I sentimenti delle persone al nostro fianco sono la spinta per andare avanti".

"Quasi tutti associano il campione a ciò che uno vince, dimenticandosi dei sacrifici e della forza di volontà - il pensiero di Carini -. Mi sento un eroe quando mi alzo per fare la sessione di allenamento, quando esco dalla vasca dopo aver dato tutto. Mi sono sempre impegnato al cento per cento".

"Ragazzi, credete in voi e circondatevi di persone che credono in voi, che vi vogliono bene e vogliono vedervi vincere e non sono invidiosi. Rialzarsi in piedi è da vero eroe, ma per farlo servono anche loro".

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