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11 agosto 2017
Football americano, da Piacenza a Mantova per la squadra "dell'integrazione"
11 agosto 2017
Coach Angelo Giannuzzi con alcuni ragazzi dei Mustangs
Mustangs Mantova
I Mustang Mantova
I Mustang Mantova
I Mustang Mantova
Piacenza - "Il cinquanta per cento è amore per il football, l'altro cinquanta è il piacere di poter far qualcosa per l'integrazione".

Un cuore diviso a metà quello di coach Angelo Giannuzzi, proprio come la sua squadra, la Mustang Mantova, composta da ragazzi italiani e richiedenti asilo politico. "Una formazione unica al mondo" come la definisce il presidente e fondatore Antonio Battista, sovrintendente della polizia di stato ed ex giocatore, che nel 2016 ha dato vita al progetto. 

"Prima avevo insegnato flag football ai bambini delle scuole, poi ci hanno messo a disposizione un campo a Porto Mantovano (Mantova) e lì abbiamo incontrato i ragazzi stranieri, tutti tra i 20 e i 30 anni, appena arrivati in Italia e ospiti delle strutture di accoglienza. Ho invitato tre di loro ad unirsi a noi, non sapevano neppure che sport fosse, ma sono rimasti entusiasti. La volta successiva ne sono arrivati altri, oggi sono quindici".

Visto il consenso riscosso, il presidente ha contatto i gestori dell'accoglienza, per poter assicurare e tesserare ufficialmente i ragazzi, poi impegnati nel campionato amatoriale internazionale. "I nostri giocatori italiani li hanno coinvolti, condividendo anche il materiale sportivo. Non solo  i richiedenti asilo si sono integrati nello sport, ma anche nella vita sociale, trovando un lavoro".

Un'iniziativa che ha colpito Angelo Giannuzzi, 60enne residente a Piacenza con una lunghissima carriera nel footbaal americano. Coach dal 1985, fondatore dei "Cinghiali" a Piacenza, poi allenatore a Parma. Reggio Emilia, Milano, Brescia e consigliere della federazione nazionale. "Ho visto un servizio giornalistico dedicato ai Mustang Mantova e ho inviato una mail al presidente per fargli i miei complimenti".

Un contatto che il presidente della squadra non si è lasciato sfuggire, invitando il piacentino ad unirsi ad una loro trasferta a San Remo.

"La distanza tra Piacenza e Mantova non è poca e inizialmente ho fornito solo un pò di consulenza, ma poi sono diventato il loro allenatore vero e proprio - spiega Giannuzzi -; mi colpiva l'idea di utilizzare questo sport di nicchia per fare qualcosa di buono, mi sono molto affezionato alla situazione e agli stessi ragazzi. In parte ha giocato la nostalgia che provavo per l'ambiente e la voglia di poter far qualcosa per l'integrazione".

"Alcuni di loro a 20 anni hanno vissuto cose che io, pur avendone 60, non ho mai dovuto affrontare - conclude Giannuzzi -; per me è un esperienza straordinaria". 
 
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