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13 ottobre 2017
Polstrada sequestra escavatrice in un cantiere a Monza
13 ottobre 2017
La macchina escavatrice
La Sezione Polizia Stradale di Piacenza, nel corso di attività info-investigativa espletata da personale della squadra di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del fenomeno del furto, ricettazione e riciclaggio di macchine operatrici - industriali,  ha individuato e sequestrato, all’interno di un cantiere edile in provincia di Monza, una macchina operatrice (escavatore cingolato) marca JCB, di recentissima immatricolazione e del valore di 30mila euro.

L'escavatore, spiegano dall Polstrada, era frutto di un furto messo a segno nel mese di gennaio 2017 all'interno di un cantiere edile di Assago (MI) ai danni di una ditta di noleggio di tale tipologia di veicoli.

I titolari dell'azienda si erano poi rivolti alla Polstrada di Piacenza per spogere denuncia, essendo la sezione locale particolarmente esperta nell'attività investigativa in questo tipo di reato.

"Nel corso degli accertamenti tecnici - riferisce una nota - è stato accertato che sulla macchina operatrice erano state effettuate operazioni finalizzate ad ostacolarne l’identificazione della sua provenienza. In particolare è risultata essere stata rimossa l’originale targhetta riportante i dati identificativi della macchina operatrice, apposta sulla stessa dalla casa costruttrice, sostituendola con altra targhetta riportante un numero di telaio apocrifo; inoltre è stata rimossa, mediante molatura del supporto metallico, l’originale composizione alfanumerica del numero di telaio con successiva ripunzonatura di altro numero falso.  

Il titolare della ditta edile dove è stata ritrovata la macchina operatrice - prosegue il comunicato - non ha fornito indicazioni circa il canale di commercializzazione del mezzo, e non è stato in grado di attestarne il regolare acquisto, nè il suo pagamento, mediante l’esibizione della prescritta documentazione fiscale/amministrativa.

Al termine degli accertamenti è stato segnalato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Bergamo, per i reati di riciclaggio e distruzione di atti veri un 40enne imprenditore calabrese, residente nella Bergamasca. Lo stesso veniva successivamente rinviato a giudizio dall’A.G. procedente per i reati contestatigli.

Il valore del bene recuperato, e successivamente restituito alla società proprietaria, ammonta a circa 30mila Euro.
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