Chiudi X
PiacenzaSera - Notizie, Cronaca, Sport, Politica di Piacenza
13 ottobre 2017
L'omaggio a Gianni Rodari chiude il Cant'ieri Festival
13 ottobre 2017
Una scena dello spettacolo
Cant'ieri Festival, che nei giorni compresi tra l'8 e il 12 agosto ha animato le splendide cornici del Parco Archeologico e del Borgo di Travo con concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, workshop e residenze artistiche, prosegue e si trasforma in Oltre Cant'ieri.

Organizzato dai Comuni di Travo, Gossolengo e Rivergaro, con il supporto tecnico di Archeotravo Cooperativa Sociale, la direzione artistica di Elisa Salin e il contributo di Regione Emilia Romagna, Camera di Commercio, Banca di piacenza, Iren, il Festival si concluderà sabato 14 ottobre alle ore 21, presso l'Auditorium Casa del Popolo di Rivergaro, con lo spettacolo "Al Signor Rodari" della Compagnia teatrale "L’Asina sull'Isola". Autori Katarina Janoskova e Paolo Valli. Testi di Gianni Rodari. Immagini/scenografia di Emanuele Luzzati.

Lo spettacolo è dedicato ai bambini dai 4 a 8 anni, ma la magia delle ombre  e la poesia delle fiabe conquisteranno grandi e piccini. Ingresso gratuito.
 
LO SPETTACOLO - Al Signor Rodari é un viaggio attraverso alcune celebri favole e filastrocche di Gianni Rodari, é uno spettacolo fatto di piccole storie che si rincorrono sulla scena, dentro e fuori poetici spazi d'ombra, che grazie anche alle delicate figure di Lele Luzzati sanno catturare i piccoli grandi e grandi piccoli.

E' il primo spettacolo creato nel 1996 dalla  compagnia teatrale L’Asina sull’Isola, ed in questo suo primato, stanno anche le sue qualità. Innanzitutto, l’entusiasmo che accompagna un” opera prima”, con originalità ed intuizioni, che ne determinano la freschezza, caratteristica sempre e giustamente apprezzata, nei lavori teatrali.

In questo primo lavoro, forse più che in altri successivi, si avvertono fortemente le differenti provenienze di formazione artistica di Katarina Janoskova e Paolo Valli, i due fondatori della compagnia, autori e protagonisti di questa opera teatrale.

Katarina, proveniente dall’Europa centrale - ricca di tradizioni di teatro di figura (marionetta, pupazzo,burattino etc…), più preparata sul teatro d’attore e oggetto, e Paolo, che porta con sè quasi 20 anni d’esperienza sul teatro d’ombre.

Dall’unione di questi due strade artistiche, nasce una sorta di “terzo cammino”, basato fondamentalmente sulla contaminazione dei linguaggi espressivi, che diventa la ricchezza di questo spettacolo e caratterizzerà da quel momento in poi, tutti i seguenti lavori della compagnia L’Asina sull’Isola.
 
Nelle parole, che sono anche la prima parte del testo dello spettacolo,
” Le favole dove stanno?
Ce ne è una in ogni cosa.
Nel legno di un seggiolino,
in una scala,
in una rosa…
La favola è in noi, dentro,
da tanto tempo
e non parla.
è una bella addormentata,
e bisogna svegliarla!”
si trova tanta della poetica di Rodari, che guiderà la loro ricerca nella creazione di questo spettacolo.
 
All’interno di questo gioco d'ombre, le fantasiose figure disegnate per lo spettacolo, da un altro grande artista, illustratore e scenografo Emanuele Luzzati, prenderanno vita dentro ad un immaginaria vecchia soffitta, piena di oggetti smessi di uso quotidiano, che con l’aiuto di ombre e luci colorate…ma soprattutto con l’aiuto  immancabile della fantasia del bambino stesso, diventano altri mondi, mari, nuvole, giardini…suggestive ambientazioni per i protagonisti di queste delicate storielle, che colpiscono, con la loro poetica, grandi e piccoli spettatori.

Il primo racconto si svolge in una vecchia bacinella che diventa mare, dove il bambino segue l’avventura di ”Alice Cascherina che casca nel mare “.
Alice è una bambina irrequieta, una bambina curiosa, una bambina – come tutti i bambini affamata d’esperienze nuove.

Ed è proprio la parola “esperienza” la chiave portatrice di senso, di questo breve racconto. L’esperienza positiva o negativa che sia, è al centro del percorso conoscitivo di ogni bambino, e come tale, va sempre sostenuta.

Poi lo spettacolo ci porta ad un vecchio ombrellino di carta bianca, che come per magia,prima diventa mappamondo, con i suoi mari e continenti, poi, pieno dei colori dell’arcobaleno, diventa il luogo dove si racconta la filastrocca d’un temporale ”Dopo la pioggia viene il sereno, brilla in cielo l’arcobaleno…”. Infine ritorna alla sua originale funzione: un oggetto per proteggerci dalla pioggia…ma:

“La pioggia è finita, non piove più…” dicono i due attori, protagonisti di questo viaggio tra favole e filastrocche e con la luce di due piccole torce, continuano il loro viaggio e trovano la strada, tra vecchi mobili, pezzi di carta e libri, verso un giornale stracciato che diventerà  teatro per un altro racconto intitolato “Il funerale della volpe”.

Qua il bambino sarà testimone della finta morte della volpe, e tremerà per la sorte delle sciocche galline, che per essere poco furbe, poco aggiornate e poco attente a quello che succede nel mondo attorno loro, faranno una brutta fine. Ma anche questo partecipato patimento, servirà al bambino, così come le ultime parole dell’autore, nelle quali riassume il messaggio per noi tutti grandi e piccoli lettori / spettatori:

“…e chi fa come quelle galline, vuol dire che non ha capito la storia”
per farci riflettere sulle notizie, su chi e come ce li porta.
 
Un tema critico/sociale lo ritroviamo anche nella breve “Filastrocca del gregario, corridore proletario” raccontata questa volta nella tela d’una cornice appoggiata ad un traballante cavalletto da pittore, che inquadra la dura gara ciclistica, viaggio o volo del suo protagonista, a cui, per avere giustizia , il buon Gianni Rodari regala un fantastico traguardo fra le nuvole…

Infine il percorso tra parole ed ombre ci porta ad un box da bimbo di sessant’anni fa, trasformato grazie alla fantasia e il gioco dei due attori prima in un teatrino di marionette, e poi in un giardino fiorito, che diventa il palcoscenico per il racconto ”La fuga di Pulcinella”.

Nella drammaturgia dello spettacolo abbiamo inserito questa storia per ultima, proprio per l’ importanza del messaggio che porta in sé; perché parla al bambino di un tema così forte ed astratto come la “Liberta”, e Rodari ne parla con grande grazia e delicatezza, e permette anche allo spettatore più piccolo di immedesimarsi nel pulcinella ribelle, ed eroico, che fugge dal teatrino delle marionette, dove sta sazio, ma legato ai fili, e preferisce morire di fame piuttosto di non essere libero…

Dunque, cose che si trasformano in altre cose in un gioco di fantasia, che potrebbe continuare per sempre, non finire mai, proprio così, come nella vita... ed i due grandi: Gianni Rodari e Lele Luzzati, hanno fatto di questo pensiero, la struttura portante del loro lavoro artistico, creando con parole e immagini, storie divertenti o tristi, ma sempre profonde, vicine sia al mondo dell’infanzia che al mondo degli adulti.

Ed è proprio questo il motivo per il quale la compagnia teatrale l’Asina sull’Isola, le ha scelte per sviluppare il proprio mondo espressivo fatto di luci e ombre, e quasi vent’anni di vita di questo spettacolo gli anno dato ragione.

Oggi,a quasi vent’anni dalla sua creazione, si può dire dunque, che ci sono spettacoli che si pensano, si costruiscono, si amano, si rappresentano  e poi si smettono, ed altri come “ Al Signor Rodari”, che non si smettono, perché non invecchiano mai, restano incantati in un tempo magico tutto loro, e sempre a disposizione del loro pubblico qui o la, ieri oggi o domani.
Commenti (0)
Non ci sono commenti

Inserisci commento: