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14 aprile 2017
Dall'incendio dell'auto scoprono il traffico di coca a Piacenza e provincia
14 aprile 2017
Procura di Piacenza
Dall'incendio di un'auto scoprono un traffico di cocaina a Piacenza e provincia.

Coca a Piacenza, Cappelleri "Diffusione in tutti gli strati sociali" VIDEO

L'operazione, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo, diretti dal sostituto procuratore Antonio Colonna, ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità italiana e albanese, due dei quali ancora latitanti, accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Gli italiani sono un 22enne residente a Monticelli d'Ongina, un 41enne residente in città, un 47enne di Morfasso e un 44enne di Fiorenzuola. Due albanesi, di 30 e 38 anni hanno fatto perdere le proprie tracce, mentro un loro connazionale di 43 anni, era già finito agli arresti dopo essere stato sorpreso nel gennaio scorso con una pistola rubata, nascosta nel garage di casa.

I FATTI - A dare il via alle indagini è stato l'incendio di un'autovettura in uso ad un 51enne tunisino, avvenuto a Monticelli la notte 30 ottobre 2015, nella zona di Largo Mazzini.

Un fatto apparentemente accidentale che però non ha convinto le forze dell'ordine, tanto da avviare degli approfondimenti; un'intuizione che ha permesso loro di accertare che si trattava a tutti gli effetti di un rogo doloso e di sospettare di alcune delle frequentazioni dello straniero.

Secondo il racconto degli inquirenti, la dinamica è stata confermata dalle successive intercettazioni e da altri accertamenti tecnici, dai quali è emerso che si trattava di una "ritorsione" nei confronti dello straniero per un debito non saldato, legato alla vendita di cocaina.

Da qui è partita l'attività di osservazione degli uomini del nucleo investigativo, diretti dal maggiore Massimo Barbaglia, che hanno documentato una serie di spostamenti e incontri tra i soggetti e gli acquirenti, per micro cessioni di cocaina. Dopo oltre un anno e mezzo di indagini i militari sono entrati in azione sabato 9 aprile con un consistente dispiegamento di mezzi: circa 50 militari che, oltre ad eseguire le catture, hanno effettuato una dozzina di perquisizioni domiciliari tra Monticelli, Castelvetro, Fiorenzuola e Piacenza.

Nel corso dell'attività hanno sequestrato un jammer telefonico (ovvero un disturbatore di frequenze), dei rilevatori di microspie e una microspia, oltre ad alcuni grammi di hashish, materiale per il confezionamento dello stupefacente e una piccola serra indoor, con sette piantine di canapa. 

"Una rete di spaccio significativa - ha sottolineato il procuratore capo Salvatore Cappelleri -; abbiamo notificato una cinquantina di clienti abituali, ma riteniamo che il giro fosse più ampio."
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