13 settembre 2017
Cresce il lavoro, ma è precario. Incertezza per il 2017
13 settembre 2017
Operaio al lavoro
Crescono ancora le posizioni lavorative dipendenti e cala la disoccupazione, ma il venir meno del sostegno della decontribuzione nel 2017 pare prefigurare una battuta di arresto nella crescita del lavoro a tempo indeterminato.

I RAPPORTI PROVINCIALI

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto sul mercato lavoro della provincia di Piacenza redatto dall’Agenzia regionale per il lavoro con la collaborazione di ERVET: i rapporti territoriali, che riguardano ciascuna provincia dell’Emilia Romagna, analizzano i flussi di lavoro dipendente (attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro e conseguenti variazioni delle posizioni lavorative) registrati negli archivi SILER (Sistema informativo lavoro Emilia-Romagna) delle Comunicazioni obbligatorie inviate dalle imprese ai dei Centri per l’impiego della regione.

“Nel biennio 2015-2016 - fa notare il rapporto in riferimento alla nostra provincia - si è assistito ad una crescita straordinaria delle posizioni lavorative dipendenti, da ascriversi in gran parte ai contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti introdotti dal Jobs Act, favoriti in maniera determinante dalla decontribuzione inscritta nelle Leggi di stabilità 2015 e 2016”.

Anche in provincia di Piacenza si è rilevata una variazione delle posizioni lavorative dipendenti pari a 6.295 unità, di cui ben 4.770 a tempo indeterminato (ossia il 75,8% del totale), con una ripresa quantitativa degli occupati dipendenti oltre le soglie pre-crisi registrate nel 2008.

La ripresa degli occupati dipendenti è confermata dalle stime Istat sulle forze di lavoro: il dato medio annuo provinciale è passato da 90 mila unità nel 2014 a 93 mila nel 2016, con una variazione pari a 3 mila dipendenti in più, inferiore però alla variazione delle posizioni lavorative dipendenti di fonte Siler.

Più in particolare, nel 2016, le posizioni di lavoro dipendente risultano ancora in crescita di 3.509 unità, cifra che sintetizza 136 posizioni in più nell’apprendistato, 972 a tempo indeterminato, ben 1.003 nel lavoro somministrato (ciò - viene fatto notare - pone interrogativi sull’effettiva stabilità del risultato occupazionale nel medio periodo) e 1.398 a tempo determinato. Il lavoro a tempo pieno è cresciuto di 2.011 unità e quello a tempo parziale di 1.500.

Analizzando e varie attività economiche, si legge nel rapporto, la crescita del lavoro dipendente avvenuta nel mercato del lavoro piacentino nel 2016 è dipesa da un incremento di 213 posizioni lavorative dipendenti in agricoltura, di 659 nell’industria in senso stretto, di sole 67 nelle costruzioni, di 559 nel commercio, alberghi e ristoranti e di ben 2.028 nelle altre attività dei servizi (settore in cui rientra la logistica).

DISOCCUPAZIONE IN CALO - Si riduce anche la disoccupazione: fra il 2015 ed il 2016, i disoccupati passano da 12 mila a 10 mila unità ed il tasso di disoccupazione generale cala dall’8,8% al 7,5%, così come, per la prima volta, diminuisce significativamente sia il tasso di disoccupazione riferito ai giovani di 15-29 anni (dal 22,1% al 16,4%) che il tasso di disoccupazione femminile (dal 10,5% all’8,7%).

“Ma - sottolinea il rapporto - si è lontani dalla situazione di virtuale pieno impiego che caratterizzava l’economia piacentina prima della crisi".

CASSA INTEGRAZIONE - Nel 2016, in provincia di Piacenza, il monte ore autorizzate di cassa integrazione guadagni è ulteriormente diminuito, raggiungendo il livello più basso (1.536.832 ore) mai registrato dal 2009, l’anno della grande recessione, che inaugurò l’inedita progressione nel ricorso agli ammortizzatori sociali che raggiungerà il suo culmine nel 2010.

Nel 2016, infatti, il complesso delle ore concesse di Cig è crollato del 54,8% rispetto all’anno precedente: "questa marcata diminuzione annuale - è l'analisi - sintetizza altrettanti vistosi decrementi per quanto riguarda la gestione ordinaria (-59,3%), la gestione straordinaria (-52,9%) e quella in deroga (-51,0%), che arriva, in pratica, al minimo storico dalla sua introduzione nel 2009 (ed appare ormai in sostanziale esaurimento)".

OMBRE SUL FUTURO - Nel primo trimestre 2017, in provincia di Piacenza, il complesso delle attivazioni dei rapporti di lavoro dipendente ha registrato un significativo calo congiunturale (-11,8%) e la variazione delle posizioni di lavoro dipendente, al netto dei fenomeni di stagionalità, è stata modestamente negativa: -204 unità, dato, viene fatto notare, probabilmente scarsamente significativo dal punto di vista statistico dal momento che potrebbe riflettere più l’errore nella destagionalizzazione che un’effettiva variazione occupazionale.

"Ma - conclude il rapporto - anche ammesso che il mercato del lavoro di Piacenza, nei primi tre mesi del 2017, mostri una sostanziale invarianza delle dinamiche occupazionali, diversamente da quanto sta accadendo nella regione presa nel suo complesso, dove ancora starebbero aumentando le posizioni lavorative dipendenti, si evidenzierebbe invece, a livello locale, un aggiustamento molto reattivo alle nuove "condizioni al contorno" che, dall’inizio del 2017, non prevedono più lo stimolo generalizzato della decontribuzione per le assunzioni, un brusco aggiustamento che pone interrogativi sugli sviluppi della domanda di lavoro nel breve periodo".
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