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12 ottobre 2017
Malattie renali, 175 piacentini ai controlli gratuiti in piazza
12 ottobre 2017
La tenda allestita in Piazza Cavalli
L'equipe del reparto di Nefrologia e Dialisi in piazza per i controlli
Piacenza - Ottimo riscontro per la giornata di prevenzione curata dal reparto di Nefrologia e dialisi dell’ospedale di Piacenza.

175 le persone che nella giornata di giovedì si sono recate in Piazza Cavalli nella tenda allestita ad hoc dall’equipe del reparto e messa a disposizione dalla Croce Rossa.

Medici e infermieri hanno accolto i cittadini per informare, misurare la pressione arteriosa, far conoscere i primisegni, e fare accertamenti preliminari di diagnosi di malattia renale: per 43 delle persone controllate sono emerse anomalie per le quali sono stati consigliati ulteriori approfondimenti; una cinquantina invece i cittadini con valori elevati di pressione.

Il reparto di Nefrologia e Dialisi di Piacenza segue un migliaio di pazienti con malattia renale a vari stadi negli ambulatori, mentre un numero maggiore è gestito nelle fasi iniziali della malattia insieme ai medici di famiglia, che hanno ruolo importante nel riconoscere le persone a rischio.

“La malattia renale cronica - spiega il primario Roberto Scarpioni - è una patologia in costante crescita ed è ormai un problema clinico, sociale e anche economico importante. È realistica la stima che nella popolazione adulta in Italia il 10-12 per cento della popolazione abbia un iniziale danno renale, ma il problema rimane ancora poco conosciuto e sottovalutato perché spesso clinicamente senza sintomi, almeno nei primi stadi della malattia”.

“Spesso - fa notare - non ci si accorge dell’insorgere della patologia renale, perché non ha sintomi importanti. Addirittura un italiano su sei potrebbe avere una compromissione di grado medio della funzione renale e addirittura il 3 per cento di livello medio-avanzato. Negli USA, per esempio, a causa di una minor attenzione alla dieta e a stili di vita a volte inadeguati, l’incidenza di malattie renali può toccare addirittura il 20 per cento della popolazione”.

Con esami semplici e poco costosi, del sangue e delle urine, e talvolta con un’ecografia renale, è possibile accertare la presenza di una malattia.

DIALISI SEMPRE PIU' A DOMICILIO IN EMILIA, VIA LIBERA ALLE LINEE DI INDIRIZZO - La sera, oppure in pausa lavoro. Da soli, o con l’aiuto di un familiare. Ma, soprattutto, a casa. E quindi in un ambiente accogliente e tranquillo.

D’ora in poi, in Emilia-Romagna sarà più facile effettuare la dialisi a domicilio; una pratica già sperimentata da oltre 300 pazienti, con un’organizzazione diversa a seconda dell’Azienda sanitaria di riferimento.

Con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, delle Linee di indirizzo per le Aziende sanitarie, l’obiettivo è stabilire regole e opportunità uguali per tutti.

“La dialisi a domicilio - sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - costituisce una forma ottimale di terapia: rappresenta, infatti, una migliore riabilitazione del paziente, perché permette un’integrazione più forte nel contesto in cui vive e offre la possibilità di mantenere un’attività lavorativa e sociale. Significa anche - aggiunge l’assessore - una responsabilizzazione del malato per il buon esito della terapia, e un’ottimizzazione dell’uso complessivo delle risorse”.

Il testo approvato dalla Giunta persegue le tematiche indicate nel “Documento di indirizzo per la Malattia renale cronica” del ministero della Salute, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel 2014. “In questo modo- chiude Venturi- avviamo e consolidiamo percorsi virtuosi che consentono una maggiore ‘delocalizzazione’ del paziente in dialisi, promuovendo trattamenti di tipo decentrato, in particolare la dialisi peritoneale e l’emodialisi domiciliare”.

La dialisi in Emilia-Romagna - I dializzati in Emilia-Romagna sono circa 3.900, di cui 310 già in trattamento a casa. Con l’Aned (Associazione nazionale emodializzati) e l’Antr (Associazione nazionale trapiantati di rene), l’assessorato regionale alle Politiche per la salute ha condiviso l’opportunità di sviluppare la dialisi a domicilio, stabilendo regole e opportunità omogenee sul territorio.

Tutte le Aziende sanitarie regionali dovranno dotarsi di un “ambulatorio pre dialisi”, dove accogliere i pazienti e spiegare le diverse modalità di trattamento (ospedale, casa), e fare in modo che i percorsi diagnostico-terapeutici per le persone con insufficienza renale siano uniformi in tutta l’Emilia-Romagna. Dovranno, inoltre, organizzare corsi di abilitazione per la figura del caregiver, in modo da svilupparne competenze e abilità.

Cosa deve fare il paziente I pazienti potranno fare la dialisi a casa nel momento della giornata in cui è più vantaggioso per loro (la sera, in pausa lavoro), e con la modalità preferita (da soli o con l’aiuto di un familiare). Le Linee di indirizzo prevedono, inoltre, che possano essere effettuati a domicilio entrambi i tipi di dialisi esistenti: la peritoneale - che ha una metodica più semplice - e la vera e propria “emodialisi”, che viene fatta attraverso il cosiddetto rene artificiale, cioè la macchina dialitica.

Le Aziende sanitarie forniranno ai pazienti tutto il materiale necessario per svolgere il trattamento a domicilio (liquidi dialitici, macchine in caso di emodialisi). Intercent-ER, l’Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici della Regione Emilia-Romagna, ha l’incarico di effettuare una gara per la fornitura del materiale che valga per tutte le Aziende.

Per chi effettua la dialisi a domicilio la delibera prevede anche un contributo forfettario da parte del Servizio sanitario regionale relativo ai costi delle utenze domestiche (acqua ed elettricità): 228 euro all’anno per i pazienti in dialisi peritoneale e 350 euro per quelli in emodialisi. /CV
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