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05 ottobre 2017
Una chiesa "lefebvriana" a San Damiano. Il vescovo "Illegittimità canonica"
05 ottobre 2017
il vescovo Gianni
Il vescovo di Piacenza-Bobbio Gianni Ambrosio prende posizione ufficiale sulla prossima consacrazione di un edificio da parte della “Fraternità sacerdotale di San Pio X”, in San Damiano (comune di San Giorgio Piacentino). 

Si tratta dell'iniziativa di un gruppo di aderenti alla congregazione cattolica ultratradizionalista promossa dal vescovo francese Lefebvre, come spiega lo stesso vescovo Gianni nella lettera resa pubblica e rivolta a tutti i fedeli di San Damiano e della Diocesi.

Nella lettera diramata dalla Curia Vescovile, si fa presente che il vescovo non ha avuto alcun notizia da parte dei membri della Fraternità e viene ribadito che la Fraternità si trova in una "oggettiva persistenza per ora della situazione canonica di illegittimità".

Ecco il testo integrale

Ai carissimi fedeli di san Damiano e di tutta la Diocesi di Piacenza-Bobbio,

Nei prossimi giorni la Fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX) inaugurerà e consacrerà una chiesa a San Damiano, comune di San Giorgio Piacentino. Il parroco del luogo e il vescovo di Piacenza-Bobbio non hanno avuto alcuna notizia da parte dei membri della Fraternità.

1. E' bene ricordare sia l'origine della Fraternità; fondata nel 1970 dal vescovo francese Mons. Marcel Lefebvre, sia il suo cammino negli ultimi anni. La Fraternità nasce in contrasto con diversi insegnamenti e dichiarazioni del Concilio Vaticano II.

Gli aderenti celebrano la Messa tridentina e si oppongono all'ecumenismo e al dialogo interreligioso. E' composta da sacerdoti, da frati e da suore ed è diretta da un superiore generale, il vescovo Mons. B. M. Fellay, che è stato ordinato da Mons. Lefebvre nel 1988 senza il consenso del Papa. L'ordinazione episcopale di Mons. Fellay e di altri tre vescovi causò la scomunica del vescovo Lefebvre e dei nuovi consacrati.

In Italia la Fraternità ha il suo centro ad Albano Laziale e ha diversi priorati: Spadarolo (Rimini), Montalenghe (Torino) e Silea (Treviso).

2. Sono diverse le iniziative dei Papi per "riportare nella piena comunione la Fraternità". San Giovanni Paolo II istituì una commissione per facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti e fedeli legati a mons. Lefebvre. Nel 2009 Papa Benedetto XVI, con un atto di misericordia, decise di togliere la scomunica a quattro vescovi ordinati nel 1988.

Ulteriori passi in avanti in vista della comunione sono stati fatti in questi ultimi anni. Papa Francesco ha dichiarato la possibilità, durante il Giubileo straordinario della misericordia, di confessarsi dai sacerdoti appartenenti alla Fraternità. Poi il Papa ha esteso questa facoltà; oltre il periodo giubilare, fino a nuove disposizioni in proposito.

Con Lettera apostolica Misericordia et misera del 20 novembre 2016, Papa Francesco ha concesso ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l'assoluzione sacramentale dei loro peccati.

Inoltre Papa Francesco ha autorizzato gli Ordinari del luogo (il vescovo della diocesi) a concedere anche licenze per la celebrazione dei matrimoni di fedeli che seguono l'attività pastorale della Fraternità secondo alcune modalità.

Pertanto, allo stato attuale, è doveroso precisare che:

1) la Fraternità sacerdotale san Pio X non ha la piena comunione con il Papa;

2) la Fraternità si trova in una "oggettiva persistenza per ora della situazione canonica di illegittimità" (Lettera della Pontificia commissione Ecclesia Dei ai Presuli (27 marzo 2017).

Ci uniamo alla preghiera di Gesù "perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv L7,20-21).

Con un caro saluto e con la benedizione del Signore

Il vescovo Gianni Ambrosio
Commenti (5)

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