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02 ottobre 2017
Emergenza collegamenti con la Lombardia, Cna "Rischiamo isolamento"
02 ottobre 2017
Camion
Le recenti vicende relative ai ponti di Casalmaggiore, Roccabianca/ponte Verdi-Cremona, Piacenza e Pavia Ponte della Becca ecc.. rischiano di isolare i due territori (Lombardia e Emilia Romagna) e di frenare lo sviluppo delle economie che interessano i due versanti del fiume Po.

La discussione sull’argomento si è aperta con un primo dibattito svoltosi nei giorni scorsi a Pavia, con le Fita-CNA delle tre province insieme al presidente della Provincia di Pavia, Poma, e al Presidente Nazionale della Fita-CNA, Ricci. 

“Eventi di varia natura – ha sottolineato nell'occasione Fita-CNA – hanno reso evidente che le nostre infrastrutture per la circolazione non sono più in grado di sostenere i volumi di traffico attuali. La chiusura dei ponti stradali della provincia di Cremona e nelle province a noi vicine, chiusura che appare progressivamente estendersi a gran parte, se non tutte, di queste strutture, risulta altamente penalizzante per tutto il territorio che è interessato da economie floride e da impianti di logistica di primaria importanza. Le imprese di trasporto piacentine e delle province limitrofe esigono una situazione normalizzata con il massimo di efficienza delle infrastrutture”. 

“Non intervenire, ma anche intervenire in tempi incerti o troppo lunghi – evidenzia ancora Fita-CNA – implica una forte penalizzazione delle aziende di trasporto, che da sole sopportano gli oneri dei pedaggi, l'allungamento delle tratte e maggiori consumi. Il rischio è di penalizzare la speranza di ripresa economica del nostro territorio. Servono interventi strutturali a breve a medio ed a lungo termine: le sole riparazioni, infatti, sospenderebbero e rimanderebbero il problema. Occorre inoltre che gli interventi non rimangono un’iniziativa dei soli territori interessati, ma che vedano l’intervento diretto e deciso del Ministero".

"Sorge una domanda: chi sta assorbendo i costi e i danni di tutte queste inefficienze? Certamente i cittadini e i pendolari,  ma i più danneggiati sono soprattutto gli autotrasportatori che da questa situazione traggono solo aumenti di costi che nessuno riconosce e paga, e i cui disagi potrebbero essere in parte limitati da una riduzione delle tariffe autostradali per le imprese locali nel periodo di intervento”.

Fita-CNA Piacenza, inoltre, chiede di sapere se è ancora aperta la discussione su un terzo ponte sul fiume Po, da realizzarsi fra le province di Piacenza e Lodi o di Piacenza e Cremona, e qual’è la programmazione e la pianificazione delle Regioni interessate in tema di viabilità su Piacenza. 

La Fita di Cremona, di Piacenza e di Pavia e le rispettive CNA si sono impegnate a chiedere a tutte le autorità interessate ed alle altre forze economiche di coordinare i prossimi incontri affinché l’impegno delle Regioni e del Ministero non sia un impegno spot ma organico, nell’ambito di un progetto di pianificazione delle opere infrastrutturali da rimettere in sesto e per le nuove  da costruire.
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