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18 febbraio 2017
Ravenna passa al PalaBanca, Assigeco ancora sconfitto (59-68)
18 febbraio 2017
Assigeco
UCC ASSIGECO PIACENZA, SCONFITTA INTERNA CON RAVENNA

UCC ASSIGECO PIACENZA – ORASI’ RAVENNA 59-68
(19-14, 21-28, 9-16, 10-10)


Piacenza: De Nicolao, Costa ne, Jones 4, Raspino 12, Formenti 7, Infante 9, Persico 4, Rossato, Dincic 1, Zucchi ne, Hasbrouck 5, Borsato 17. All.: Andreazza.

Ravenna: Smith 18, Scaccabarozzi ne, Sgorbati, Chiumenti 14, Marks 5, Raschi, Masciadri 7, Tambone 12, Crusca, Seck ne, Sabatini 12. All.: Martino.

Tambone apre subito il fuoco da tre punti in avvio, Smith lo segue con una schiacciata e dopo i primi due minuti Ravenna si porta avanti sul 7-0. 

Ci pensa Borsato a sbloccare Piacenza, bagnando il suo esordio in quintetto con una conclusione dalla media. L’Assigeco alza ulteriormente il ritmo del gioco e grazie alle triple di Raspino, Borsato e Hasbrouck sigla un parziale mortifero di 17-0, alla quale partecipa anche il rientrante Bobby Jones.

Ravenna ricuce parzialmente lo strappo riportandosi a -5 alla fine del primo quarto che si conclude con l’Assigeco in vantaggio per 19-14.

In apertura di seconda frazione si assiste al prepotente rientro in partita di Ravenna che, prima impatta la partita a quota 19 e successivamente arriva a toccare anche il +5 (26-31 al 14’). La reazione biancorossoblu è veemente e, anche grazie ad un ispirato Borsato (10 punti), Piacenza è di nuovo avanti sul 33-31. 
La partita prosegue sui binari di un grande equilibrio con le due squadre pronte a rispondersi colpo su colpo. Due tiri liberi di Smith consentono a Ravenna di andare all’intervallo lungo con un vantaggio di misura: 40-42.

Al rientro in campo si sblocca Formenti con una tripla in transizione ma è ancora Ravenna a guidare il gioco nel punteggio con uno Smith (14 punti) dominante nel pitturato (45-52 al 25’).
E’ il momento di massima difficoltà dei ragazzi di coach Andreazza con gli ospiti che toccano il massimo vantaggio sul +11 (45-56 al 28’).

Il grande ex Alberto Chiumenti (14 punti per lui), continua a far male alla difesa biancorossoblù, ma  l’Assigeco sfodera tutto il proprio orgoglio riportandosi a -6 (55-61 al 34’).
Dopo una serie di errori al tiro da una parte e dall’altra è Tambone a piazzare una tripla di capitale importanza per i suoi (55-64 al 35’). Un colpo dal quale Piacenza non riuscirà più a risollevarsi.

Ravenna guidata da un sontuoso Smith (18 punti e 9 rimbalzi) e dall’ex Chiumenti (14 punti) espugna il PalaBanca col punteggio di 59-68. 
A Piacenza non bastano i 17 punti di Borsato e i 12 di Raspino. 

"Dobbiamo ritrovare noi stessi" - La dichiarazione di coach Andreazza

Purtroppo siamo ancora qui a commentare un’altra sconfitta, la quarta di fila, ognuna avvenuta per motivi diversi.

Oggi, per lunghi tratti, ho visto di nuovo la mia squadra compatta a livello difensivo, cosa che non avevo più visto nelle ultime prestazioni. Ma tenendo Ravenna a 60 punti avremmo dovuto essere qui a commentare una vittoria e così non è stato, prima di tutto per merito loro, che sapevamo essere una squadra veramente ostica da affrontare, con grandi punti di riferimento,  pochi fronzoli ed una forte identità; secondo perché noi questa identità la dobbiamo ritrovare, combattendo nelle difficoltà.

Oggi eravamo quasi al completo (manca ancora all’appello il play Valerio Costa), ma come squadra siamo ancora al 20 di settembre perché c’è una condizione fisica ed atletica troppo disparata tra giocatori che hanno tirato la carretta fino adesso ed hanno momenti di appannamento e giocatori che rientrano ora da infortuni molto lunghi e non si può pensare che siano in forma dopo una o due partite.

 A lungo andare queste situazioni generano sfiducia e negatività e prestazioni non all’altezza. Purtroppo o per fortuna ci sono ancora nove partite e noi dobbiamo combattere per onorare la maglia, per i tifosi (che stasera sono venuti numerosi), per la società e per noi stessi. Sono convinto che con questo spirito battagliero possiamo ancora toglierci delle soddisfazioni. 

Come dicevo domenica scorsa a Jesi, dopo la partita, sinceramente l’unico obbiettivo che mi preme è la salvezza, non perché abbia paura ma perché in queste condizioni, dopo aver perso 4 partite di fila, diventa anche ingeneroso nei confronti di noi stessi creare degli obbiettivi. Poi se vinceremo tante partite terremo vivo il sogno play off.

Ora c’è solo da recuperare serenità, riuscire a portare a casa subito una vittoria per ritrovare noi stessi e ritrovare la condizione mentale e tecnica di alcuni giocatori senza farci sopraffare dalla negatività.
 
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