16 febbraio 2017
Un altro match impegnativo per il Pro: al Garilli arriva l'Arezzo
16 febbraio 2017
in campo
Dopo la sconfitta di Pontedera, subito un impegno decisamente ostico per il Pro Piacenza; al Garilli arriva l’Arezzo, formazione al secondo posto in classifica e reduce dal pareggio interno con la Lucchese e da cinque vittorie consecutive che l’hanno proiettata come migliore antagonista dell’Alessandria.

RIPRENDERE A CORRERE. Lo stop in terra toscana ha sicuramente rappresentato un passo indietro rispetto alle uscite precedenti. Squadra troppo attendista dinnanzi ad una formazione di casa in evidente difficoltà sia in difesa (peggior retroguardia interna con 21 reti) ed in attacco con un unico attaccante di ruolo (Santini). Tuttavia il Pro non è riuscito ad approfittare di una situazione psicologica e di classifica difficile degli amaranto di Indiani, adeguandosi ad una tattica troppo di attesa nel primo tempo sino a subire la spinta del Pontedera ad inizio ripresa che ha portato al gol di Kabashi.

Dopo una scarsa reazione che ha solo fruttato l’occasione di Bazzoffia nel finale, senza dare l’impressione di una squadra in giornata e , per una volta, senza quell’ardore agonistico che deve caratterizzare le squadre in lotta per non retrocedere.

La sconfitta rossonera e il contemporaneo successo di Tuttocuoio e Carrarese hanno di nuovo compattato la zona bassa della classifica con la squadra di Pea che visto ridurre il suo vantaggio sui play-out ad appena 4 punti.

AREZZO, MACCHINA DA GOL. La formazione di Sottili presenta un organico di tutto rispetto soprattutto a livello offensivo. Polidori, Moscardelli, Yamga, Bearzotti e Arcidicono rappresentano nomi importanti per la Lega Pro.

I toscani hanno il miglior attacco di tutto il campionato nei match in trasferta (ben 20 reti) e curiosamente sono la miglior difesa interna (solo 7 marcature al “Città di Arezzo”), hanno subito solo uno stop negli ultimi 13 incontri e non perdono dal 30 dicembre scorso (2-0 ad Olbia), dispongono del miglior ruolino di marcia nel girone di ritorno con ben 16 punti con un +7 sull’Alessandria e addirittura un +8 sulla Cremonese.

Numeri che testimoniano lo straordinario stato di forma degli amaranto: merito anche del cambio di modulo, passato dallo spregiudicato 4-3-1-2 dell’andata ad un più organico 4-4-2 con le stelle Moscardelli-Polidori in avanti (20 gol in due), l’arretramento del laterale Bearzotti sulla linea del centrocampo e l’innesto del colpo di mercato Cenetti dal Bassano a centrocampo a fianco di Foglia e Corradi.

Per rendere l’idea della qualità complessiva degli ospiti basta fare riferimento all’ultima panchina nel match con la Lucchese con Muscat (nazionale di Malta), Masciangelo, De Feudis, Erpen, Yamga, Grossi ed Arcidiacono a fare compagnia  a Sottili a bordo campo.

Quantità e qualità per una squadra che esprime in trasferta un buon gioco offensivo ma che tuttavia concede spazi agli avversari come dimostrano le quattro sconfitte esterne e le 17 reti subite (stesso numero del Pro Piacenza). Proprio sulla penetrabilità difensiva i rossoneri dovranno puntare per tornare a muovere la graduatoria.

Giancarlo Tagliaferri
Commenti (0)
Non ci sono commenti

Inserisci commento: