12 settembre 2017
Per il Pro quasi impresa con Alessandria, ma solo 1 punto
12 settembre 2017
Fulvio Pea
Il Pro Piacenza esce dalla sfida con l’Alessandria con un buon punto e tante certezze, relative al gioco e all’organizzazione di squadra.

Al pari della sconfitta di Carrara, resta il rammarico di aver forse raccolto nel complesso meno di quanto costruito.

In Toscana è stata la prodezza di Tavano a condannare i rossoneri, domenica la giocata del duo Gonzalez-Fischnaller ha spento il sogno di una vittoria di prestigio.

Rimane comunque un Pro Piacenza su livelli importanti, già rodato, assemblato e capace di evidenziare schemi delineati e piacevoli.

I TOP - Su tutti la prestazione eroica di Mauro Belotti, vero e proprio muro difensivo. Prodigioso il suo intervento in recupero su Marconi nel primo tempo, ma nel complesso ha diretto in maniera impeccabile la retroguardia, contro uno degli attacchi più temibili di tutto il campionato, senza far minimamente rimpiangere la grave assenza di Abbate.

E’ piaciuto anche l’approccio alla gara, senza timore o remore nei confronti di un avversario ricco di blasone e nomi importanti: capacità di attaccare gli spazi senza tenere la linea di difesa troppo bassa, aggressività sui portatori di palla e ricerca continua dell’anticipo sulle punte, nonché fasce laterali ben coperte, dove Sestu e Pastore non hanno quasi mai trovato la linea di fondo.

I FLOP - La squadra, come a Carrara, ha subito un calo nella ripresa. Merito della spinta dell’avversario che ha messo in campo tutta la sua forza offensiva con Gonzalez, Fischnaller, Bunino e Bellomo contemporaneamente sul terreno di gioco, ma anche colpa di una panchina rossonera che appare troppo corta in certe situazioni.

L’Infortunio di Abbate ha tolto alternative difensive, cosi come l’uscita di Mastroianni ha abbassato notevolmente il baricentro del gioco dei padroni casa.

Mancano ancora i gol su azione degli attaccanti, sia Alessandro che Mastroianni giostrano su tutto il fronte offensivo e a turno si abbassano per dialogare per i centrocampisti, ma la sensazione è che la squadra fatichi a capitalizzare tutta la mole di gioco che viene imbastita.

Giancarlo Tagliaferri
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