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21 gennaio 2017
"Strappo" della collana agli anziani, identificata la banda. Un arresto
21 gennaio 2017
la foto delle collanine di bigiotteria utilizzate dalla banda per raggirare le vittime
la conferenza stampa della compagnia dei carabinieri di Fiorenzuola
Avvicinava gli anziani di Caorso e Castelvetro (Piacenza) con la scusa di chiedere informazioni per impossessarsi delle loro collane d'oro. Quattro gli episodi, avvenuti tra il 2014 e il 2015, che i carabinieri della compagnia di Fiorenzuola contestano ad una banda di "trasfertisti" romeni, tutti senza fissa dimora e con precedenti di polizia, individuata dopo oltre un anno di indagini.

In carcere è finita una 36enne romena, mentre tre suoi connazionali (un 24enne, una donna di 24 anni e una 43enne) ritenuti complici della donna, sono stati denunciati a piede libero. Le accuse sono di furto, furto con destrezza e tentato furto.  

La 36enne deve inoltre rispondere di lesioni aggravate nei confronti di una delle vittime, una 69enne di Castelvetro, che in seguito alla strappo del monile aveva riportato escoriazioni e una sindrome vertiginosa dovuta al contraccolpo subito, tale da costarle 40 giorni di prognosi ospedaliera. 

La banda è stata individuata grazie ad una lunga serie di accertamenti, compiuti dai militari della stazione di Caorso e di Monticelli d'Ongina.

I Fatti - il modus operandi della banda, come riferito in conferenza stampa dal maggiore Emanuele Leuzzi, comandante della compagnia di Fiorenzuola, era ben collaudato. La 36enne agiva in prima persona, avvicinando le vittime, soprattutto persone anziane, con la scusa di chiedere loro informazioni su come raggiungere l'ospedale. Poi, dicendo di volerli ringraziare per la loro disponibilità, offriva loro una presunta collanina d'oro (FOTO), in realtà di scarsa bigiotteria.

A quel punto, mentre la infilava alla vittima, ne approfittava per strapparle dal collo il gioiello, quello vero, che aveva ovviamente già adocchiato in precedenza. La 36enne poi si allontanava in tutta fretta, raggiungendo l'auto su cui l'attendevano i complici, per poi darsi alla fuga. 

Secondo gli investigatori la banda è entrata in azione almeno quattro volte nei paesi della Bassa; il primo caso risale al 26 maggio 2014 a Castelvetro, l'unico "sfumato" grazie ad un'intuizione del malcapitato, un 56enne, che era riuscito a divincolarsi per tempo e a metterli in fuga. Il 2 marzo 2015 era invece andata male ad un 84enne, avvicinato dalla straniera mentre stava potando le piante nel giardino della propria abitazione e derubato di una catenina in oro. Circa due settimane dopo, il 10 marzo, si sono spostati a Caorso; anche in questo caso la vittima, una 68enne, si trovava in giardino e non era riuscita a sottrarsi per tempo all'azione fulminea della donna. Nell'estate successiva, il 22 agosto, la banda era nuovamente comparsa a Castelvetro ed era costata alla derubata, oltre al furto, le lesioni di cui riferito sopra.

Le indagini - Per i carabinieri sono risultate fondamentali le informazioni raccolte da testimoni oculari che, in più casi, avevano avvistato la vettura su cui si dileguavano gli stranieri. I militari sono riusciti a risalire a due mezzi in uso alla banda, entrambi di grossa cilindrata, una Audi A8 e una Mercedes classe E.

Grazie alle telecamere presenti sul territorio e al sistema di lettura targhe, oltre che ad un controllo eseguito dagli stessi militari, sono riusciti a raccogliere importanti elementi nei loro confronti, sfociati in una richiesta di ordinanza di custodia cautelare nei confronti della 36enne, emessa dal gip nel febbraio 2016.

La donna però, ricercata da varie questure italiane per altri reati, risultava irreperibile sul territorio nazionale, motivo per cui è stato emesso un mandato di arresto europeo. La stessa, alcune settimane fa è stata rintracciata in Romania ed estradata.

Giunta nei giorni scorsi in Italia, ora è detenuta nella capitale, al carcere di Rebibbia.
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