28 aprile 2017
"Progettavano rapina a Piacenza con bombe a mano” sgominata la banda
28 aprile 2017
I carabinieri della compagnia di Vigevano
Progettavano un assalto armato ad un portavalori in servizio in un’agenzia di sicurezza privata di Piacenza, con “bombe a mano e fucili automatici”; è quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Vigevano, che hanno sgominato una banda di rapinatori, definiti “armati e violenti”, accusati di decine di episodi predatori commessi tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016.

Secondo la nota stampa dell’Arma, il gruppo criminale, era composto da circa 10 persone, di cui quattro esecutori materiali delle rapine (finiti agli arresti) e i restanti, denunciati a piede libero a vario titolo, fiancheggiatori con vari ruoli. 

I militari hanno eseguito quattro misure cautelari, per i reati di rapina aggravata e furto aggravato in concorso, ricettazione, danneggiamento, incendio, nei confronti di quattro soggetti italiani, tutti residenti nel pavese. Si tratta di due pregiudicati residenti a Pieve del Cairo di 29 e 35 anni, di un 53enne pluripregiudicato residente a Vellezzo Bellini e di un 45enne di Mezzana Bigli.

L’articolata attività d’indagine, è scattata a novembre 2015 in seguito alcune rapine commesse nella provincia di Pavia con l’utilizzo di armi da fuoco. Gli accertamenti dei carabinieri hanno fatto emergere un gruppo criminale operante nei territori del pavese e delle province di Milano, Alessandria, Piacenza, Cremona e Lodi, con l’obiettivo d’impossessarsi degli incassi dalle slot machines prelevati dai dipendenti delle società che le gestivano.

Nel caso di Piacenza, prima di assalire le guardie particolari giurate o i corrieri effettuavano lunghe ore di osservazione e pedinamento, appostandosi preso i caveau di un istituto di vigilanza privato e di una societa’ di noleggio Video Lottery di Pavia.

Come spiega il comunicato stampa dei carabinieri, "mirati interventi degli operanti, condivisi dall’autorità giudiziaria competente, hanno altresì impedito la commissione di ulteriori rapine a mano armata, già programmate ed in fase di esecuzione e per cui alcuni dei componenti del gruppo criminale erano già stati arrestati in flagranza per altri reati e quindi già condannati."

Sempre gli stessi avrebbero derubato il 1 febbario 2016, a Gadesco Pieve Delmona (Cremona), una guardia giurata dipendente di un istituto di vigilanza piacentino. L'uomo aveva parcheggiato l’autovettura aziendale in un'area di servizio di quel comune, e al suo ritorno aveva trovato un finestrino rotto e uno pneaumatico forato, mentre dall'abitacolo erano sparite due buste sigillate contenenti la somma di 2mila euro, prelavata poco prima dal caveau di Piacenza per la successiva consegna ad alcuni uffici postali di quella provincia e di quella Cremona.

Secondo gli investigatori, tra il gennaio 2016 e il febbraio dello stesso anno, emergeva chiaramente come il gruppo criminale fosse impegnato, oltre la fase di progettazione, in un assalto al furgone portavalori di un’agenzia di sicurezza in provincia di Piacenza.

"L’azione veniva immediatamente monitorata a partire dalle prime fasi progettuali sino ai primi pedinamenti, effettuati dai sodali del gruppo, per lo studio degli itinerari seguiti dal veicolo “adocchiato” e l’organizzazione della strategia da adottare per compiere il reato."

"Nel corso di detti servizi - si legge nella nota - emergeva chiaramente che il gruppo criminale, ritenendo necessario operare con la massima attenzione e prevedendo di utilizzare un importante arsenale, tra cui testualmente “bombe a mano e fucili automatici”, decidevano di procedere con cautela e con tempistiche più lunghe di quelle inizialmente preventivate, tanto da indirizzarsi con priorità al secondo obiettivo scelto per procacciare guadagni e cioè una rapina a mano armata ai danni di una gioielleria di Pieve Emanule (MI).

Alla luce dell’emergenza in atto i Carabinieri di Vigevano, riuscirono ad intervenire prima che la rapina fosse portata a termine con l’arresto in Rozzano di tre rapinatori per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanti sorpresi ad occultare un’importante partita di hashish (da ben 150 chilogrammi) e cocaina destinata alla vendita al minuto nel milanese per il procacciamento del denaro necessario all’acquisizione delle armi automatiche."
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