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07 maggio 2017
Gabrielli "Sicurezza garantita solo con impegno comune" VIDEO 
07 maggio 2017
Franco Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
Gabrielli in piazza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli con Paola De Micheli
Gabrielli in piazza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
il prefetto Gabrielli a Piacenza
Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ospite d'eccezione a Piacenza in occasione della Placentia Half Marathon. Ad accoglierlo il questore Salvatore Arena, il sottosegretario all'Economia Paola De Micheli, il sindaco di Piacenza Paolo Dosi, insieme all'assessore allo Sport Giorgio Cisini e al presidente Coni Robert Gionelli

Dagli organizzatori della maratona Alessandro Confalonieri e Pietro Perotti ha ricevuto in dono una "pigotta", la bambola dell'Unicef, e anche una maglietta personalizzata con il suo nome "Franco": nelle foto i momenti della sua visita piacentina.

L'INTERVISTA 



"La sicurezza non è un diritto ma è un bisogno primario - ha detto Gabrielli ai cronisti - che ci vede coinvolti non solo nella repressione dei reati, ma anche nello sforzo di far recepire alla gente una condizione di sicurezza. Purtroppo combattiamo in una situazione in cui le statistiche dicono che i reati sono in calo, ma a questo non corrisponde un maggior senso di sicurezza nei cittadini. Non dobbiamo fermarci alle statistiche, se le nostre comunità non si sentono sicure, dobbiamo lavorare tutti insieme". 

"Io mi sforzo di dire che la sicurezza non è solo il prodotto dell'attività repressiva, ma è un insieme di fattori. Molto spesso sono le condizioni di precarietà economiche dei cittadini stessi a indurli a sentirsi più indifesi e a far sentire in maniera più amplificata una condizione di insicurezza. Questa situazione va affrontata non solo dalle forze di polizia, tutte le comunità e le istituzioni devono concorrere a migliorare questo aspetto. Il recente decreto sulla sicurezza - dice il capo della polizia - ha molto sottolineato il coinvolgimento dei sindaci e dei Comuni in questa attività. E' un lvoro che si fa passo dopo passo, non ci sono soluzioni miracolose o colpi di teatro. Viviamo tempi difficili e tutti insieme dobbiamo lavorare per conseguire un risultato". 

Gabrielli ha inoltre ricordato l'impegno della polizia contro la violenza di genere. "Finché ci sarà una donna uccisa dal proprio compagno non avremo raggiunto l'obiettivo finale - dice -. Da parte nostra massima attenzione nel supportarle". 

Il capo della polizia ha ringraziato le autorità locali e la città anche dal microfono dello speaker ufficiale della Half Marathon e ha partecipato alla premiazione dei vincitori della gara maschile. Il protocollo della sua visita prevedeva anche un saluto con i bambini al campo Daturi, ma la pioggia ha vanificato questa parte della mattinata.

LA NOTA DEL SINDACATO SAP

Domenica 7 maggio, il capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, è stato in visita alla Scuola e alla Questura di Piacenza. Una presenza di rilievo, forse "unica", a cui ha partecipato anche il S.A.P. piacentino. "L'incontro, almeno si sperava, voleva essere un'occasione per avere un dialogo più aperto e diretto anche con il dottor Gabrielli su questioni di interesse generale, ma ciò, a differenza delle visite da lui effettuate in altre città, non si è concretizzato".

Al suo saluto, è seguita una lunga esposizione su temi di particolare interesse: riordino delle carriere, carenza di personale, mancato turn over fissando l'età media ai 47 anni, concorsi, progressione di carriera, garanzie per lo stesso personale, sorveglianza sanitaria e quant'altro. Monologo che con profonda perplessità ed amarezza questa O.S. non ha per niente condiviso. Un'analisi, quella del dottor Gabrielli, alla ricerca del caprio espiatorio, addossando spesso le responsabilità del "mal funzionamento" dell'apparato sicurezza al sindacato, riconducendo in più esempi le attività svolte univocamente dal SAP. Questo non possiamo accettarlo e soprattutto quando a mettere in discussione l'operato dell'azione sindacale è il capo della Polizia, privati dalla possibilità di contraddittorio. Infatti per le OO.SS. della Polizia di Stato non è stato previsto un tavolo di incontro.

Per quanto concerne Piacenza, credo che la soppressione, formalmente avviata, della Sezione di Polizia Postale, in un periodo di pieno allarme sociale, non si possa attribuire al sindacato. Così come la triste realtà dove ogni giorno i poliziotti tutti si scontrano con situazioni di precarietà dei mezzi a disposizione, carenze di organico (per la sola questura oltre il 15%), costretta a decidere la soppressione del presidio di P.S. presso l'Ospedale Civile e dei Poliziotti di quartiere, modifiche di orario per sopperire alle quotidiane emergenze operative, impoverimento degli uffici di supporto che vengono sguarniti di personale e risorse finanziarie, al punto da scaturire inevitabilmente un malessere ed una disorganizzazione di gestione.

Queste responsabilità non penso possano attribuirsi al sindacato. Inoltre quanto ascoltato oggi mi ha letteralmente spiazzato: il dottor Gabrielli è una persona che ha riscosso anche dal nostro sindacato una particolare fiducia nel suo operato e spero solo che l'intendimento delle sue argomentazioni non mirassero ad un ipotetico malessere provocato dal "movimento sindacale", per cui quanto detto più che una rivalsa diverrebbe un accorato appello allo stesso capo della Polizia per contribuire ad un miglioramento delle nostre condizioni, a nostro parere attuabile solo razionalizzando seriamente le forze in campo, aggregando i diversi corpi di Polizia che svolgono le medesime funzioni, al fine di restituire al cittadino il diritto alla sicurezza e di un vero controllo del territorio e agli uomini e alle donne in divisa la possibilità di poter svolgere fattivamente e con la necessaria serenità, l'importante funzione sociale cui da sempre sono chiamati.
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