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09 aprile 2017
Animali selvatici a Piacenza, Coldiretti: "Ogni due giorni una segnalazione"
09 aprile 2017
Cremonesi
capriolo morto dopo l'incidente a Tuna
campo "arato" dai cinghiali
AMBIENTE: COLDIRETTI, ANIMALI SELVATICI A PIACENZA: UNA SEGNALAZIONE OGNI 2 GIORNI - La nota stampa

Un incidente nel fine settimana causato da un capriolo e un avvistamento di un branco di 3 cinghiali adulti proprio a due passi dalle abitazioni di Rivergaro sono la punta dell’iceberg di un problema che denunciamo da tempo e che, purtroppo, abbiamo constatato possa avere risvolti anche drammatici.

Ad affermarlo è Giovanni Luigi Cremonesi, direttore di Coldiretti Piacenza nel sottolineare che, con una media nelle ultime tre settimane di marzo di una segnalazione ogni 2 giorni,  tramite il form a disposizione dei cittadini sul sito www.piacenza.coldiretti.it, è boom di danni da animali selvatici in provincia di Piacenza.
 
Nel 60 per cento dei casi, continua il direttore, le segnalazioni di danni sono riconducibili ai cinghiali. La presenza degli stessi nelle città ormai non è più purtroppo una curiosità ma un rischio concreto per i cittadini. 

Negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato e la sicurezza nelle aree rurali e periurbane è in pericolo per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone.”
 
“Non vi è giorno in cui non raccogliamo lo sfogo di imprenditori agricoli, prosegue Cremonesi, che hanno subito danneggiamenti alle coltivazioni e a questi si aggiungono i danni dei cittadini: non è più ammissibile continuare ad assistere inerti e impassibili al ripetersi delle incursioni.

Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione. Ricordiamo che è importantissimo segnalare e denunciare i danni, siano essi recati a persone o aziende poiché solo così si riesce a eseguire una ricognizione puntuale del fenomeno.”
 
E’ possibile effettuare le segnalazioni ai soli fini statistici online attraverso il sito internet www.piacenza.coldiretti.it nella sezione dedicata alle segnalazioni di danni da fauna selvatica.

CINGHIALI: CAMPI RISEMINATI ANCHE TRE VOLTE - La nota di Confagricoltura - Riceviamo quotidianamente segnalazioni di campi danneggiati da incursioni di animali selvatici, in particolar modo cinghiali – sottolinea in una nota Confagricoltura Piacenza.

Una situazione diffusa in tutta la provincia, con gruppi di animali che ormai passeggiano anche nelle corti. Le colonie di ungulati sono particolarmente popolose e diffuse in Val Tidone, tanto che qualche giorno fa anche il comune di Rottofreno ha segnalato la gravità della situazione agli uffici competenti della Regione e all’Assessore all’Agricoltura Caselli. 

“Ho riseminato un campo tre volte – spiega Corrado Mazzocchi che conduce un’azienda agricola in località Fornace di Ganaghello, nel comune di Castel San Giovanni – mentre nell’azienda agricola Rocca, in località Merlino, ieri è entrato in cortile un gruppo di cinghiali, oltre ai danni dobbiamo vivere anche con la paura”. 

Più volte Confagricoltura ha denunciato che l’insufficiente gestione della fauna selvatica sta generando gravi danni, non solo agli agricoltori, ma anche alla sicurezza della cittadinanza. Gli incidenti stradali, che si stanno verificando sempre più frequentemente non fanno che evidenziare la scarsa efficacia dei piani di contenimento della fauna selvatica che ormai sempre più frequentemente si spinge anche nelle zone abitate.

I cinghiali che stanno proliferando oltremodo – sottolinea Confagricoltura – sono ibridi immessi per assecondare l’aspetto ludico della caccia in spregio dell’etologia e dell’ambiente.

In generale il tema della fauna selvatica viene gestito in contrapposizione con quello della difesa delle colture, mentre gli imprenditori agricoli da centinaia d’anni permettono alla selvaggina di crescere e nutrirsi nei loro campi e da tempo si sentono presi in giro.

I danni alle colture vengono risarciti in parte e non annoverano l’ammanco economico che la mancata produzione perpetra lungo la filiera, ma c’è, soprattutto, un problema di sicurezza per l’incolumità delle persone, anche dei privati cittadini che, ignari dell’esponenziale aumento del pericolo, rischiano continuamente anche durante il più tranquillo dei loro tragitti.

Ormai manca la protezione per gli uomini – ribadisce l’associazione degli imprenditori agricoli -. Chi produce lavorando nei campi, non potendosi difendere, dovrebbe chiedere l’intervento di una scorta ogni volta che esce a perlustrare le colture! E’ una situazione paradossale.
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