21 marzo 2017
"Il corpo e le età della vita", il centro anziani e bambini Unicoop nel progetto fotografico nazionale
21 marzo 2017
al centro anziani e bambini
Dopo i riflettori dei media nazionali, che hanno dedicato grande attenzione all'originale esperienza educativa del Centro Anziani e Bambini del Facsal, gli ospiti intergenerazionali della struttura della coop sociale Unicoop di Piacenza saranno ritratti da un grande fotografo, all'interno del progetto nazionale “Il rapporto con il corpo nel ciclo di vita delle persone”.

A visitare nella giornata di oggi la struttura del Pubblico Passeggio, il fotografo Costantino Ruspoli, noto per essere il curatore del Calendario Pirelli (www.costantinoruspoli.it)

Ruspoli sta realizzando un progetto fotografico per conto della Fondazione Farmafactoring sul tema del rapporto col corpo nelle diverse età della vita, e gli anziani e i bambini del centro Unicoop saranno presenti nella mostra e nella pubblicazione in programma. 

L'obiettivo del progetto è quello di rappresentare, attraverso la fotografia, questo fenomeno attraverso i volti, i luoghi, le pratiche e gli approcci che caratterizzano il rapporto con il corpo nelle fasi di vita. 

Fondazione Farmafactoring e Censis realizzeranno un racconto del rapporto che gli italiani hanno con il proprio corpo nelle varie età della vita: l’età della saggezza, l’età della spensieratezza e quella della concretezza.

Il progetto mira a rappresentare la dimensione individuale e soggettivista della terza età, dando risalto anche al valore sociale della longevità, in termini di contributo significativo che le persone anziane danno al nostro vivere collettivo.

La longevità attiva è infatti una realtà in atto per milioni di persone che esercitano ruoli sociali significativi nelle reti familiari e nelle comunità ed hanno una vita piena di relazioni, attività, progetti.

Il progetto darà vita a un libro fotografico ed a una mostra espositiva finale destinata a un vasto pubblico, in programma per l’autunno 2017. E a Unicoop s'interrogano già: perchè non portare la mostra anche a Piacenza?
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