29 dicembre 2016
Un anno di Confcooperative, 112 imprese e un fatturato di 240 milioni
29 dicembre 2016
il brindisi di Confcooperative
Dal comparto agricolo ai temi sociali. L’attività di Confcooperative Piacenza è varia e intensa, deve aiutare a fare impresa tenendo però come punti fondanti valori che oggi in molte altre realtà vengono dimenticati o messi in secondo piano.

Il bilancio dell’associazione nell’anno che va a terminare si chiude comunque con il segno positivo per una lunga serie di fattori, a iniziare dalle 112 associate che garantiscono un fatturato complessivo di 240 milioni di euro, con 5700 soci e 4350 lavoratori.

«La nostra arma in più - spiega il presidente Fabrizio Malvicini - è stata la cooperazione fra varie anime del nostro gruppo; una unione che ci ha permesso di presentarci insieme a sfide molto complesse che siamo riusciti a vincere. Specialmente in campo sociale abbiamo ottenuto successi in gare di appalto importanti grazie all’accordo di alcune nostre realtà.

Da sottolineare poi gli ottimi risultati fatti registrare nel comparto agricolo; mi piace ricordare Copap capace di aggiudicarsi un bando in collaborazione con l’Università per lo studio di malattie dell’aglio.

Ed è proprio di questi giorni la notizia che cooperative di Federlavoro di Piacenza hanno vinto un bando sull'internazionalizzazione che favorirà l’export di servizi in Polonia e a Capo Verde. Ovviamente non ci accontentiamo e stiamo lavorando con grande attenzione anche su altri temi che ci stanno particolarmente a cuore, come quello dell'igiene ambientale, per il quale facendo sinergia vogliamo far sentire la nostra voce.

Confcooperative festeggia i risultati ottenuti  ma continua a guardare avanti, si pone nuovi traguardi basandosi su un sistema ormai collaudato e su novità pronte a diventare realtà. «Il progetto Aci, l’alleanza delle cooperative, prosegue. Il 2016 è stato un anno fondamentale per la nostra organizzazione, che con il rinnovo delle cariche, dal provinciale al nazionale, ha portato un importante rinnovamento. Ad esempio, in Emilia più della metà dei presidenti provinciali è di nuova nomina».

Malvicini non nasconde neppure le difficoltà incontrare, tutte superate grazie a un positivo lavoro di squadra

«E' stato un anno molto impegnativo, soprattutto per me - spiega il presidente eletto a febbraio di quest’anno - anche perché ho dovuto pagare un po’ di noviziato. Sono in Confcooperative da diversi anni,  ma dirigerla non è stato semplice. Per questo devo ringraziare tutto il Consiglio di Presidenza per l’aiuto che mi ha fornito, a iniziare dai miei vice Maria Chiara Bisotti e Daniel Negri senza dimenticare il contributo del presidente regionale Francesco Milza, sempre pronto a consigliarmi. Così come devo sottolineare l’opera della direttrice Nicoletta Corvi e del suo staff».

Un anno intenso è alle spalle, uno altrettanto impegnativo sta arrivando. «Per il 2017 abbiamo in cantiere molti nuovi progetti, come, ad esempio, migliorare la nostra comunicazione e rafforzare il rapporto fra le cooperative e i soci.

E oltre a proseguire il discorso legato all’Aci, l’alleanza delle cooperative, vogliamo anche dare nuovo vigore al progetto Linker, un rete che ci permetterà di garantire sempre più servizi di alta qualità, non solo per nostri associati ma anche per tutte le altre aziende».

(nota stampa)
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