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29 giugno 2017
Giornata delle cooperative "A Piacenza in dieci anni raddoppiano gli occupati: 4700"
29 giugno 2017
Daniel Negri
Sabato 1 luglio si festeggia la Giornata internazionale delle cooperative e il tema di quest’anno è quello dell’inclusione, inteso sia come coinvolgimento delle persone sia come controllo democratico e partecipazione economica delle varie realtà. I vertici piacentini, guidati dal presidente Daniel Negri, prenderanno parte venerdì 30 alla conferenza regionale che si terrà a Bologna.

Il dato più interessante è il confronto fra il 2006 e il 2016: negli ultimi dieci anni contrassegnati da una profonda crisi economica senza precedenti, le associate piacentine a Confcooperative non solo hanno retto l’urto, ma sono addirittura riuscite quasi a raddoppiare il numero complessivo dei lavoratori, cresciuti da 2800 a 4691.

Da sottolineare in queste cifre anche la particolare attenzione riservata alle persone svantaggiate, all’occupazione giovanile e a quella femminile. I numeri raccontano di un territorio che ha sfondato quota 100 cooperative e può contare su oltre 5700 soci

Analizzando la situazione del nostro territorio, da sottolineare come Federlavoro, servizi e Federsolidarietà siano i settori che garantiscono la stragrande maggioranza di occupati, mentre in proporzione è Fedagri ad assicurare una buona fetta di valore della produzione. I dati presentati all’ultima assemblea raccontano di una crescita costante, avvenuta negli ultimi anni, del giro d’affari e questo nonostante una consistente contrazione delle risorse pubbliche che ha inciso in modo importante soprattutto sul settore sociale.

«Mi preme sottolineare - spiega Daniel Negri, presidente di Confcooperative Piacenza - che l’incremento del fatturato nelle cooperative di lavoro è strettamente legato all’aumento dell’occupazione. Questa è la finalità delle nostre associate ed evidenzia il ruolo svolto dalla cooperazione sul territorio a favore non solo della tenuta ma, come confermano anche i numeri, di una crescita occupazionale continua e costante.

Oltretutto è giusto evidenziare che la quasi totalità dei rapporti di lavoro è di tipo subordinato a tempo indeterminato. Se in questi ultimi dieci anni siamo riusciti quasi a raddoppiare il numero di lavoratori significa che la strada intrapresa è quella giusta e posso assicurare che dopo essere arrivati a questo punto non abbiamo alcuna intenzione di fermarci».

(nota stampa)
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