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22 luglio 2017
Pedrini a Cortemaggiore: "E' rimasta nell'aria l'energia del Fillmore"
22 luglio 2017
a Cortemaggiore
a Cortemaggiore
a Cortemaggiore
a Cortemaggiore
a Cortemaggiore
a Cortemaggiore
Viviamo strani giorni. E c’è ancora chi non ci sta a tacerne l’inquietudine. “Sono tempi in cui si salvano le banche e non le famiglie.Tempi in cui i presidenti rinnegano l’accordo sul clima. Io sono indignato ma ho fiducia. Fiducia, nelle nuove generazioni”.

Omar Pedrini è stato ospite della prima giornata del Fillmore Summer Festival promosso dall'associazione Ladri di Fragole nel chiostro dei Frati di Cortemaggiore (Piacenza).

Un successo, premiato da un folto pubblico che, sin dalle 18, ha voluto ricordare lo storico locale magiostrino con le esibizioni di Motion Pictures, Oyku, Marco Sutti, Maddalena Conni, Simone Fornasari, Mikeless, Frey, Federica Infante, Ambra Marie. 

Il cantautore, ex chitarrista e fondatore dei Timoria, in uno show squisitamente acustico, ha presentato al pubblico il suo ultimo album “Come se non ci fosse un domani”.

Un album che racconta le mille paure di questi tempi. E che, già dalla copertina, ci parla della necessità di essere resilienti sviluppando la capacità di vivere da protagonisti la contemporaneità.

“Non sono di quelli che dicono “ai tempi miei era meglio” - ha spiegato il cantante - ma non mi piace quando vedo che i ragazzi non reagiscono contro le storture del mondo. E infatti ho messo nel disco una foto delle ragazze che l’8 marzo sono scese in piazza”. 

L’energia del Fillmore - ha detto Pedrini al termine di un live che ha spaziato anche nei celebri successi dei Timoria (“Senza Vento”) e tributi al r’n’r (“Hey hey my my” di Neil Young e “Psyco killer” dei Talking Heads) - è rimasta nell’aria.

Perché i locali, nel mondo della musica, hanno una loro energia: basti pensare ai celebri CBGBs a New York, al Cavern di Liverpool o il Water Rats a Londra. Ed il Fillmore era per noi, rocker italiani, uno dei locali italiani irrinunciabili. Un locale mitico”. 

Quali sono i tuoi ricordi legati al Fillmore?
“Ci sono arrivato la prima volta giovanissimo poi, negli anni, ci ho suonato almeno tre volte. Era sempre un piacere perché era uno di quei locali dove sapevi che c’era musica di qualità anche senza guardare i cartellone: c’erano buone band e buona musica. Questo oggi è un po' scomparso…”

Tanti locali che proponevano musica dal vivo hanno abbassato le serrande in Italia…
“Stanno scomparendo i locali che propongono musica dal vivo e che puntano su artisti che suonano musica propria; quelli che propongono cover band, invece, nascono come i funghi. Sono stati sostituiti dai talent, dalla televisione. Una volta quei locali servivano anche ai discografici per sentire nuovi artisti. Oggi non esiste più tutto questo: hanno “X Factor” e scelgono da lì chi produrre. Penso sia molto triste e pericoloso per il futuro della musica”. 

Qual è l’antidoto?
“Bisogna sperare che ci siano artisti che propongano cose inedite e proprie e produttori illuminati che abbiano voglia di girare i locali e non di scegliere gli artisti dalla tv. Nel mio piccolo faccio resistenza: faccio concerti, vado a scovare la gente, parlo alle nuove generazioni”. 

Il tuo disco parla proprio alle nuove generazioni a partire dalla copertina. 
“Si. Siccome ero vicino alla fine (l’artista ha subito un intervento al cuore che lo ha tenuto lontano dal palco ndr) mi sono detto “se avrò la possibilità di fare un disco voglio dare un messaggio ai ventenni di oggi”. 

Per il futuro quali sono i tuoi progetti?
“Finire il tour estivo che è molto impegnativo (è possibile consultare le date sul sito dell’artista http://www.omarpedrini.com) e che proseguirà sino a fine settembre. Poi inizierò una lunga tournée: partirà da Milano a fine ottobre, dopo le date italiane toccherà le capitali europee. A maggio 2018, invece, invece ci sarà un mini tour in Inghilterra”. 

Giovanna Ravazzola
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