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12 settembre 2017
Barbera e il segreto della Mostra "Un cinema che dialoga col pubblico"
12 settembre 2017
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
l'incontro al Politecnico
Bellocchio
Barbera
"Il rapporto tra il cinema e l'architettura è fecondo perchè sono due arti di organizzazione dello spazio e ci sono tanti architetti che hanno lavorato per il cinema e cineasti che si sono fatti influenzare dall'architettura".

Parola di Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia appena conclusa, che si è confrontato con il regista piacentino Marco Bellocchio e il critico e giornalista Aldo Grasso davanti alla platea incuriosita e attenta degli studenti del Politecnico di Piacenza.

La conferenza clou di Oc Open city" International Summer School di Architettura, che in questi giorni ha richiamato all'ex Macello 100 studenti dai quattro angoli del pianeta, ha trattato con i tre illustri ospiti di cinema, televisione e di futuro. 

Barbera, reduce dal successo della mostra veneziana, che quest'anno ha attirato al Lido una quantità incredibile di star, non si è sottratto alle domande sulla kermesse: "Il successo è figlio di sei anni di lavoro - ha ammesso - per ridisegnare il profilo della mostra, per ricostruire i rapporti a livello internazionale, per rinnovare tutte le strutture, dalle sale al sistema dell'accoglienza.

E' stata un'annata anche fortunata, perchè ci vogliono i buoni film per fare un buon festival e quest'anno ce n'erano tanti. Con il risultato che i film sono piaciuti a tutti e alla fine la gente e i critici erano soddisfatti e ben disposti con un clima molto positivo". 

"Nel corso del tempo abbiamo operato uno slittamento progressivo - ha aggiunto - per non fare soltanto un festival di nicchia, di cinema d'autore austero per pochi addetti ai lavori, ragionando sulla ricchezza e la varietà del cinema contemporaneo e quindi anche di quel cinema capace di trovare un dialogo con il pubblico.

E quest'anno il film che ha vinto (The Shape of Water di Guillermo Del Toro ndr) è esattamente così, di un grande autore ma nello stesso tempo un film di genere che arriverà al grande pubblico di tutto il mondo".

E alla domanda se Venezia abbia superato Cannes, Barbera fa sfoggio di modestia: "Lo dicono i giornalisti ed è sempre una cosa pericolosa, quest'anno è andata così perchè Cannes è stata sfortunata, non perchè sono state fatte scelte sbagliate. Non c'erano i film, non erano pronti, lo sono stati invece per Venezia.

L'anno prossimo si vedrà, magari Cannes supererà di nuovo Venezia e allora, come si dice, sarà una gara di resistenza". 

Marco Bellocchio ha parlato dell'Alta scuola di cinema a Bobbio con il corso di sceneggiatura che sta per partire: "Creare delle iniziative di questo tipo in una scuola molto leggera e mobile, che non sia un'istituzione stabile con posti fissi, è molto positivo per noi. Procederemo per percorsi e questo è il primo con quattro sceneggiatrici di grande livello, diverse tra di loro e vedremo".

Riflessione quasi filosofica quella di Aldo Grasso, che ha affrontato il tema della trasformazione della televisione e dei media del futuro: "La rivoluzione in atto portata dal digitale farà sì che il confine tra realtà e rappresentazione sarà sempre più sottile e dovremo abituarci a vivere in una sorta di realtà aumentata, nel senso che i mezzi di comunicazione non saranno più delle protesi che servono ad ampliare i nostri sensi, ma diventeranno i nuovi ambienti in cui noi viviamo.  

Così si allarga enormemente lo spazio e non ci saranno più differenze tra le esperienze che si fanno nel mondo reale e quelle del mondo virtuale, finirà anche questa distinzione perchè fra qualche anno il reale sarà virtuale e viceversa".

Grasso ha parlato del futuro della televisione generalista: "Sarà sempre più marginale destinata a un pubblico non più giovane e quindi è una tv che non guarda avanti ma indietro. E' una tv che è utile che ci sia, ma certamente non si pone più le sfide del futuro e che procede per forza d'inerzia, a cui piacciono questi riti un po' barbarici come l'Isola del Famosi o il Grande Fratello Vip.

Negli ultimi anni è successo che un pubblico più giovane ha rivolto il proprio interesse alle serie televisive ma non le guarda alla tv, ma al computer, le scarica e si è reinventato uno spazio e un tempo di fruizione che non sono più quelli della nostra televisione".  

L'incontro è stato introdotto da Guya Bertelli, responsabile della Summer School di Architettura, con i saluti di Renzo Marchesi per il Politecnico e del presidente dell'Ordine degli Architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi

 
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