16 gennaio 2017
Consenso di Dosi fermo al 50 per cento. In cinque anni persi 7,7 punti 
16 gennaio 2017
Paolo Dosi
Ha già annunciato che non si ricandiderà alle comunali della primavera prossima, tuttavia misurare il consenso del sindaco di Piacenza uscente Paolo Dosi - agli sgoccioli del suo mandato - non è soltanto un esercizio matematico. 

A quasi 5 anni dalla sua elezione a Palazzo Mercanti, il primo cittadino alla guida del centrosinistra ha perduto 7,7 punti percentuali, raccogliendo nell'ultima rilevazione il 50 per cento dei consensi, contro il 57,77 del 2012. 

Il gradimento è stato calcolato da "Il Sole 24 Ore", che attraverso l'indagine Il Sole 24 ore-Ipr Marketing, Governance Poll, ha monitorato tutti i sindaci italiani.

Va detto che il patrimonio di consenso di Dosi, assai oltre la metà degli elettori piacentini al voto, si è assottogliato progressivamente nell'arco dei cinque anni successivi: l'anno passato era al 52,5 %, esattamente come nel 2013.

Aumentato nel tempo il divario con la percentuale di voti con la quale venne eletto nel 2012, il 57,77 %: la distanza ora è di 7,7 punti percentuali.

Secondo l''inchiesta Paolo Dosi è 80esimo nella graduatoria dei sindaci italiani.

La classifica nazionale vede il sindaco di Torino Chiara Appendino in testa e Virginia Raggi in coda, seguita solo da Rita Rossa (Alessandria). Cala dell’1,3% il consenso medio per i sindaci. Secondo in classifica il sindaco di Firenze, Dario Nardella, e terzo quello di Parma, Federico Pizzarotti. Bene De Magistris e Sala. 

Quello misurato dal Governance Poll, viene chiarito dal giornale economico, non è un consenso elettorale, perché alla domanda posta ai cittadini dei diversi Comuni manca ovviamente il confronto con gli altri possibili candidati.

Le risposte, piuttosto, misurano il gradimento ottenuto dalla figura del sindaco, in un mix variegato di elementi in cui non è possibile distinguere i fattori emotivi e d’immagine da quelli più sostanziali dell’azione amministrativa.

In generale, gli italiani delle città confermano la sufficienza piena per i propri sindaci, anche se con una frenata dal 54,8% di consensi dell’anno scorso al 53,5% di quest’anno, ma i primi cittadini del Mezzogiorno si fermano in media al 52%, due punti sotto quelli del Nord. 

Dosi ultimo tra i sindaci emiliani - E' il sindaco di Parma Federico Pizzarotti a raccogliere in Emilia Romagna il consenso maggiore da parte dei suoi cittadini nel 2017. L'ex esponente del M5s eletto nel 2012 registra un gradimento del 60,5 contro il 60,2 del giorno della sua elezione (+0,3), terzo in Italia dopo la torinese Chiara Appendino e il fiorentino Dario Nardella.

Per l'Emilia Romagna segue a distanza, in 39esima posizione, il riminese Andrea Gnassi, confermato nel 2016 col 55% di gradimento, pari a un - 2 rispetto al giorno della sua elezione. Si prosegue con il modenese Gian Carlo Muzzarelli e il ferrarese Tiziano Tagliani, rispettivamente in 58esima e 59esima posizione: il primo si ferma al 53,5 perdendo ben il 9,6 rispetto al giorno dell'elezione nel 2014 (aveva il 63,1), anno in cui Tagliani conquistò il 55,6 mentre ora si ferma al 53,5.

Il sindaco di Bologna Virginio Merola, in 62esima posizione, registra una governance del 53 contro il 54,6 del 2016, pari dunque al -1,6. Davide Drei di Forlì si classifica 65esimo (52,5 contro il 54,3 del 2014, -1,8), Michele De Pascale di Ravenna 66esimo (52,5 contro il 53,3 del 2016, -0,8), Luca Vecchi di Reggio Emilia 67esimo (52 contro il 56,4 del 2014, -4,4). Paolo Dosi di Piacenza si colloca infine all'80esimo posto: 50 contro il 57,77 del 2012, -7,7.
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