03 gennaio 2017
Richiedenti asilo, boom di ingressi. Ma a Piacenza sono meno del 2,8% degli stranieri
03 gennaio 2017
la mappa Istat dei profughi in Italia
Piacenza è tra le province d'Italia che ospita meno cittadini stranieri con un permesso o una richiesta di asilo politico o protezione umanitaria: meno del 2,8% ogni 100 cittadini non comunitari, presenti sul nostro territorio. 

Negli ultimi due anni i flussi per asilo e motivi umanitari in Italia hanno assunto, anche in termini assoluti, dimensioni mai raggiunte negli ultimi nove anni, passando da 9.971 nel 2007 a 67.271.

A dirlo è l'Istat nel report su permessi di soggiorno per asilo politico e protezione umanitaria. IL REPORT COMPLETO

In provincia di Piacenza, secondo il dato Istat aggiornato al 1 gennaio 2016, l'incidenza (per 100 cittadini non comunitari) dei cittadini non comunitari con un permesso per asilo, richiesta per asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari è comunque molto bassa.

La mappa pubblicata da Istat colloca infatti la nostra provincia nella fascia minima, che va, in valori percentuali, da 0 a 2,78 per cento.

Solo 16 i permessi per asilo politico rilasciati dalla questura di Piacenza - Secondo i dati della questura di Piacenza - relativi al periodo compreso tra il primo di dicembre 2015 e 30 novembre 2016 - complessivamente sono stati rilasciati 10mila 856 permessi di soggiorno (8mila815 nel 2015), di cui 3mila 843 per lavoro subordinato (3mila 761 nel 2015), 3mila 150 per motivi famigliari  (3mila 102 nel 2015) e 16 per asilo politico (13 lo scorso anno).

La MAPPA dal report Istat


L'incidenza dei richiedenti asilo ha una tendenza generalizzata nelle regioni del centro-nord Italia - Brescia (0,7% ) e Modena (1,1%), le province con la percentuale più bassa - mentre al sud e nelle isole troviamo la situazione è diametralmente opposta: qui infatti l’incidenza sul totale dei permessi supera il 20% e nelle province di Caltanissetta e Crotone i rifugiati e le persone sotto protezione rappresentano più della metà della presenza non comunitaria (rispettivamente il 55,5% e il  65,5%).

In Italia, dove sono state presentate 83.245 richieste (il 7% del totale europeo), il peso relativo dei nuovi permessi rilasciati ogni anno per asilo e protezione umanitaria è cresciuto notevolmente: si è passati dal 3,7% nel 2007 al 28,2% nel 2015. Contemporaneamente si è fortemente ridotto il peso dei permessi rilasciati per motivi di lavoro, passati nello stesso periodo dal 56,1% al 9,1%.

In molti casi, evidenzia l'Istat, la presenza di persone in cerca di protezione in Italia è solo temporanea. All’inizio del 2016 ha ancora un permesso di soggiorno valido il 32,3% delle persone arrivate nel 2011 e il 49,3% degli ingressi del 2012. Tra gli entrati per motivi umanitari nel 2011 ancora presenti in Italia, la quota di residenti al 1° gennaio 2016 è molto più contenuta rispetto agli entrati per altre motivazioni come lavoro e famiglia.  

Le persone entrate per asilo o protezione hanno un’elevata propensione alla mobilità territoriale. La quota di coloro che, nel 2016, sono registrati in anagrafe in una provincia diversa da quella di primo ingresso del 2011 ottenuto per motivi umanitari supera il 72%.

In Europa il paese nel quale è stato presentato il maggior numero di domande è la Germania (441.800, il 35% del totale dell’Unione Europea), seguita da Ungheria (174.435), Svezia (156.110) e Austria (85.505).

Comunicato stampa PD di Piacenza sul tema dell’accoglienza dei profughi - La recente intervista alla stampa dell’assessore Stefano Cugini ci obbliga a esprimere pubblicamente le nostre considerazioni sul tema dell’accoglienza dei profughi nel territorio piacentino. L’episodio segnalato è indubbiamente molto grave.

La Prefettura avrebbe disposto l’allontanamento dal programma di accoglienza di un profugo ricoverato in ospedale per una crisi psicotica, che dunque, dopo la dimissione, si sarebbe trovato in mezzo a una strada, senza il necessario supporto per la somministrazione della terapia psichiatrica prescritta dai medici.

Solo grazie all’intervento del Comune di Piacenza, e in particolare del sindaco Paolo Dosi, la Prefettura ha rivisto la sua posizione e predisposto un percorso protetto di accoglienza per la persona in questione. Purtroppo non è il primo caso in cui tra Comune e Prefettura nascono divergenze sulle modalità di gestione dell’accoglienza.

E’ successo anche in occasione dei controlli sanitari disposti dalla Ausl su richiesta del Comune presso la struttura di Corte Bossina e, com’è noto, da allora la Prefettura non condivide più i report giornalieri sugli arrivi e la collocazione dei profughi sul territorio: misura inaccettabile, che rende il Comune capoluogo potenzialmente cieco rispetto a un quadro che invece ha il dovere di conoscere sempre alla perfezione.

Come forza politica responsabile, che coi propri rappresentanti governa città e Provincia, crediamo di poter dire che l'Amministrazione di Piacenza, e in particolare l’assessorato al Welfare, stanno svolgendo un ruolo cruciale nella gestione dell’emergenza su tutto il territorio provinciale, accollandosi un numero di profughi addirittura più alto delle indicazioni ministeriali e garantendo percorsi di accoglienza controllati e sicuri grazie all’azione competente dell’ASP città di Piacenza.

Al tempo stesso, non possiamo non esprimere la nostra più viva preoccupazione per il deterioramento dei rapporti tra Prefettura e Comune di Piacenza su un tema delicatissimo come questo, su cui l’opinione pubblica è giustamente molto sensibile e su cui le Istituzioni si giocano una fetta importante della loro credibilità.

Per questo ci sentiamo di fare un appello a tutte le Istituzioni del territorio (Prefettura, Provincia, Comuni, Ausl) affinché si superino le divergenze e si torni a collaborare fattivamente, facendo ciascuno la propria parte con il massimo rigore e trasparenza, nell’interesse primario dei cittadini di Piacenza e dei richiedenti asilo in reale stato di bisogno, che meritano di essere distinti da chi cerca di approfittare della condizione di migrante, che va invece isolato e perseguito a norma di legge.
 
Loris Caragnano
Segretario  provinciale Pd
 
Paolo Sckokai
Segretario cittadino Pd          

 
Commenti (13)

-


-


-


-


-


-


-


-


-


-


-


-


-

Inserisci commento: