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20 aprile 2017
Gelate d'aprile, a Ferriere -2. Danni a mais, frutta e vigneti
20 aprile 2017
I danni all'agricoltura piacentina causati dalle gelate notturne di aprile
I danni all'agricoltura piacentina causati dalle gelate notturne di aprile
I danni all'agricoltura piacentina causati dalle gelate notturne di aprile
I danni all'agricoltura piacentina causati dalle gelate notturne di aprile
I danni all'agricoltura piacentina causati dalle gelate notturne di aprile
All’inverno senza piogge significative e temperature sopra la media, negli ultimi due giorni, a causa del repentino e brusco calo delle temperature, si sono aggiunte le gelate notturne. Così le colture di Piacenza, in anticipo rispetto alle normali fasi fenologiche, sono state ulteriormente danneggiate.

Come mostra la mappa stazioni meteo del Piacentino di Meteo Val Nure, nella notte del 20 aprile la colonnina di mercurio è scesa sotto lo zero in numerose località. Il record spetta a Ferriere dove sono stati registrati -2,2 gradi, seguita da Ponte dell'Olio (-1,3), Besenzone e Villanova (-0,9) Gragnano (-0,2). Più clemente il clima in città, con una minima pari a 2,7 gradi.

“La campagna appena avviata si apre all’insegna di danni alle coltivazioni – commenta Luigi Sidoli, direttore di Confagricoltura Piacenza -. Ieri ed oggi abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dagli associati che ci hanno riferito di gelate sul mais nella zona di Castelvetro e Monticelli; danni sulle ciliegie tardive a Villanova; alcuni danni anche su ciliegie e albicocche, presto per valutare, invece, su mele e pere; gelate anche le piantine di alcuni campi di pomodoro da industria che andranno ritrapiantati e danni ingenti sulle piantine pronte per il trapianto”.

La situazione in collina è grave per i vigneti: nelle ultime due notti in alcune zone le minime sono scese anche sottozero. Sono gelati anche diversi appezzamenti di asparagi, che proprio in questi giorni dovrebbero essere al culmine della produzione.  “Le basse temperature previste anche nei prossimi giorni - sottolinea Sidoli -  non potranno che aggravare una situazione già critica. Si prospetta una campagna agraria con molte incognite”.

Se è vero che per ora non si possono fare ancora previsioni, la preoccupazione serpeggia. “Lo strumento disponibile per contenere i danni, in questi casi – spiega Sidoli -  dovrebbe essere quello delle assicurazioni contro i rischi climatici che tuttavia per alcune ragioni tra cui l’anomalia dell’evento, ma soprattutto la complessità burocratica propedeutica alla loro stipula, non sempre ha consentito e in molti casi ha impedito, l’adeguata copertura del rischio. Quello delle assicurazioni – conclude Sidoli - resta un tema aperto, nel senso che, da un lato, si è ricondotto il tutto alla copertura assicurativa privata, ma, dall’altro, questo canale, lungi dall’essere agevolato, è stato in realtà reso molto difficoltoso dagli oneri burocratici, tra cui la compilazione del Pai”.
 
 
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