17 luglio 2017
Piacenza reagisce alla crisi, in tre anni reddito pro capite +7%
17 luglio 2017
Piazza Cavalli a Piacenza
A dieci anni dall'inizio della lunga crisi economica innescata dal default, negli Stati Uniti, dei mutui subprime e che si propagò a livello planetario, ci sono segnali concreti di ripresa nei territori locali d'Italia?

Se lo chiede il "Sole 24 Ore", che ha fatto il punto nelle 103 province italiane per capire dove si registrino i maggiori progressi e dove permangano le difficoltà. 

Piacenza si colloca tra le province in cui la capacità di reazione alla crisi è stata più forte nel periodo dal 2013 al 2016. Il nostro territorio si piazza infatti al 12esimo posto con un punteggio di 68,4 (la graduatoria va da 100 per capacità di reazione più alta a 1 per la capacità di reazione più debole).

Le aree più dinamiche del Paese sono a Bergamo (prima), a seguire ci sono due province emiliane, Modena e Reggio Emilia. Quarta è Verona, quinta Bologna. La vicina Parma è soltanto al 63esimo posto. Le province più in difficoltà invece sono quelle di Aosta (ultima) e Rieti. 

Fra i parametri che vedono Piacenza più reattiva alla crisi, c'è la crescita del reddito pro capite: passato dai 26mila e 908 euro del 2013 ai 28mila 831 del 2016, con un incremento del 7,1 %. In questa classifica siamo al nono posto nazionale.

Nel luglio di tre anni fa il giornale economico aveva fatto un tour tra le province per misurare gli effetti della crisi nel periodo dal 2007 al 2013. Oggi, utilizzando gli stessi indicatori ha esaminato gli ultimi tre anni dal 2013 al 2016.

GLI INDICATORI - La classifica del Sole 24 Ore prende in considerazione - per il periodo 2013-2016 e per 103 province, quelle che consentono il confronto con tutti i parametri - dieci indicatori: il reddito pro capite (fonte: Prometeia); i depositi bancari pro capite (fonte: elaborazione su dati Banca d’Italia); i prestiti personali richiesti (fonte: Crif); il tasso di disoccupazione (fonte: Istat); il numero di laureati ogni mille giovani (fonte: Miur); il costo della casa al metro quadro (fonte: Scenari Immobiliari); gli acquisti di automobili (fonte: Aci-Istat); la spesa per famiglia in beni durevoli (fonte: Findomestic); la spesa pro capite in farmaci (fonte: QuintilesIMS); la raccolta rifiuti per abitante (fonte: Istat). La classifica generale è la media, rapportata a 100, dei 10 indicatori: il punteggio più alto indica la provincia più reattiva alla crisi.
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