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24 settembre 2016
Diritto e dignità, "Accoglienza ai profughi non si riduca a mero assistenzialismo"
24 settembre 2016
l'incontro
“La crisi dei rifugiati e la dignità”, questo il tema dell'incontro svoltosi stamattina presso il Palazzo Rota Pisaroni. Relatori l'avvocato Nicola Canestrini, direttore del Centro italiano Studi per la Pace, Francesco Millione per la Caritas di Piacenza e Davide Tacchini per L'Ippogrifo, due realtà da tempo impegnate in progetti di accoglienza sul nostro territorio.

Dopo un'introduzione generale dal lato giuridico sul tema fatta da Canestrini, che ha sottolineato come la dignità ed i diritti umani, in quanto connaturati all'uomo e sanciti nei trattati internazionali, non possano essere negoziabili con la scusa dell'emergenza, si è passati alla realtà cittadina.

La cooperativa L'Ippogrifo è il gestore per conto del Comune di Piacenza dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) , il progetto del ministero delliInterno in collaborazione con l'ANCI, finalizzato ad una gestione integrata della accoglienza che sfugga dalla logica emergenziale che tante contraddizioni produce.

“L'accoglienza” dice Davide Tacchini “non deve ridursi a semplice assistenzialismo, ma deve fornire ai soggetti gli strumenti per poter camminare sulle loro gambe.” Il paziente lavoro degli operatori si articola dall'accompagnamento presso i vari servizi della città ai corsi di italiano, fino a dei tirocini lavorativi. “E' difficile spiegare quello che facciamo quando di fronte si ha una chiusura pressoché totale che deriva da pregiudizi ed etichette frutto dell'ignoranza su questi temi.”

Francesco Millione, responsabile dei progetti di accoglienza della Caritas di Piacenza, parlando della politica di chiusura adottata da molti paesi rileva come questa abbia portato solo ad un aumento delle morti di migranti durante i viaggi, perché costretti alla ricerca di vie sempre più rischiose. “E' come cercare di tappare la falla di una diga con le mani.”

Quello che si propone è la costruzione di un modello di integrazione “intelligente”, che crei socialità partendo dalle comunità del territorio. “L'ignoranza rende complici. Bisogna tornare ad essere protagonisti contro la dilagante indifferenza su queste tematiche”.

Lorenzo Basile



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