07 aprile 2017
Femminicidio, Finocchiaro: "Incapaci di vivere una relazione paritaria"
07 aprile 2017
il ministro Finocchiaro a Piacenza
Il ministro Anna Finocchiaro a Palazzo Gotico
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
il ministro Finocchiaro a Piacenza
Finocchiaro all'incontro pro Orlando
Finocchiaro all'incontro pro Orlando
"Il femminicidio è soprattutto un fatto che affonda nella cultura maschile le sue radici, in questa incapacità di vivere in un rapporto realmente paritario".

A parlare è Il Ministro delle Pari Opportunità Anna Finocchiaro, oggi a Piacenza in qualità di ospite d'onore del Festival del Diritto, tradizionale appuntamento culturale con cui la città ormai da qualche anno interroga la popolazione sulle tante problematicità del mondo contemporaneo. 

Il ministro, accolta dai rappresentati delle istituzioni a Palazzo Gotico, ha parlato ai giornalisti degli obblighi e dalle opportunità imposti dalla "dignità", tema della prima edizione primaverile della manifestazione. 

"La dignità della cittadinanza non sta solo nella pretesa dei diritti, ma anche nell'esercizio della responsabilità e dei doveri che stanno nella cittadinanza, ed è anche nella dignità della politica - spiega il ministro - ; difficile da raggiungere ma assolutamente raggiungibile, soprattutto per quanti, e ci rivolgiamo ad un pubblico di ragazzi e studenti, ritengono che la propria esistenza non abbia solo un valore privato, ma anche un valore pubblico e che quindi possa pesare nelle scelte.

Scelte che non sono affidate ad un destino imprevedibile e riguardano se stessi, il proprio Paese, io credo anche l'Europa, visto che la nostra cittadinanza è una ricca cittadinanza, costruita dalla Costituzione ma anche dalla nostra appartenenza europea".

In merito all'attuale condizione femminile e sulla tragedia del femminicidio aggiunge: "Io penso che la radice e la ragione del femminicidio non sia in un arretratezza della condizione femminile, ma sia al contrario nell'espressione della libertà femminile che oggi sempre più si atteggia anche come libertà di desiderare una vita affettiva soddisfacente, una relazione paritaria. Questo risulta tal volta insopportabil per gli uomini che non sono in grado di vivere paritariamente con una donna e di rispettarla.

Quindi paradossalmente questo fenomeno, che sembra arcaico, e che sta facendo lievitare il numero degli omicidi di donne, mentre gli omicidi in generale diminuiscono, appartiene invece alla modernità della libertà femminile, alla modernità della pretesa di parità nella relazione affettiva.

Ed è quindi soprattutto un fatto che affonda nella cultura maschile le sue radici, in questa incapacità di vivere in un rapporto realmente paritario, in questo avvertire il rapporto d'amore come un rapporto proprietario."

Il sindaco Paolo Dosi ha introdotto l'incontro, sottolineando il desiderio di consegnare alla prossima amministrazione l'eredità del Festival del Diritto: "Speriamo di mantenere l'occasione di riflessione costituita dalla manifestazione in questi anni, anche in futuro, con il contributo di crescita offerto alla comunità".

A seguire è intervenuto il professor Dino Rinoldi, docente dell'università Cattolica di Piacenza: "Guccini cantava in Don Chisciotte più il tempo passa e s'ingarbuglia la matassa" ha esordito il professore, citando il cantautore emiliano per descrivere la situazione delle istituzioni e i tentativi di riforma falliti.

LA RELAZIONE - Anna Finocchiaro ha poi svolto le sue riflessioni davanti alla platea, incentrandole sul destino dell'Italia e delle istituzioni. 

"Soffia un vento di antipolitica che rischia di travolgere anche l'idea di rappresentanza, che è il primo strumento della democrazia.

Voglio citare un testo del professor Gustavo Zagrebelsky nel quale viene portato ad esempio come esercizio diretto della volontà popolare il processo più noto della storia, quello contro Gesù, che condusse alla condanna di Cristo e alla liberazione di Barabba.

La democrazia della rappresentanza ha bisogno di riforme, ma è indispensabile non rimanere travolti dalla voglia di consultazione a tutti costi e dal furore contro le regole." 

La Finocchiaro si è poi concentrata sulla questione della rappresentanza: "Il referendum del 4 dicembre scorso ha aperto una frattura nel Paese e una fase di tensione politica. Si è riflettuto poco sul primato assoluto del principio di rappresentanza che ha determinato la bocciatura della riforma proposta agli italiani, in opposizione al rischio di deriva autoritaria erroneamente agitato dagli oppositori.

Il principio della stabilità dei governi è tuttavia altrettanto importante per saldare il patto coi cittadini, ma purtroppo non resta traccia di questo tema nel dibattito pubblico degli ultimi mesi.

"Assistiamo a una paradossale eterogenesi dei fini perché i cittadini che oggi chiedono rappresentanza tout court, si troverebbero davanti un quadro politico frammentato e con difficoltà oggettive nel tradurre i programmi politici in leggi - aggiune il Ministro - ;questa situazione fa i conti con il dissolvimento dei partiti di massa. Il nostro sistema sociale è attraversato da linee di frattura e conflitto che avrebbero bisogno di essere ridotte e rappresentate.

Cosa può salvarci da un destino preoccupante? Dobbiamo pretendere una buona e sensata legge elettorale, ma non può bastare. Occorre considerare non solo i rappresentanti ma anche i rappresentati, i cittadini che devono partecipare ed essere informati. Questo rende dignitosa la politica e noi stessi padroni del nostro destino".

VISITA PIACENTINA - La giornata piacentina del Ministro è proseguita con un incontro conviviale con i sostenitori della mozione di Orlando al congresso Pd e con la visita in Duomo alla mostra del Guercino. 

La Finocchiaro ha definito Andrea Orlando "un candidato vero" alla guida del Pd alle primarie del 30 aprile. "Dobbiamo raggiunger le associazioni e la società civile. Le primarie sono un'occasione per tessere relazioni e riavvicinare l'elettorato del centrosinistra deluso".
 
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