25 settembre 2016
I migranti e la sofferenza psicologica, l'esperienza di Medici Senza Frontiere
25 settembre 2016
l'incontro al Festival del Diritto
pubblico
l'incontro
MIGRAZIONI, SALUTE MENTALE E AGENCY NEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA: L'ESPERIENZA DI MEDICI SENZA FRONTIERE

“Nella prima accoglienza ai migranti bisogna guardare oltre le sole ferite fisiche, altrettanto gravi e profondi sono i traumi psicologici che l'esperienza del viaggio provoca.”

A parlare è la psicologa piacentina Aurelia Barbieri, impegnata con Medici Senza Frontiere nel progetto di Prima Accoglienza Psicologica agli sbarchi, che sottolinea come un'indagine della sfera interiore debba necessariamente accompagnare l'assistenza medica comunemente intesa. Mente e corpo sono inscindibilmente collegate.

Presso l'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano si è svolto l'incontro con MSF Missione Italia all'interno del quale è stato presentato il rapporto “Traumi Ignorati” che descrive il lavoro svolto dall'organizzazione negli ultimi due anni all'interno dei Centri di Accoglienza dove opera in Sicilia. Fin dallo sbarco psicologi e figure specializzate prestano una prima assistenza psicologica, mentre in un secondo momento vengono attivati percorsi strutturati a seconda della sofferenza riscontrata.

Il Responsabile Tommaso Fabbri denuncia come il sistema d'accoglienza praticato in Italia, nel suo miope carattere emergenziale, non riesca a garantire un pieno soddisfacimento del diritto alla salute dei migranti tralasciando gli aspetti psicologici a questa collegati.

Persone che hanno patito gravi privazioni e sofferenze, per non parlare di detenzione e torture, durante il loro lungo esodo, si trovano una volta arrivate nei nostri centri d'accoglienza “come sospese, lese nella loro dignità di esseri umani poiché private della possibilità di decidere pienamente sulla loro vita”. Frustrazione e senso di impotenza sono causati dall'incertezza riguardo al loro destino, lunghe e incerte sono infatti le pratiche per la richiesta d'asilo. L'attesa è resa inoltre snervante dalla solitudine e dalla noia che si provano all'interno dei campi, che hanno perso il loro carattere di “straordinarietà” diventando di fatto luoghi di lunga permanenza.

L'Avvocato Loredana Leo a conclusione dell'incontro ammonisce: “la non piena tutela dei migranti lede non solo la loro dignità, ma anche il diritto all'accoglienza, garantito dai trattati internazionali, di cui sono portatori. Un degradamento della soglia di rispetto dei diritti di queste persone potrebbe risultare, nel lungo periodo, una cartina di tornasole di un più generale abbassamento dei diritti di tutti noi.”

Lorenzo Basile
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