Chiudi X
PiacenzaSera - Notizie, Cronaca, Sport, Politica di Piacenza
08 aprile 2017
Nicoletta Parisi chiude il Festival del Diritto: “Corruzione furto di futuro”
08 aprile 2017
a S. Ilario a l'incontro con Parisi
a S. Ilario a l'incontro con Parisi
a S. Ilario a l'incontro con Parisi
a S. Ilario a l'incontro con Parisi
a S. Ilario a l'incontro con Parisi
Nicoletta Parisi chiude il Festival del Diritto di primavera: “La corruzione è un furto di futuro”

La prima edizione primaverile del Festival del Diritto ha chiuso i battenti a Piacenza con un incontro all’auditorium di Sant’Ilario su uno dei temi più attuali del nostro paese: la corruzione.

Nicoletta Parisi, consigliere Anac (Autorità Nazionale AntiCorruzione) e docente di Diritto Internazionale, sollecitata dalle domande di Gaetano Rizzuto, è infatti andata a toccare varie tematiche legate a questo fenomeno, la cui eliminazione dal costume politico e culturale italiano appare come una delle sfide più difficili a cui tutta la cittadinanza è chiamata a partecipare.

“La corruzione è un fenomeno complesso” – ha detto la Parisi – “in Italia ci si deve scontrare anche con una cultura che affonda le proprie radici nel cattolicesimo e che, al contrario del mondo protestante - calvinista, vede nel pentimento una sorta di garanzia per qualsiasi tipo d’azione. Non c’è inoltre un vero e proprio allarme sociale per questo fenomeno, che rappresenta un furto di futuro, verso i nostri ragazzi e verso la democrazia”.

 I dati relativi al 2016 riguardanti l’Indice di Corruzione percepita nel settore pubblico e politico, stilati da “Transparency International”, collocano l’Italia al terz’ultimo posto in Europa, meglio solo di Grecia e Bulgaria; mentre a livello mondiale si segnala un miglioramento di dodici posizioni (dal 72esimo al 60esimo posto) rispetto al 2012 (anno in cui fu varata la legge anti-corruzione).

Inoltre, come sottolineato dalla Parisi “le infinite lungaggini relativi ai procedimenti penali per corruzione, che arrivano in alcuni casi fino a 21 anni, portano in prescrizione un gran numero di processi, tant’è che al 2016 solo 218 persone condannate per corruzione sono presenti nelle carceri italiane”.

Un ruolo fondamentale nella lotta alla corruzione lo gioca la trasparenza: “La corruzione” – ha affermato la Parisi – “può essere vista come un grande contratto in cui nessuna delle parti è interessata a fare trasparenza”. “La legge anti – corruzione emanata nel 2012 dal ministro Severino” – ha aggiunto – “si basa sul presupposto che siano i cittadini stessi il migliore strumento per controllare le pubbliche amministrazioni; per far ciò è però necessario intervenire, oltre che sul piano normativo, sul cambiamento dei modelli civici e culturali del paese, a partire già dalle scuole.

“In questo senso Anac ha ideato un programma a livello nazionale, chiamato “Cittadinanza e Costituzione”, che mira a porsi nella maniera più concreta possibile nei confronti dei giovani; mostrando come la responsabilità individuale del singolo può incidere sul buon funzionamento di qualsiasi struttura socio-economica, siano esse anche la classe o la squadra di calcio”.

Nel processo di miglioramento della prevenzione alla corruzione la Parisi ha posto poi l’attenzione su un altro fattore determinante: ovvero la tutela di quel soggetto che dall'interno dell'ambiente di lavoro segnala fatti di corruzione o altre condotte illegali, il cosiddetto Whistleblowers. “L’Anac, nato nel 2014, nasce proprio con l’intento di raccogliere le segnalazioni di chi riscontra fenomeni di corruzione, garantendone la protezione e cercando di promuovere delle normative che incentivino questa pratica”.

“Sotto questo punto di vista” – ha aggiunto – “le segnalazioni, che nel primo anno furono solo 24, sono in costante aumento, e nelle prime due mensilità del 2017 sono arrivate a 141. Bisogna specificare che parte delle segnalazioni spesso non riguardano l’area di competenza Anac, anche se segnalazioni molto pesanti sono arrivate, soprattutto all’interno del settore della sanità, uno dei più colpiti da questo fenomeno”.

“Per incentivare le segnalazioni” – ha concluso – “Anac sta dibattendo in merito ad una normativa che vada a risarcire - grazie alla creazione di un Fondo di Ristoro - quei soggetti che, demonizzati dai colleghi e citati in tribunale per calunnia in seguito alla denuncia di un illecito, sono costretti a far fronte a ingenti spese per pagare avvocati e psicologi”.

A conclusione dell’evento ha parlato il sindaco Paolo Dosi, che ha voluto ribadire ancora una volta l’invito alla futura amministrazione a “raccogliere l’eredità del Festival del Diritto, patrimonio dell’intera comunità piacentina”.

Federico Tanzi
Commenti (0)
Non ci sono commenti

Inserisci commento: