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01 maggio 2016
3 euro in più per il permesso di soggiorno: "Ingiustificato e sbagliato"
01 maggio 2016
Permesso di soggiorno (archivio)
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento a firma congiunta del responsabile del'Ufficio Stranieri della Camera del Lavoro di Piacenza, Bruno Carrà, e della direttrice del patronato Inca Cgil di Piacenza, Giovanna Sala sull'aumento dei costi per il rilascio del permesso di soggiorno che riguarda circa 41mila residenti su territorio locale

Il comunicato - Il Ministero delle Finanze del Governo italiano pochi giorni fa ha disposto un ulteriore vergognoso aumento del costo del permesso di soggiorno elettronico. L’operazione al di là del piccolo aumento di circa 3 euro rimane realmente in ogni caso spudorata perché questo Governo è già inadempiente nei confronti delle tante di migliaia di richieste di rimborso a seguito della condanna del settembre 2015 della Corte di Giustizia Europea.
 
Infatti anziché mettere mano alla materia ed al costo complessivo del rilascio e del rinnovo del Permesso di Soggiorno, l’Esecutivo mostra indifferenza rincarando ed aumentando l’onere già gravoso per i lavoratori stranieri e le loro famiglie.
 
Ci preme ricordare dentro questa riflessione come i migranti solo nel territorio di Piacenza superano le 41.000 unità. Un dato che ci dice senza timore di smentita dell’importanza di questa presenza sia nel mondo del lavoro come in termini di contributo previdenziale alle casse dello Stato, per non dimenticare come la  presenza degli stranieri nel nostro Paese sia da contrasto anche al decremento demografico, essendo loro in grandissima parte forza giovane presente dentro la nostra società.
 
L’importo complessivo e il costo specifico del permesso di soggiorno, già giudicato eccessivo rispetto alle finalità e alla normative che gravano sulle famiglie di immigrati che ogniqualvolta procedono ai rinnovi, è senza dubbio ingiustificato e sbagliato.
 
Riteniamo come Camera del Lavoro di Piacenza che questa recente decisione del Governo è un modo paradossale ed assurdo di fare ulteriore cassa verso chi già da straniero contribuisce in modo cospicuo al bilancio dello Stato, pagando tasse e contribuiti, senza ottenere uguali diritti e prestazioni corrispondenti. Siamo alla propria presa in giro nei confronti degli stranieri che, chiamati a versare somme ingenti, sono poi sono costretti a  chiedere la restituzione sulla base della sentenza della Corte di Giustizia Europea.
 
 Il superiore giudizio europeo sarebbe vincolante per lo Stato Italiano, ma ancora non sappiamo se verrà però effettivamente rispettato come dovrebbe realmente essere. Inoltre le ultime decisioni governative come l’ultimo recente ed ulteriore aumento previsto dal Governo Renzi, stabilito dal Ministero delle Finanze, rispetto al costo del permesso naturalmente ed ovviamente non ci tranquillizzano.
 
E’ evidente che si tratta quindi di un’ulteriore occasione persa da parte del Governo italiano per cancellare questa tassa iniqua e riportare il costo del permesso di soggiorno ad una cifra al pari delle altre pratiche della Pubblica Amministrazione.
 
L’INCA e la CGIL pertanto da tempo, per prime e praticamente in solitudine  sono state e sono tutt'ora impegnate al contrasto di questa norma odiosa ed hanno avviato una campagna di inoltro delle domande di rimborso a questo contributo a favore dei lavoratori stranieri (e delle loro famiglie) per ottenere parte della restituzione di quanto già da loro versato a partire da Gennaio 2012, data di entrata in vigore dell’ingiusto decreto.
 
Giovanna Sala
Direttore Provinciale INCA di Piacenza

Bruno Carrà
Responsabile Dipartimento Immigrazione della Camera del Lavoro di Piacenza
Commenti (3)

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