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04 agosto 2017
Il dilemma della nuova giunta comunale IL COMMENTO
04 agosto 2017
il vicesindaco Baio e il sindaco Barbieri
Ogni amministrazione che subentra alla precedente di diverso colore politico si trova davanti a un dilemma. 

Disfare tutto quello era stato realizzato dai predecessori, per dare un forte segnale di discontinuità, oppure operare una selezione dei progetti lasciati nei cassetti dagli "avversari" e valutare caso per caso se portarli avanti?

L'amministrazione Dosi, per una serie di ragioni che qui non si intendono approfondire, non ha certo brillato per intraprendenza e progettualità futura. Tuttavia qualche eredità al sindaco Barbieri ha lasciato. 

Appena insediata, la nuova amministrazione di centrodestra ha deciso di smantellare l'assetto viabilistico e i cordoli del primo tratto di Corso Vittorio Emanuele.

Una scelta assai facile e anche comprensibile, viste le critiche che la soluzione del senso unico aveva suscitato. Ma far tornare semplicemente tutto come prima non risolve i problemi di viabilità e non valorizza a pieno quel tratto di strada con le sue potenzialità commerciali.

In tema di conti pubblici, la giunta Barbieri si è comportata in maniera opposta. L'assessore al bilancio Paolo Passoni ha scelto infatti di non stravolgere l'assestamento ereditato dallo scorso mandato. Lo ha fatto saggiamente, visto che la gran parte delle scelte contabili contenute nella manovra erano pressochè obbligate. E come ha ammesso lui stesso, non portavano ad alcun squilibrio dei conti.

Su un altro dossier non trascurabile, come la candidatura di Piacenza a capitale della cultura 2020 (proposta avanzata dal centrodestra quando era all'opposizione e fatta propria dal centrosinistra quando era al governo), il primo cittadino ha avuto parole drastiche: mancherebbero i presupposti minimi per sostenere Piacenza 2020, perchè la giunta Dosi avrebbe lasciato soltanto una lettera d'intenti.

Versione contraddetta dall'ex assessore alla cultura Tiziana Albasi, che ha invece fatto presente che alcuni progetti erano stati avanzati e si è detta - nel tempo restante (assai scarso) per presentare la candidatura - pronta a collaborare con la giunta attuale.

Ma ci sono questioni ancora più importanti, che definiremmo strategiche, che hanno a che fare con il dilemma iniziale. Riguardano la sanità e le grandi trasformazioni che la stanno interessando sul piano locale. 

Penso al tema nuovo ospedale - che tenne banco durante la campagna elettorale - e anche alla questione del più ampio riassetto dei presidi medici in provincia. Progetti ereditati dall'attuale amministrazione e che investono anche il rapporto con la Regione Emilia Romagna, governata storicamente dal centrosinistra.

Partiamo dal riassetto ospedaliero e in particolare il destino dell'ospedale di Villanova. Vicenda che non riguarda direttamente il Comune di Piacenza, il quale tuttavia ha un peso politico innegabile nelle scelte della Conferenza sociosanitaria.

Come intende comportarsi la nuova amministrazione, a fronte dell'appello dell'assessore regionale alla sanità Venturi? Spingerà perchè sia colta l'opportunità di rilanciare l'ospedale Verdi attraverso la creazione di un centro nazionale paralimpico? Magari sollecitando proprio la Regione perchè faccia maggiore chiarezza sulle risorse per far funzionare la struttura?

E infine la questione più importante di tutte: il nuovo ospedale di Piacenza. Anche questo è un progetto che la giunta di centrodestra si è trovata sul tavolo dalla passata amministrazione. In campagna elettorale Patrizia Barbieri disse sì alla sua costruzione, purchè non "si trasformi in un'operazione di speculazione immobiliare".

Crediamo che l'occasione di veder realizzato - nei tempi richiesti - un nuovo ospedale più moderno e funzionale, meglio collocato in città, non sia nè di destra nè di sinistra. Sia semplicemente da non perdere.

Per questo è necessario che la nuova amministrazione si esprima presto sul tema della sua localizzazione. E anche in questo caso tenga aperto un canale con la Regione (che ci mette i soldi), perchè nessuno a Bologna venga in mente di (o trovi dei pretesti per) rimangiarsi la parola.

Confidiamo che le nostre domande abbiano una risposta quanto prima. Avremo anche qualche elemento in più per sciogliere il dilemma. 

Mauro Ferri
Commenti (20)

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