12 gennaio 2017
Quel pezzo di stoffa che nel pensier rinova la paura. Riflessione sul velo
12 gennaio 2017
Giovani ragazze musulmane al centro Islamico di Piacenza
Iqraa è una rubrica fissa su PiacenzaSera.it. La riempiremo con cadenza periodica grazie ai contenuti, le notizie e le riflessioni della Comunità Islamica di Piacenza.

Iqraa, ovvero "Leggi": ecco il nuovo contributo.

Quel pezzo di stoffa che nel pensier rinova la paura

Ormai tutto è diventato letale, anche un semplice pezzo di stoffa. Sì, se lo indossi nel modo sbagliato potrebbe uccidere.

A Piacenza si parla di ragazze musulmane stalkerizzate sul web per mettersi il velo. Come se ognuno di noi, ormai per una ragione o l’altra, non si imbattesse in un qualche pazzo che fino a quando ne condivide i contatti, lo continua ad assillare per le più stupide delle idee.

Intanto, anche il Marocco decide di vietare alle donne il niqab, il velo tradizionale che lascia scoperti solo gli occhi, per motivi di sicurezza. Sì, perché quel pezzo di stoffa ormai ha mietuto troppe vittime in Marocco e altrove.

Non ci bastavano le droghe, gli alcolici e gli stupefacenti che uccidono ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo. Solo in Italia, nel 2014, gli stupefacenti hanno provocato 313 morti (secondo la rinomata rivista Wired). Per non parlare degli alcolici, che sempre nel 2014 hanno prodotto 3,3 milioni di morti in tutto il mondo, cioè il 5,9 per cento di tutti i decessi (statistiche del Organizzazione Mondiale della Sanità).

Eppure quella maledetta stoffa che copre il capo riesce ad uccidere di più; e come se non bastasse non produce nemmeno profitto. No, non vale nulla rispetto almeno al giro d’affari di droga, alcolici e tutti gli annessi di corruzione e prostituzione. Sì, perché almeno se qualcuno muore, qualcun altro ci deve guadagnare. Esattamente come nelle guerre. Deve valerne la pena.

Fossero tutti come le benedette suore, che sanno come vestirlo. Sanno scegliere liberamente di farlo. Gli altri invece non sanno proprio maneggiarlo. Provate a pensare ad una persona qualunque che maneggia una pistola, l’idea non vi suscita paura? Per questo è risaputo che le armi le detengono solo le forze dell’ordine, proprio perché sanno maneggiarle.

Loro invece, vengono indottrinati, gli vengono consegnate queste armi da portare sul capo, pronti a minacciare tutto e tutti. Sì, si camuffano dicendo “ho scelto io di portarlo”, ma non può essere così. Da che mondo è mondo, la libertà ha un solo significato: uno, univoco e unilaterale. Un po’ come anche il razzismo, che è inconcepibile che avvenga da uno di colore verso un bianco, perché altrimenti sarebbe a tutti gli effetti razzismo al contrario.

Comunque sia, tranquilli che il mondo è al sicuro. Fintanto che ne  continueremo a parlare, fintanto che continueremo a riconoscere la minaccia e a vietare a queste persone di suscitare paura, ce la faremo. Dobbiamo solo informare la gente, dir loro di stare attenti perché anche se sembra innocuo, non lo è.

Insegniamogli a differenziare tra la Libertà (con la L maiuscola) e la loro finta libertà che a volte propagandano. D’altronde inizia proprio così, quel maledetto pezzo di stoffa, ad uccidere l’umanità.

Yassine Baradai

Appendice

Niqab: 
Nella tradizione islamica, indumento femminile di colore nero che copre la testa e l'intera figura lasciando scoperti solo gli occhi.

Hijab: Nella tradizione islamica, velo allacciato sotto la gola utilizzato dalle donne per coprire il capo e le spalle.

Nella foto alcuni giovani musulmani con ragazze che indossano l'hijab
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