Chiudi X
PiacenzaSera - Notizie, Cronaca, Sport, Politica di Piacenza
29 novembre 2016
Investire a Piacenza: 127 imprese estere e 6mila e 400 occupati
29 novembre 2016
panorama di Piacenza
Quali sono i rapporti tra imprese estere, sistema della fornitura, della R&S, della formazione, sistema istituzionale, nel piacentino? quali le "ragioni" dell'insediamento, dal punto di vista degli investitori? quali le prospettive (crescita o delocalizzazione)?

LA RICERCA - Sono alcuni delle risposte emerse dall'indagine "Le imprese multinazionali a Piacenza: prima indagine conoscitiva e prospettica", finalizzata alla rilevarle e monitorarne l'andamento e ad acquisire un patrimonio fondamentale di informazioni da utilizzare come leva per attrarre nuovi investimenti e rafforzarne le relazioni sul territorio, anche in chiave preventiva.

L'output del lavoro è stato sia qualitativo che quantitativo, in termini di numerosità, caratteristiche, addetti. "Classificare" le imprese industriali estere non è banale, in quanto non esiste un dato oggettivo collegato, ad esempio, all'iscrizione camerale; nel definire la metodologia si è ricorsi alla letteratura e alla prassi consolidata presso gli Organismi internazionali, che prevede una quota di partecipazione minima del 10% di capitale estero; tale criterio è stato applicato per selezionare i dati quantitativi dalla banca dati AIDA e i risultati emersi sono di grande impatto.
 
Sono 6.400 i dipendenti (esclusa la logistica) delle 127 imprese estere localizzate nel Piacentino con personale presente nell'unità locale, con una netta prevalenza del manifatturiero (ca.5.550 dipendenti), cui segue il commercio (ca. 500). La meccanica è il settore di maggior peso nel manifatturiero, seguito dalla raccorderia (oltre 500), ambiti sui quali si è focalizzata l'indagine.

Tra le ragioni che hanno portato ad investire a Piacenza partendo dal "greenfied" (nuovi insediamenti in assoluto) spiccano la presenza di imprese dello stesso settore (33%) e di un sistema di fornitura (33%), a pari merito con la qualità delle risorse umane (33%), mentre subito dopo troviamo la disponibilità di aree ben infrastrutturate e a costi competitivi.
?
Tra le motivazioni delle M&A (merger&acquisition), invece, il valore del marchio ha prevalso nettamente (80%) su altre motivazioni, quali l'acquisizione di quote di mercato (20%).

Oggi, tra le "buone ragioni" per continuare a lavorare a Piacenza spicca il livello delle infrastrutture e la nuova centralità geografica (73%), la presenza di filiere e cluster (55%) mentre al 45% e 36% ci sono la qualità delle competenze tecniche e tecnologiche e le risorse umane.
Si sono rafforzati i rapporti con le imprese locali, che sono fornitori del gruppo e/o dell'unità locale (91% degli intervistati) ed 1/3 è già fornitore del gruppo sui mercati internazionali. Un elemento questo che dimostra l'apertura internazionale del nostro territorio anche grazie al forte impegno degli attori locali e del'Ente fieristico.
 
Quali prospettive per il domani? dall'indagine emergono spazi di crescita: il 18% ha dichiarato di voler diversificare la propria presenza e ben l'82% intende valutare prospettive di crescita: che va accompagnata e sostenuta, anche alla luce delle nuove strategie regionali e in considerazione del fatto che i dipendenti delle imprese intervistate sono oltre il 28% del totale degli addetti delle imprese estere a Piacenza e assommano a 1.800 unità.
 
IL CONVEGNO - Altri elementi dell'indagine saranno affrontati nel convegno in programma il primo dicembre a Piacenza Expo, che chiude con una tavola rotonda a cui partecipano alcune delle imprese intervistate e il sistema locale.

Il 1 dicembre, a Piacenza Expo, si svolge dalle ore 9.30 il workshop "Attrattività del territorio e presenza multinazionale a Piacenza", dedicato ad approfondire le strategie e l'impegno della Regione e dell'amministrazione locale per favorire nuovi investimenti e a presentare agli operatori economici le opportunità offerte da un territorio ad alta densità imprenditoriale, industriale, di conoscenza, di innovazione.

Il workshop è anche l'occasione, la prima per Piacenza, per illustrare i risultati di un’indagine volta a conoscere le ragioni per cui le imprese estere già presenti hanno deciso di investire, indagare sui fattori localizzativi determinanti, mettere a fuoco le aspettative, verificare i rapporti con le imprese locali, le istituzioni, il sistema formativo e della ricerca e sviluppo (R&S) e approfondire le loro prospettive nei prossimi anni, in termini di crescita o abbandono.
 
Le importanti presenze a questa iniziativa attestano l'attenzione crescente nei confronti dell' attrazione di investimenti da parte delle istituzioni locali, rappresentate dal Vice Sindaco Francesco Timpano e dall'Assessore Silvio Bisotti, del mondo associativo d'impresa (interverrà anche il Presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota), della Regione Emilia Romagna, come testimonia l' intervento dell'Assessore Palma Costi.
 
Negli ultimi mesi, la Regione ha lanciato la sfida della Legge Attrattività ("Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 216 del 18/07/2014), che pone la nostra regione tra le prime in Italia, con il Piemonte e la Toscana, ad essersi dotate di uno strumento specifico per incentivare e sostenere operativamente le imprese che intendono realizzare nuovi investimenti, sia estere che locali, favorendo la costruzione di sinergie tra multinazionali, sistema regionale della ricerca e della formazione, reti della fornitura.

La Legge Attrattività punta a rafforzare l'economia con investimenti che garantiscano ricadute positive con un forte impatto occupazionale (150 nuovi addetti per progetti di sviluppo industriale o di servizi di interesse regionale, 20 la soglia minima per l'apertura di un nuovo Centro di R&S), che rispettino i requisiti di sostenibilità sociale e ambientale, con un contenuto fortemente innovativo, la realizzazione di infrastrutture di ricerca in particolare presso i Tecnopoli o in sinergia con la rete Alta Tecnologia.

Questo strumento, la cui operatività è prevista fino al 2018, prevede la firma di un contratto tra l'impresa proponente, la Regione, gli Enti locali e altri stakeholders coinvolti che definisca gli impegni di ognuno dei firmatari, il sostegno pubblico in termini di incentivi, la tempistica dell'investimento, l'impatto occupazionale, la realizzazione di infrastrutture collegate e dei servizi, in un'ottica di semplificazione delle procedure, riduzione del Time to Market, realizzazione rapida ed efficace dei nuovi insediamenti.
 
E' un impegno sul quale la Città di Piacenza è in prima linea grazie al nuovo Piano Strategico e al POC (Piano Operativo Comunale) che, con un percorso partecipato, definisce gli ambiti di rigenerazione urbana a breve, medio e lungo termine anche attraverso il riutilizzo di aree demaniali e militari in disuso, e lo Sportello Unico, interlocutore unico per tutte le procedure di insediamento.

Su questi aspetti interverranno il Vice-Sindaco prof. Francesco Timpano e l'Assessore Bisotti.
 
Il commitment del territorio è ulteriormente confermato dalla Piattaforma Invest in Piacenza, realizzata dalla locale Confindustria che offre, in modo rapido ed efficace, una panoramica completa sulla disponibilità di aree ad uso produttivo nella provincia di Piacenza, un territorio  cerniera tra le aree più industrializzate del Nord Italia, in cui una tradizionale cultura dell’attenzione per gli aspetti qualitativi della vita, si riflette nelle attività di una manifattura d’eccellenza.

Invest in Piacenza, illustrato dal Presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota, è realizzato da imprenditori che investono e che credono nel loro territorio e nelle sue potenzialità, e che vedono nel suo armonico sviluppo e nell’attrazione di nuovi investimenti, italiani ed esteri, un interesse per le proprie aziende e per l’intera collettività; una sensibilità oggi condivisa con le istituzioni, che contribuisce alla creazione di “ecosistema” particolarmente favorevole all’insediamento di nuove attività industriali.

"investinpiacenza.com" fa parte di una serie di progetti strategici per riportare alla produttività aree industriali dismesse, si avvale di un database completo delle aree "libere", pubblicate online, e affianca il programma di marketing territoriale e promozione intrapreso da Piacenza Expo in collaborazione con l'amministrazione comunale, "Piacenza The Place", che valorizza, con le aree, l'insieme dei fattori di competitività del territorio piacentino, selezionati e indagati, quantificati, organizzati, illustrati e immediatamente consultabili online in Italiano e inglese.
Piacenza the Place, è in grado oggi di proporre le opportunità offerte da Piacenza in termini di appeal industriale, competenze, cluster, qualità delle risorse umane e percorsi formativi, attraverso una lettura del territorio caratterizzato dalle sue "Reti".

Reti lunghe di collegamento in termini di infrastrutture ma soprattutto sistemi di impresa, reti dell'innovazione, della conoscenza e competenza, reti dei servizi per facilitare, con l'attrazione di investimenti, la collaborazione con le imprese locali e il loro posizionamento sulle Gobal Value Chain, incrementandone il bacino potenziale di fornitura.

 
Commenti (0)
Non ci sono commenti

Inserisci commento: