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14 novembre 2016
Fusioni "fredde" o Unioni "civili"? Assemblea pubblica a Sarmato
14 novembre 2016
Sarmato
Fusioni “fredde” o Unioni “civili”? L'assemblea pubblica a Sarmato
  
Questo il tema della seduta pubblica tenutasi la scorsa settimana presso il Centro Umberto I di Sarmato (Piacenza), che ha visto riunite congiuntamente tutte le Commissioni Consiliari. All’ordine del giorno il dibattito sul possibile futuro per i Comuni dopo i No al Referendum per le fusioni di Vigolzone-Ponte dell’Olio e dell’Alta Val Nure.

A introdurre i lavori il Sindaco di Sarmato Anna Tanzi che ha definito “fredda” la fusione per l'accoglienza riservatale dai cittadini, sottolineando come nel piacentino nessuna consultazione referendaria di questo tipo abbia avuto riscontro positivo.

Secondo il primo cittadino sarmatese rimane molta diffidenza tra la gente, dimostrata anche dalla costituzione da parte dei cittadini di un “comitato per il no”, dopo gli incontri delle Amministrazioni di Gossolengo, Rivergaro e Travo per la promozione della fusione.

Se tra i pregi di un eventuale fusione si può infatti annoverare il forte contributo regionale erogato, secondo il Sindaco i difetti restano preponderanti: oltre alla perdita dell’identità territoriale per lo più paventata dai cittadini, anche la perdita della rappresentanza politica, impossibile da conservare fondendosi con una realtà più grande, e quella dell’autonomia impositiva (come nel caso di Sarmato che applicando un’Irpef comunale bassa, con la fusione dovrebbe adeguarla).

Senza considerare che l’eventuale quanto auspicata riduzione dei costi non sarebbe chiaramente percepibile nell’immediato, dovendo mantenere i costi degli organi cosiddetti di “secondo livello”. Entrando nel merito della situazione di Sarmato, anche il consigliere di minoranza Giuseppe Riva ha evidenziato come il concetto di fusione sia ancora troppo lontano da un’ipotesi di realizzazione, invitando a concentrarsi sull’Unione e i rispettivi servizi da gestire in convenzione.

Spostando quindi l’attenzione sullo stato di salute dell’Unione dei Comuni della Bassa Val Trebbia e Val Luretta il Sindaco ha sollevato il problema del metodo con cui ne vengono assunte le decisioni all’interno. Portando come esempio il caso in cui l’Unione stabilisce i costi di un servizio che “deve” essere accettato nel bilancio dei Comuni, il Sindaco ha sottolineando fermamente la necessità che queste decisioni non siano calate dall’alto, ma raccolte partendo dal basso: i Comuni dovrebbero evidenziare i sevizi che per la realizzazione necessitano dell’intervento dell’Unione.

A ciò si aggiunge l’altro grave problema attuale di questo Istituto, che è la mancanza di comunicazione: l’Unione non viene capita dai cittadini perché non fa conoscere i suoi progetti e le sue iniziative. In conclusione il Sindaco ha comunque sostenuto di credere molto nell’Unione, e di pensare che si possa riuscire a farla funzionare bene, individuandola come unica possibilità di sopravvivenza a lungo termine, a discapito della fusione, ma nello stesso tempo che occorra il contributo di tutti per consentire che ciò avvenga.
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