20 aprile 2014
"Cristo è risorto" veglia di Pasqua e battesimo in Duomo FOTO e VIDEO
20 aprile 2014
Il vescovo Gianni Ambrosio
i ceri pasquali
la funzione in Duomo
ll vescovo con il cero
fedeli
prima della luce
la luce
la funzione
Ambrosio
il battesimo
alla fonte battesimale
E’ stata una veglia di Pasqua particolarmente affollata quella in Duomo a Piacenza. Alla suggestiva celebrazione officiata dal vescovo Gianni Ambrosio hanno voluto partecipare tanti piacentini: prima l’accensione dei ceri all’esterno della Cattedrale e la prima parte della veglia al buio, poi l’accensione delle luci a simboleggiare la resurrezione di Gesù. Nel corso della messa della mezzanotte il vescovo ha celebrato i battesimi di alcuni catecumeni adulti.

Nel fotoservizio di Prospero Cravedi le immagini più belle della serata e sotto i video.

Omelia del Vescovo mons. Gianni Ambrosio  nella Veglia Pasquale

Cattedrale di Piacenza, 19 aprile 2014

Carissimi fratelli, carissime sorelle

1. Sul sagrato della nostra Cattedrale, abbiamo acceso il cero pasquale pronunciando queste parole di benedizione e di augurio: “La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito”. Poi siamo entrati in Cattedrale ancora avvolta nel buio e nel silenzio, guidati solo, nel primo tratto, dalla luce fioca del cero pasquale, simbolo di Cristo risorto. Alla fiammella del cero pasquale, tutti abbiamo acceso la nostra candela. Anche queste candele sono piccoli lumi che appena aiutano a scorgere il cammino, ma avanzando insieme con fiducia, professando la nostra fede in Cristo, la luce si è fatta più intensa fino a illuminare tutta la Cattedrale. E allora si è levato il canto della gioia: “Esulti il coro degli angeli, gioisca la terra, gioisca la madre Chiesa: la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo”.

Siamo così introdotti nel mistero della Pasqua del Signore Gesù, mistero di luce che illumina la nostra vita. Molti fatti oscurano la vita, non solo i fatti tragici che la cronaca ci comunica, ma anche molti altri che fanno male al cuore. Il buio, nelle sue diverse forme, esprime la condizione in cui sovente si trova la nostra vita personale e collettiva. Ma il mondo dell’oscurità è attraversato dalla luce di Cristo risorto: in lui il cammino della nostra storia si apre alla speranza. Su tutti noi risplende la luce di Cristo risorto, a tutti noi giunge l’annuncio pasquale: Cristo è risorto!
È la buona, gioiosa notizia che Dio desidera comunicare e donare a tutti. Cristo è risorto e la sua luce risplende per tutti: uniti a Cristo, non siamo più sotto il dominio delle tenebre, del peccato, della morte.

2. L’annuncio dell’angelo – “Gesù è risorto dai morti” – suscita paura nelle donne che all’alba si erano recate alla tomba. Sono sorprese e spaventate da questo annuncio. “Non abbiate paura”, dice loro l’angelo. Ma spaventati e smarriti sono anche i discepoli di Gesù. Non vi è da stupirsi di questa paura, né per il passato né per il presente, perché là, nell’oscurità della tomba che accoglie un corpo morto, è avvenuto qualcosa che sconvolge il nostro modo di vedere e di pensare.

Ma proprio quell’evento della risurrezione di Cristo è donato a noi, perché possiamo camminare nella luce e vivere nella speranza. Anche noi, come le donne che si erano recate al sepolcro, come i discepoli che pure avevano paura, diventiamo annunciatori e testimoni della risurrezione, uomini e donne di speranza. Con la grazia battesimale e con la santa Eucaristia che stiamo celebrando, partecipiamo alla vita nuova del Risorto, viviamo la vita nuova secondo lo Spirito Santo, testimoniamo la luce e la forza della risurrezione in mezzo alle difficoltà della vita.

3. Carissimi catecumeni che state per ricevere il santo battesimo in questa Veglia pasquale, rendete grazie al Signore Gesù, il Vivente, che vi ha presi per mano e vi ha portati fuori dall’oscurità, dal peccato e dalla morte. Ora “Cristo che vive in voi” (cf Gal 2, 20). Voi entrate nella comunità dei discepoli del Signore, voi diventate membri della santa Chiesa di Dio, che il corpo di Cristo: siate davvero benvenuti. Siamo uniti a Cristo, siamo nella sua Chiesa e “possiamo camminare in una vita nuova”, come ci ricorda l’apostolo Paolo, possiamo essere “viventi per Dio, in Gesù Cristo” (cf Rm 6, 5 e 11).

Anche ai voi, fratelli del cammino neocatecumenale che questa mattina avete ricevuto dalle mie mani la veste bianca, desidero rivolgere l’invito a rendere grazie: siete stati guidati alla riscoperta del battesimo con un’educazione permanente alla fede mediante la conversione e la catechesi. Proseguite ora, nella luce del Risorto, la via dell’amore che Gesù ha percorso per partecipare, con la veste bianca, al banchetto nuziale, al banchetto nel Regno di Dio.
Carissimi fratelli e sorelle, la luce del Risorto illumini la nostra vita e la sua forza aiuti tutti a “camminare in una vita nuova”. Amen.

Omelia del Vescovo mons. Gianni Ambrosio. Rito della Solennità della Pasqua di risurrezione. Domenica 20 aprile, Cattedrale di Piacenza.

(At 10, 34°.-37-43; Cor 5, 6b-8; Gv 20, 1-9)


Carissimi fratelli, carissime sorelle

1. Il messaggio di luce e di gioia della Pasqua del Signore Gesù risuona per tutti noi: Dio non ha abbandonato nell’oscurità della morte il suo Figlio unigenito, ma lo ha risuscitato dai morti. Il messaggio pasquale è luce, vita, speranza: ci rivela l’amore di Dio, un amore più forte della morte, e ci rivela il nostro vero destino, uniti a Cristo risorto. La parola della Pasqua è la parola dell’amore e della vita: e questa parola è la prima e l’ultima parola di Dio, la parola definitiva su tutto e su tutti, su Gesù Cristo che egli ha risuscitato, su ciascuno di noi, su tutta la storia umana.
Dio è il Padre che ci ama e per amore ha mandato a noi il suo Figlio per donarci la vita nuova, la vita salvata dei figli di Dio. Gesù si è fatto uomo, ha condiviso la nostra vita umana e ci ha amati sino alla fine. “Dio era con lui”, afferma l’apostolo Pietro nella sua coraggiosa testimonianza che abbiamo ascoltato nella prima lettura. Dio era con Gesù di Nazaret, consacrato in Spirito Santo e potenza: egli “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere della diavolo”. Gesù è il rivelatore dell’amore del Padre, manifestato con il dono della sua vita per noi, fino a morire sulla croce per prendere su di sé il nostro peccato e annullarlo con la forza dell’amore. Prosegue Pietro nella sua testimonianza: “lo uccisero appendendo ad una croce, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno”.

2. L’annuncio pasquale – Cristo è risorto – illumina la nostra vita, spesso oscurata da un grande buio, esterno a noi, con i molti problemi e difficoltà, e spesso anche dentro di noi, con lo smarrimento interiore.
Siamo bisognosi di speranza, di amore, di fraternità. Spesso però non apriamo il nostro cuore per accogliere Colui che si dona a noi e ci infonde la sua vita, il suo spirito, il suo amore. Abbiamo paura, siamo diffidenti, a volte anche tristi e sfiduciati. Anche le donne che si erano recate al sepolcro e poi gli stessi apostoli hanno avuto paura di fronte alla tomba vuota e all’annuncio della risurrezione. Un atteggiamento comprensibile perché la risurrezione sconvolge il nostro modo di vedere e di pensare.
Ma proprio l’evento della risurrezione di Gesù manifesta l’amore totale di Dio per noi uomini. Apriamoci a questo dono di Dio, ma apriamoci anche a noi stessi: se guardiamo dentro di noi con attenzione, scopriamo in noi il desiderio della Pasqua e ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di avere uno spirito di vita e di speranza: non possiamo fermarci al sepolcro, non siamo destinati al nulla, alla morte.
Si tratta di accogliere un evento che sorprende e sconcerta, ma quell’evento è il dono dell’amore: il Signore Gesù, che ha dato la sua vita per noi, ci fa partecipi della sua risurrezione. La vita cristiana è vita con Cristo, unita a lui nella sua morte e nella sua risurrezione. L’Apostolo Paolo ci invita a vivere la gioia e la bellezza di questa unione che ci dona la vita nuova: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo”.

3. Nella risurrezione di Cristo vi è il germe della nostra vita nuova, vi è l’inizio della nostra risurrezione. La Pasqua di Cristo è destinata a diventare la nostra Pasqua: il limite, anche quello estremo che è la morte, è stato superato e vinto da Cristo che ci dona di partecipare alla sua vittoria. Se siamo uniti a lui, noi diventiamo capaci di vedere nella stessa morte la porta della vita, diventiamo capaci di amare Dio e i fratelli con lo stesso amore di Gesù Cristo. Già ora, con la grazia battesimale e con la santa Eucaristia che stiamo celebrando, partecipiamo alla vita nuova del Risorto, già ora viviamo la vita nuova secondo lo Spirito Santo.
Ma l’annuncio pasquale è rivolto ad ogni uomo e a tutto il mondo. Con il coraggio delle donne, dell’apostolo Pietro e degli altri discepoli di Gesù, la Chiesa oggi afferma che possiamo coltivare la speranza in una vita diversa e in un modo nuovo di viverla: è una speranza che ha il suo fondamento e la sua energia nella risurrezione del Signore, una speranza che non si rassegna di fronte alle tante ferite e ai tanti dolori nel mondo. Anche la nostra amata terra, i nostri paesi e la nostra città, i nostri giovani hanno urgente bisogno di spirito pasquale, di fiducia e di speranza, di sguardo rivolto al futuro.
Cari fratelli e sorelle, apriamoci alla speranza di una vita rinnovata, aperta all’amore di Dio, alla sua grazia, alla sua luce e diventiamo testimoni della risurrezione, uomini e donne di speranza lungo le strade del mondo. Amen.

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