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05 aprile 2015
Nella notte di Pasqua i battesimi in Cattedrale IL FOTOSERVIZIO
05 aprile 2015
il coro
in Duomo
la funzione in Duomo
il rito del battesimo
il battesimo
il vescovo battezza
benedizione
il cero pasquale
in Duomo
in Duomo
in Duomo
in Duomo
la benedizione del vescovo
la messa
il vescovo Ambrosio
Dopo la prima parte della veglia al buio, poi l’accensione delle luci a simboleggiare la resurrezione di Gesù. Alla tradizionale celebrazione della mezzanotte di Pasqua in Duomo a Piacenza hanno partecipato tante persone.

Il vescovo Gianni Ambrosio nel corso della messa ha celebrato i battesimi di alcuni catecumeni adulti.

Nel fotoservizio di Prospero Cravedi le immagini più belle della serata.


Veglia Pasquale nella Notte Santa, Cattedrale. L'omelia del vescovo Gianni Ambrosio

Carissimi fratelli, carissime sorelle

1. Il cero pasquale che avanza dal fondo della Cattedrale avvolta nell’oscurità, le nostre candele che vengono accese alla fiamma del cero pasquale, la gioia che pervade il “canto nuovo”, le molte letture della Parola del Signore che raccontano le meraviglie compiute dal Signore, e, infine, l’alleluia cantato a più riprese: tutto concorre a far sì la Veglia di Pasqua sia solenne e gioiosa. Celebriamo la festa delle feste, la Pasqua di risurrezione: Cristo risorto è la luce che illumina, è la sorgente della vita nuova, è il fondamento della gioia e della speranza.

Abbiamo ripercorso, nelle diverse letture, i momenti più significativi dell’opera di Dio, che inizia con la creazione e prosegue con la liberazione dalla schiavitù del popolo di Israele e con l’alleanza continuamente rinnovata. All’azione di Dio così generosa e piena di amore, rispondiamo manifestando il nostro stupore con la lode. Poi, di fronte alla nuova creazione e alla nuova alleanza che si attua in Cristo risorto, noi cantiamo l’alleluia, perché siamo colmi di meraviglia e di gratitudine. La parola ebraica ‘alleluia’ vuol dire lodare e ringraziare il Signore: é la preghiera pasquale. Nella Pasqua di Gesù Cristo vediamo l’amore di Dio, la sua fedeltà, la sua misericordia. Colui che ha donato la sua vita per noi e per la nostra salvezza, colui che è stato crocifisso non viene abbandonato nell’oscurità del sepolcro, ma è risorto con il suo corpo glorioso e la sua umanità partecipa della vita divina. Egli ha vinto la morte grazie all’opera meravigliosa di Dio che ha illuminato della sua luce divina il corpo di Cristo e lo ha accolto nel mistero della sua vita eterna.


2. L’alleluia pasquale esprima il nostro rendimento di grazie a Dio per ciò che ha compiuto in modo unico in Cristo Gesù, risorto dai morti. Nel rendimento di grazie, diventiamo consapevoli che quell’opera di Dio si estende anche a noi. Perché Cristo è la nostra Pasqua e quanto è accaduto a Cristo risorto, accade anche a noi. “Siamo stati battezzati nella sua morte”, immersi in Cristo e intimamente uniti a lui anche nella sua risurrezione, afferma l’apostolo Paolo. Già fin d’ora “possiamo camminare in una vita nuova”, ci ricorda l’apostolo, perché siamo nuove creature, liberate dal peccato e incamminate verso la vita eterna. È la grazia del battesimo, l’acqua viva che purifica e disseta, a donarci la vita nuova.

In questa Veglia un nostro fratello, Fernando, che ha portato a termine il suo cammino di preparazione, riceverà i sacramenti del battesimo, della cresima e dell’eucaristia: lo accogliamo con molta gioia nella santa Chiesa. Tutti noi, come popolo che è nato dalla morte e risurrezione del Signore, rinnoviamo la nostra professione di fede, rinsaldiamo la nostra amicizia con il Signore risorto e vivente, manifestiamo il nostro legame con la sua comunità, la santa Chiesa. Il battesimo ci immerge nella morte e risurrezione di Gesù Cristo e ci dona la grazia di vivere la nostra vita come esistenza che viene da Dio e va verso Dio.


3. Ascoltiamo l’invito che l’angelo, “un giovane vestito di una veste bianca”, rivolge alle donne che si erano recato al sepolcro di Gesù: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui”. Il sepolcro ove è stato seppellito Gesù è vuoto, le viscere della terra e l’oscurità della morte non lo hanno trattenuto. L’ultima parola non è la morte, ma la vita. Non contempliamo un sepolcro vuoto, non ci fermiamo lì. Le donne devono andare dai discepoli per annunciare: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete”. La Galilea è la vita quotidiana, è la ferialità in cui entra la novità della Pasqua che tocca ogni ambito della nostra esistenza e la rinnova. Facciamo risuonare nel nostro cuore questo annuncio che ha solcato i secoli e ha oltrepassato i confini per giungere fino a noi. facciamolo anche risuonare al cuore dei fratelli e delle sorelle: la risurrezione di Cristo inaugura una dimensione nuova che interessa tutti e per tutti crea un nuovo modo di essere e di vivere in relazione con Dio e con i fratelli. Preghiamo perché la luce della Pasqua illumini il nostro cammino, la nostra storia, perché la speranza della Pasqua sia sempre presente nel nostro cuore e ci aiuti a diventare testimoni del Risorto. A tutti auguriamo, con tutto il cuore, di uscire da questa celebrazione ricolmi di gioia e di luce, con una vita illuminata dall’incontro con il Signore Risorto, nostra speranza e nostra pace. Buona Pasqua.


L’opera di Corradini “Resurrexit” sarà collocata nel cono del campanile a oltre 70 metri di altezza

Il Duomo di Piacenza celebrerà la Resurrezione di Gesù in modo del tutto particolare, attraverso l’esposizione, nel cono del campanile, ad un’altezza di 71 metri, dell’opera di Franco Corradini “Resurrexit”.

Nella mattina di Pasqua, il 5 aprile, e il giorno successivo, tutte le parti che compongono la grande opera dell’artista borgonovese saranno esposte in Cattedrale per essere poi trasportate tramite un ascensore - realizzato in occasione di Expo 2015 grazie al contributo di Banca di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano - sul cono del campanile e qui saranno assemblate per dar vita ad una composizione che, come simbolo della resurrezione di Cristo, veglierà sulla città.

Il giorno di Pasqua, dopo la messa delle 11 in Cattedrale, il vescovo mons. Gianni Ambrosio benedirà l’opera; quando sarà collocata nel campanile il pubblico potrà vederla grazie ad un monitor collocato all’ingresso del Duomo che mostrerà l’immagine trasmessa da una telecamera posizionata nel cono del campanile. Dal 1° maggio, giorno di apertura di Expo, anche il pubblico potrà salire, per ammirare l’opera dal vivo e tutta Piacenza dall’alto.
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