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16 luglio 2017
Salvini "fa squadra" a Piacenza: "Coinvolgere anche chi non ci ha votato"
16 luglio 2017
Salvini a Piacenza
Salvini a Piacenza
Salvini a Piacenza
al Park Hotel
con il sindaco di Piacenza Barbieri
la platea
la platea
al park Hotel
al park Hotel
al park Hotel
al park Hotel
Alan Fabbri
Giancarlo Giorgetti
Massimiliano Fedriga
Calderoli
Pisani
Matteo Salvini a Piacenza per "Facciamo squadra", l'evento che la Lega Nord ha organizzato al Park Hotel per elaborare il programma di governo.

Il leader del Carroccio si è detto orgoglioso dei nuovi sindaci eletti dal centrodestra come Patrizia Barbieri a Piacenza: "Sono qui anche per ringraziare gli elettori che ci hanno dato fiducia".

"E' stato entusiasmante è commovente vedere la vittoria del centrodestra - ha proseguito - in tanti comuni, ma ora viene il difficile perché si tratta di coinvolgere e motivare il 50 per cento degli elettori che non sono andati a votare".

BARBIERI: NOI MODELLO - Presente al Park Hotel anche il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri: "Ritengo doveroso come sindaco eletto da centrodestra partecipare a tutti gli eventi che riguardano i partiti che hanno sostenuto la mia candidatura. Penso che quanto avvenuto a Piacenza sia un laboratorio da esportare, questa coalizione che aveva anche una componente civica che portava il mio nome ha portato a un risultato evidente, quinid uniti si vince".

"Affronto anche al governo molto bene questa esperienza politica nel primo periodo di lavoro, una programmazione seria e condivisa per il bene della collettività è il collante di tutte le componenti, c'è un clima collaborativo".

LEGA DI GOVERNO - "Come la Lega al governo farà ripartire l'economia - he spiegato ai cronisti Matteo Salvini - dando lavoro, certezza e sicurezza. Con meno tasse spiegando come, perchè non basta annunciarlo.

Come si può migliorare il mondo della scuola, dell'università e della ricerca e come di fronte all'allarme boom demografico in Africa, che se non viene affrontato rischia di travolgerci tutti quanti. O si interviene là o non ci saranno più limiti".

GLI ALLEATI? VERRANNO IN FUTURO - E sui possibili alleati come Berlusconi, che oggi non ci sono, il segretario del Carroccio ha detto: "Ci saranno la prossima volta, a differenza di Renzi che si ritiene Dio in terra e vuol fare tutto da solo, mi circondo persone migliori di me che mi indichino qual è la strada, ci saranno professori universitari che vengono dalla Cina, gli altri ospiti politici verranno la prossima volta".

PROFUGHI, FANNO BENE A RIBELLARSI I SINDACI - Riguardo ai sindaci che hanno fatto le barricate contro l'arrivo dei profughi: "Hanno fatto bene, domani sarò in Calabria. Nel sud c'è il problema del lavoro, perchè l'immigrazione fuori controllo danneggia il lavoro, l'economia e il turismo".

In tema di alleanze, Salvini ha ricordato: "Il centrodestra ha vinto alle comunali e alle regionali con un sistema maggioritario, nonn pronuncerò la parola legge elettorale per i prossimi mesi, non commento i sistemi elettorali".

"Sullo ius soli il Pd traballa - ha aggiunto - perchè si rendono conto che è una legge lontanissima dalle esigenze del paese e noi siamo pronti a bloccare il senato in 13 su trecento, spero che Gentiloni abbia il buon senso che Renzi non ha avuto.

E' quattro anni che il governo chiede aiuto in Europa sui migranti e il risultato è l'invasione, la Lega Nord al governo difenderà i suoi confini e i suoi porti senza chiedere niente a nessuno".

"Abbiamo teste che sono qui gratis, non sono alla ricerca di incarichi, che non sono sempre d'accordo con la Lega, ma che ci spiegheranno dove sta andando il mondo, daremo a Berlusconi alla Meloni e agli altri possibili alleati i contenuti di questo incontro e chi li condividerà starà con noi".

MILAN E VITA PRIVATA - Il segretario ha glissato con cortesia una domanda sulle vicende di gossip ("vivo con serenità la mia vita privata") che lo hanno riguardato negli ultimi giorni, mentre ha concesso una battuta sul Milan "cinese" protagonista del calcio mercato: "Dopo anni di depressione sotto l'ombrellone, quest'anno vedremo".

"Oggi è un momento di riflessione, torniamo a scuola per imparare. È un seminario che mettiamo a disposizione - ha concluso il segretario della Lega -  di chi vuole fare politica, perché non basta la passione bisogna essere preparati.  La gente vuole sapere come andremo a realizzare il nostro programma e con quali soldi". 

LO STATO MAGGIORE DEL CARROCCIO - Presente lo stato maggiore del Carroccio che ha scelto Piacenza, dopo il recente successo del centrodestra alle comunali, come laboratorio per lanciare il progetto politico nazionale.

Tra gli altri ci sono il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga, il vicesegretario Giancarlo Giorgetti, l'ex ministro Roberto Calderoli, e anche l'ex candidato alle elezioni comunali di Milano Stefano Parisi, che ha concluso l'incontro. 

IL VIDEO



GLI INTERVENTI - Prima relazione prof Michele Geraci: Cina cresce del 10 per cento all'anno in 30 anni, ordine di grandezza molto diverso da quelli cui siamo abituati. Non è che questo dipenda dalle sue dimensioni, anzi cresce tanto nonostante la sua grandezza.

ll suo modello di sviluppo è basato sul controllo dei flussi migratori interni. Crea le infrastrutture e poi le riempie con chi dalle campagne viene in città. La Cina non è contro l'immigrazione, ma pensa vada controllata.

Poi controllo dazi nel commercio internazionale, adesso ha una lista dei settori industriali dove si può investire o meno. Il terzo cardine è il controllo dei tassi di interesse. Noi ci concentriamo sui costi della manodopera ecc, ma poco ci concentriamo sui tassi di interesse. Il mio invito è di andare a guardare su quello che fa la Cina su questo tema.

Il futuro? La Cina ha un piano industriale che precede per il 2025 il centro internazionale di produzione manifatturiero di altissimo valore. Il mio è un messaggio di attenzione, io vedo questa come opportunità perché dobbiamo studiarla e adattare queste strategie alla nostra realtà. Non dobbiamo avere un complesso di superiorità. Questo del manifatturiero in Cina sara uno tsunami qui da noi, in Europa. Cerchiamo di prendere spunti e applicarli nel nostro sistema. 

Mario Pittoni parla di istruzione. Altri sistemi scolastici sono ai vertici nazionali: Finlandia e Corea del Sud. Sistemi diversi tra loro, quello che unifica è l'attenzione alla qualità degli insegnanti. Qui in Italia si priva della continuità didattica, qui si parla di investimento per la scuola ma in realtà nel 2010 le risorse a disposizione erano il 3,9 del Pil e continua a scendere.

Il 2025 sarà il 3,4 sono in caduta libera, esatto contrario di chi quanto dice chi ci governa. Un sistema scolastico federale che metta insieme le cose di interesse comune e lascia libero poi le peculiarità potrebbe essere vincente.

Io ho proposto già nel 2010 un meccanismo di assunzione, che è assolutamente costituzionale ed è in linea con disposizioni Ue: regionalizzare i meccanismi di assunzione con l'indicazione di un indirizzo professionale. Avviato una trattativa con le parti sociali, e ho trovato intesa ai massimi livelli, da parte di tutti tranne Cgil anche senza farmi la guerra. Purtroppo tutto si è fermato'. 

Paolo Arata ha parlato di energia e ambiente: il nostro paese è quello che ha l'energia più cara. Cosa fare per tornare ad essere competitivi? La Lega si è caratterizzato per proposte semplici e coerenti, questo è in linea: dobbiamo imporci di costruire un progetto energetico per ridurre la spesa delle bollette, riducendo le spese non relative al consumo energetico e restituendo alle famiglie un costo reale dell'energia, del gas e dei rifiuti.

La politica per troppi anni, soprattutto grazie alla sinistra, ha delegato la politica energetica a Eni e Enel. La politica deve riprendere in mano la questione. Dobbiamo pensare a un sistema diverso di produzione energetica, noi vogliamo piccole e medie centrali con piccole linee. Idem per le rinnovabili. Poi bisogna portare avanti, insieme alle idee, anche i nostri uomini affinché le portino avanti. 

Ambiente, spesso viene visto come un ostacolo. Legambiente è altre associazioni hanno stravolto il loro compito, da denuncia passano a diffondere informazioni errate senza basi scientifiche. Abbiamo l'Ispra, dovrebbe avere lo stesso livello dell'istituto superiore di sanità, e risponde alle istanze dei cittadini, se ridare certezze e garanzie alle imprese e anche a chi solleva problemi. 

Gian Carlo Blangiardo docente di demografia: parliamo di crisi demografica, la popolazione italiana diminuisce, nascite hanno toccato il dato il più basso dal 1862, saldo tra nascite e morti è negativa da qualche anno. Siamo una popolazione in decrescita.

L'immigrazione non è una risposta, perché anche le famiglie straniere hanno smesso di fare figli. Sulla concessione di cittadinanza, siamo il primo paese in Europa. Il futuro non sembra prospettare inversioni di tendenza, rispetto al calo demografico.

Quale destino per il welfare: dare più possibilità alle donne di lavorare, recuperare il patrimonio demografico, rimettendo al centro la famiglia, passare dal l'accoglienza solidale alla valorizzazione di una immigrazione socialmente inserita e responsabile. Non disperdere il giovane capitale umano, raccontare la crisi demografica sui media, sensibilizzare la popolazione. 

Luigi Carbone ha parlato di semplificazione della burocrazia: consentirebbe di ridare risorse, è la zavorra che non ci fa essere ai vertici Ocse, la scommessa è togliere gli oneri necessari senza far venire meno i controlli. Problematica di tipo strutturale: non si sa bene chi tra ministeri, enti pubblici e enti intermedi chi fa cosa, scarso peso in Europa, gravissime carenze nella fase attuativa, enorme facilità di accesso alla via legale, molto spesso si amministra per sentenze.

La nostra burocrazia ha troppo potere, l'amministrazione non esercita un potere ma è a servizio dei cittadini. Correggere il tiro: con un livello politico e un livello tecnico. Un esempio da adottare? L'anticorruzione, perché non fare un commissario per la semplificazione burocratica? 

Maurizio Leo in tema di tasse: "Verso la flat tax, è coerente con la nostra costituzione? Sì, perché abbiamo un sistema proporzionale. C'è la possibilità di farla, il problema è il gettito. Lavoriamo su 2 livelli: nel 2018 se il centrodestra sara al governo si potrà fare una flat tax sul reddito incrementale. Si contrasta l'evasione fiscale, si stimola la produzione e poi nel 2019 si stabilizza il tutto. 

Armando Siri: flat tax al 15 per cento e l'Italia riparta. L'Italia ha perso negli ultimi il 10 per cento del pil, si tratta di recessione. È una malattia, i politici non hanno cercato di curare le cause di questa malattia, ma solo i sintomi. Il jobs act e gli 80 euro sono solo palliativi. Se il denaro non circola nei centri produttivi, l'economia non riparte. Bisogna fare in modo che lo Stato rinunci a una parte del prelievo tributario, per lasciar circolare denaro. 

Quasi la metà dei contribuenti appartengono alla fascia più bassa di reddito e contribuiscono con poco più del 5 per cento dell'introito delle imposte, poi con gli scaglioni successivi crescono i versamenti. 

Il nuovo sistema fiscale vedrà 3 strumenti: famiglie fiscali, non persone fisiche, perché la famiglia è il nucleo della nostra società. Tolte le deduzioni, si applica una aliquota del 15 per cento e si applica la imposta dovuta. Resta La no tax area fino ai 7 mila euro. 

Libererà 48,5 miliardi di euro per le persone fisiche e 14 miliardi di euro per le imprese. 

Abbiamo bisogno di una semplificazione, con regole facili e semplici da applicare, abolizione onere della prova, saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per i crediti a incaglio. Questa manovra porterà a incassare 35 mila miliardi primo anno, 25 mila miliardi il secondo anno. 

Allo stesso tempo, inasprimento delle pene per chi non rispetta queste disposizioni. È una scommessa la flat tax? Noi scommettiamo sulla capacità del popolo italiano di fare impresa. 

LE CONCLUSIONI - Nella sua chiusura Matteo Salvini ha ribadito: "Oggi abbiamo dimostrato quelli che sono i nostri impegni per la campagna elettorale; questo è un punto di partenza, ricco di contenuti, non vado a caccia del futuro premier, mi interessa che ci sia un progetto. Non mi interessa il tema leadership o premiership, ma mi sento pronto e ci sentiamo pronti altrimenti non avremmo organizzato una giornata come questa". 

Ha poi lasciato la parola a Stefano Parisi: "Peccato non ci siano altre rappresentanti del centrodestra. È ovvio che al suo interno ci siano anime diverse, e se queste non dicono quello che deve essere il paese abbiamo perso dall'inizio. Io vengo da un mondo che si trova in sintonia su molti temi portati oggi, è importante discutere, confrontarci e essere chiari nel proporci come alternativi al centrosinistra, anche se Berlusconi sembra andare in un'altra direzione.

Questo crea disorientamento nell'elettorato, e non è un caso se in tanti non sono andati a votare. Noi dobbiamo evitare che il M5s governi, noi unica alternativa. Dobbiamo passare da forza di opposizione a forza di governo. Dobbiamo fare autocritica e dire come siamo riusciti o non riusciti a fare bene per il Paese, che sta molto peggio di 25 anni fa. Dobbiamo ripensare lo stato, io parto dai dati del professor Blangiardo. Dobbiamo ritrovare nuova energia per il Paese". 
 
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