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11 gennaio 2017
Elezioni provinciali: affluenza all'84,5%. Alle 12 i risultati 
11 gennaio 2017
al voto in Provincia
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La comunicazione dei risultati delle elezioni provinciali di Piacenza è prevista alle 12 dell'11 gennaio, terminate le operazioni di scrutinio delle schede del voto di ieri.

Conosceremo la composizione del nuovo consiglio provinciale di 10 componenti.

Quello uscente era così formato: 6 a Piacenza Provincia Unita (Paolo Dosi, Luca Quintavalla, Patrizia Calza, Massimo Castelli, Stefano Perrucci e Alessandro Piva), 2 a Piacentini per il nostro futuro (Filippo Bertolini e Sergio Bursi) e 2 ai Popolari Piacentini (Gloria Zanardi e Paola Galvani).

AGGIORNAMENTO ORE 20 -
Chiuse alle ore 20 le urne delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Complessivamente hanno votato 498 aventi diritto (su 589), con un'affluenza dell'84.55%. Lo spoglio delle schede inizierà invece mercoledì alle 8: nel corso della giornata il risultato.

Alle ore 17 ha espresso il proprio voto il 65,7% degli aventi diritto (387 amministratori su 589). L'urna allestita nella sala consiliare in Provincia resterà aperta fino alle 20.

Alle ore 13 ha votato il 39,5% degli aventi diritto al voto, ossia 200 dei 589 amministratori di Piacenza che rappresentano la base elettorale. La prima ad aver votato, alle 8 e 5, è stata una consigliera comunale di Borgonovo. Le operazioni di voto si chiuderanno alle 20, mentre lo spoglio avverrà domani 11 gennaio.

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Urna aperta in Provincia di Piacenza dalle 8 alle 20 per eleggere il nuovo consiglio provinciale composto da 10 consiglieri.

Un corpo elettorale ridotto, composto da 589 eletti, tra sindaci e consiglieri comunali del territorio, che oggi sono chiamati ad apporre la scheda nell'unico seggio allestito nella sala del consiglio provinciale di via Garibaldi.

La consultazione non interesserà il presidente Francesco Rolleri, che resterà in carica per altri due anni. Gli incarichi, lo ricordiamo, sono senza retribuzione.

Lo scrutinio delle schede inizierà mercoledi mattina: presumibilmente entro la serata si conosceranno i risultati.

Due le liste presentate: “Piacenza Provincia Unita con Rolleri Presidente” (centrosinistra) e “la Provincia che Piace” (centrodestra).

Di “Piacenza Provincia Unita” fanno parte: Simona Bellan (consigliere comunale di Rottofreno), Patrizia Calza (sindaco di Gragnano), Massimo Castelli (sindaco di Cerignale), Mattia Cigalini (sindaco di Agazzano), Marco Comini (consigliere comunale di Vernasca), Stefano Perrucci (consigliere comunale Piacenza), Alessandro Piva (sindaco di Podenzano) Luca Quintavalla (sindaco di Castelvetro), Annalia Reggiani (consigliere comunale Piacenza), Guglielmo Zucconi (consigliere comunale Piacenza)

Della lista “la Provincia che Piace" fanno parte: Sergio Bursi (consigliere comunale Castelsangiovanni), Fabio Callegari (consigliere comunale Pontedellolio), Federico Francia (consigliere comunale Cadeo), Giuseppe Freppoli (consigliere comunale Castellarquato), Paola Galvani (consigliere comunale Rottofreno), Matteo Lunni (consigliere comunale Borgonovo), Elena Murelli (consigliere comunale Podenzano), Roberto Pasquali (sindaco Bobbio), Laura Ruscio (consigliere comunale Gropparello), Giancarlo Tagliaferri (sindaco San Giorgio).

Consiglieri provinciali uscenti sono Calza (attuale vicepresidente della Provincia), Castelli, Perrucci, Piva, Quintavalla, Galvani e Bursi.

Il corpo elettorale provinciale di Piacenza è suddiviso in 5 fasce demografiche al fine di proclamare gli eletti con il metodo del voto ponderato che assegna un peso diverso ai comuni a seconda del numero di abitanti; per ciascuna fascia, è prevista una scheda elettorale di colore diverso.

Quale il significato del queste "microelezioni"? Il nuovo consiglio dovrà supportare il presidente Rolleri nel lavoro di ripensamento e rilancio della istituzione Provincia, che non sarà più abolita a seguito della recente vittoria del No al referendum istituzuionale del 4 dicembre. Un ente che tuttavia per sopravvivere avrà necessità di risorse e personale dedicato. 

Ma non mancano i risvolti politici nella sfida delle preferenze all'interno delle due liste che si sono presentate, mentre il Movimento 5 Stelle ha scelto di non corrrere. L'elezione o meno di questo o quel consigliere nel centrosinistra - e in particolare nel Pd - si tradurrà inevitabilmente in una "conta" per le diverse aree politiche. Anche nel centrodestra non sono mancate le polemiche riguardo alla squadra schierata, con alcune esclusioni eccellenti come l'ex consigliera di Forza Italia Gloria Zanardi.

Provincia, Rolleri "Modello da rivedere: servono risorse e personale"

L'intervento di Stefania De Micheli, portavoce di Rifondazione Comunista di Piacenza: "No ad elezioni farsa"

Esprimiamo la nostra ferma contrarietà alla modalità elettorale con cui oggi si andrà a rinnovare anche il consiglio provinciale piacentino. Non saranno, infatti, gli elettori ad esprimersi, ma i soli consiglieri comunali. E' l'esito più paradossale e mortificante di leggi e politiche che da tempo puntano a restringere i confini della democrazia e a marginalizzare sempre di più la partecipazione e le comunità territoriali, fino a renderle totalmente irrilevanti. Chiediamo che venga ripristinato, a proposito della Provincia, il suffragio universale: un principio che dovrebbe caratterizzare i sistemi che si definiscono democratici ma che evidentemente non è così acquisito e scontato.

Chiediamo che venga colto il segnale chiarissimo rappresentato dalla bocciatura popolare e referendaria della revisione renziana della Costituzione: ricordiamo infatti che è stato respinto il tentativo di sopprimere il suffragio universale anche al Senato, che puntava ad introdurre una modalità molto simile a quella attualmente vigente per le Province.

Al contempo, con la bocciatura della revisione renziana della Costituzione, è saltata anche l'abrogazione delle Province. Anche su questo invitiamo a riflettere, e in particolare sull'opportunità, che riteniamo fondata, di un livello intermedio che gestisca funzioni politico-istituzionali complesse e che i singoli Comuni non sono in grado di gestire. Se le resistenze riguardano il tema dei costi della politica, avanziamo una proposta ben più efficace della chiusura dei consigli provinciali e che può essere approvata con legge ordinaria in tempi rapidissimi: il dimezzamento da subito dell'indennità di tutti i parlamentari. Per tutte queste ragioni i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista martedì non parteciperanno a queste elezioni farsa. 
 
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