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09 gennaio 2017
Mancati pagamenti pomodoro, Confapi: "Urgente intervenire"
09 gennaio 2017
Pomodoro
Confapi Industria: denuncia su mancati pagamenti nata da nostra iniziativa. Situazione allarmante auspichiamo intervento urgente

Confapi Industria interviene con una nota stampa sui mancati pagamenti ai produttori di pomodoro. Nel testo viene espresso "apprezzamento nei confronto del mondo politico ed agricolo per aver raccolto il nostro appello, focalizzando l'attenzione su un problema denunciato oltre venti giorni fa da una lettera partita dai vertici della nostra associazione. 

In una dura nota infatti - prosegue - da noi inviata alla Organizzazione Interprofessionale del pomodoro del Nord, a tutte le organizzazioni produttive e a tutte le industrie aderenti, abbiamo richiesto di assumere tutte le iniziative a tutela dei diritti lesi da comportamenti scorretti e in contrasto con le norme contrattuali. 

Occorre tutelare sia la parte industriale - conclude Confapi industche quella agricola evitando che un'eccellenza piacentina ed emiliana, con il protrarsi di comportamenti scorretti, corra il rischio di incorrere in serie problematiche".

Il 17% del pomodoro da industria nel Nord, secondo i dati pubblicati dall'Organizzazione Interprofessionale (OI), non sarebbe stato pagato tanto che, complessivamente, mancherebbero all’appello oltre 20 milioni di euro.

Lo segnala il consigliere piacentino Tommaso Foti (Fdi-An) in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, dove evidenzia che diverse aziende agricole, in particolare dell’area piacentina, sarebbero a rischio sopravvivenza perché esposte per decine di migliaia di euro e senza la possibilità di poter pianificare la programmazione della prossima campagna.

Questa situazione - spiega - deriva dagli omessi pagamenti da parte di una industria e di una cooperativa che operano in Emilia-Romagna, mentre altre quattro imprese avrebbero pagato solo parzialmente, con la conseguenza di aggravare una situazione già condizionata negativamente dal calo del prezzo alla tonnellata (2,25 euro) dovuto alla sovrapproduzione.

A parere del consigliere, sarebbe doveroso che “l'Organizzazione interprofessionale del pomodoro del Nord assumesse iniziative per tutelare i diritti lesi da comportamenti scorretti e in contrasto con le norme contrattuali: per l'ultima campagna, infatti, tutte le organizzazioni di prodotto e le industrie del Nord avevano sottoscritto un contratto, con regole condivise, che prevedeva che la cessione del pomodoro tra le organizzazioni di prodotto e industrie/cooperative avvenisse in modo omogeneo”.

Nei fatti, - aggiunge - la situazione venutasi a creare “danneggia gravemente anche le industrie private e le cooperative che hanno provveduto ai pagamenti nei termini previsti entro i trenta giorni dalla consegna”. Foti sollecita quindi la Giunta, nell’ambito delle proprie competenze, ad assumere iniziative per risolvere la questione.

Intervento del consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan 

La Regione intervenga immediatamente per riportare la normalità nella filiera del pomodoro dove i produttori si trovano a fare i conti con i mancati pagamenti per la campagna 2016”. Lo chiede alla Giunta Regionale il consigliere della Lega Nord Matteo Rancan che porta alla luce dei riflettori i dati dell’organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord in merito alla campagna del 2016.

“Analizzando i dati – spiega Rancan -, si evince che il 17% del pomodoro non è ancora stato pagato. In particolare le due aziende che non avrebbero ancora provveduto ai pagamenti sono entrambe comprese nel territorio della regione Emilia-Romagna, a cui se ne aggiungono altre due che hanno provveduto solo parzialmente al saldo (il totale dei mancati pagamenti ammonta a circa 20 milioni di euro)”.

“Anche Coldiretti, Cia e Confagricoltura- continua Rancan - sono intervenute denunciando questa problematica, che si aggiunge al calo del prezzo alla tonnellata dovuto alla sovrapproduzione e che certo non giova al settore. Nello specifico – continua – le organizzazioni sindacali hanno anche chiesto alla OI del pomodoro di assumere iniziative a tutela dei diritti lesi da comportamenti scorretti e in contrasto con le norme contrattuali. Questa condizione, infatti, danneggia gravemente le industrie private e le cooperative che hanno provveduto ai pagamenti nei termini previsti, cioè entro i trenta giorni dalla consegna”.

“Ora – conclude -, essendo il pomodoro un prodotto cardine del nostro sistema agricolo non possiamo permettere che cose del genere accadano. Per questo invito la regione a intervenire immediatamente affinché tutto sia riportato alla normalità e perché cose del genere non abbiano a ripetersi”. 
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