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18 gennaio 2017
Qualità dell'aria: a Piacenza ancora 450 condomini "a gasolio"
18 gennaio 2017
Piacenza dall'alto
Qualità dell’aria, a Piacenza ancora 450 condomini riscaldati a gasolio
 
L’emergenza inquinamento da polveri fini è ormai una costante che si ripresenta ogni anno e si accentua nel periodo invernale, in concomitanza con l’accensione degli impianti di riscaldamento.

A Piacenza è quanto mai opportuna una riflessione concreta sulle azioni strutturali da mettere in campo alla luce dei dati dell’ultimo aggiornamento dell’inventario delle emissioni in atmosfera delle principali sostanze inquinanti che indica, tra le fonti principali legate all´inquinamento diretto, il riscaldamento delle abitazioni con un’incidenza del 40% sul totale (mentre il traffico su strada contribuisce per il 34%).

Il dato non stupisce se rapportato all’ultimo censimento disponibile relativo alle caldaie centralizzate residenziali, che individua circa 450 condomini funzionanti ancora con caldaia a gasolio.

Recenti studi epidemiologici hanno messo in evidenza le chiare relazioni tra il carico di Pm10 presenti nell’aria e le malattie cardio-vascolari, respiratorie e di natura allergica. È opportuno ricordare che i bambini e gli anziani, che rappresentano più del 50% della popolazione, oltre ai pazienti con malattie debilitanti croniche, sono i soggetti più a rischio fino a 6 volte più della media.

A questo si aggiungono le sempre più frequenti mutazioni climatiche che, spesso, accentuano gli episodi d’inquinamento e determinano un crescente impatto sulle nostre economie, l’ambiente e, soprattutto, sulla nostra salute e vita quotidiana.

In situazioni critiche, come quelle delle ultime settimane, le amministrazioni locali sono costrette a correre ai ripari con interventi palliativi (blocco totale della circolazione, riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti di vita riscaldati, ecc.) e da più fronti si invocano interventi strutturali ed azioni concrete mirate al miglioramento della qualità dell’aria.

Poco più di una settimana fa la Giunta della Regione Emilia Romagna ha approvato il nuovo Piano aria integrato regionale (Pair) 2020 il cui obiettivo è far scendere dal 64% all’1% la popolazione esposta a più di 35 superamenti l’anno per le Pm10 e assicurare il rispetto dei valori limite degli inquinanti atmosferici sull’intero territorio emiliano-romagnolo.

Nel ricordare il Decreto Milleproroghe, che ha procrastinato al 30 giugno 2017 l’obbligo della contabilizzazione del calore per gli impianti centralizzati di riscaldamento e di fornitura di acqua calda sanitaria, nonché la Legge di Bilancio 2017 che estende l’Ecobonus fino al 75% per quel che riguarda gli interventi sui condomini, si vuole evidenziare l’osservazione costruttiva mossa al primo Piano Operativo Comunale (POC) di Piacenza dalla StarUp innovativa Smart City and Buildings S.R.L. per la diffusione del modello “Condomini Intelligenti Piacenza” come pratica corrente per perseguire l’obiettivo di piano dell’efficientamento energetico del tessuto consolidato (con conseguente rendicontazione per il monitoraggio biennale del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile).

L’adozione di un “Accordo Operativo” (previsto dalla nuova legge urbanistica in via di definizione), tra l’omonima Rete d’Imprese di Confindustria-ANCE Piacenza - già attiva - e nuovi stakeolders interessati, potrebbe prevedere l’attivazione graduale del processo, individuando, secondo priorità, ambiti territoriali su cui attivare un percorso partecipato di efficientamento a scala di quartiere.

Il progetto “Condomini Intelligenti Piacenza” è volto a contenere i consumi di energia per il riscaldamento e raffrescamento degli edifici con un risparmio garantito di almeno il 30%, con immediati riscontri in bolletta per i cittadini e con conseguenti riduzioni di CO2 e PM10.

L’esclusività di Condomini intelligenti sta nell’efficientamento dell’edificio a “costo zero”: sono, infatti, il risparmio in bolletta, ottenuto a seguito dell’intervento di riqualificazione energetica, e la detrazione fiscale (ecobonus 75%) a pagare il costo dell’operazione, consentendo al condominio di non anticipare alcuna somma di denaro grazie alla rateizzazione pianificata e rapportata ai risparmi, mediamente previsti in soli 7-8 anni.

L’operazione si dimostra estremamente vantaggiosa, oltre che necessaria, per quei condomini ad impianto centralizzato che devono assolvere agli adempimenti imposti dal D.Lgs 102/2014 (contabilizzazione del calore) che, se non progettati correttamente, rischiano di diventare un ulteriore aggravio di costi per il cittadino, invece che un’opportunità di risparmio.

(nota a cura di Condomini Intelligenti)
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