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08 maggio 2017
Rotary Informa: Rotary Piacenza e il paziente ematologico
08 maggio 2017
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il dottor Daniele Vallisa, Direttore di U. O Ematologia e Centro trapianti midollo osseo dell’Ausl di Piacenza e la sua equipe

Gruppo Piacentino

(distretto 2050)

 

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Rotary Piacenza e il paziente ematologico

“Il paziente ematologico non può essere esclusivamente visto nell’ambito oncologico”. Lo afferma il dottor Daniele Vallisa, Direttore di U. O Ematologia e Centro trapianti midollo osseo dell’Ausl di Piacenza, in una dovuta premessa ad un suo intervento circa l’attività svolta dall’Unità Operativa che dirige.

Un argomento di attualità interessante, un'altra tappa del viaggio tra le novità in medicina proposto come argomento di una conviviale speciale del Rotary Piacenza organizzata dalla Presidente Eleonora Savi. Insieme ai colleghi Massimo Piepoli, Gianmaria Prati e Angela Rossi, il dott Vallisa illustrerà alcuni importanti risultati raggiunti dalla ricerca medica. Tecniche e farmaci che, anche in questo ambito, hanno cambiato le aspettative di vita e di guarigione per alcune gravi patologie.

“Anche se la prevalenza delle patologie ematologiche è per quelle oncoematologiche (leucemie, linfomi, mielomi, mielodisplasie, etc..) – prosegue il dottor Vallisa nell’intervista che abbiamo raccolto per anticipare i temi della serata - esistono anche patologie ematologiche non oncologiche quali ad esempio le anemie (talassemie, anemie falciformi etc..) che sono in netto incremento visto il persistere dell’ondata migratoria.

Detto questo, una prima importante osservazione è che l’approccio al malato ematologico ha subito una vera e propria rivoluzione in questi ultimi anni. Infatti, pur restando fermi alcuni capisaldi (anamensi, visita, lettura preparati per le lettura morfologia etc.), per il resto l’innovazione tecnologico-scientifica ha ampiamente operato sia nell’ambito diagnostico che terapeutico. E i due aspetti sono strettamente correlati, a dimostrazione di ciò vi è che l’impiego delle nuove molecole-farmaci  è possibile solo quando vengano identificate le specifiche alterazioni molecolari.”

Risultati importanti che riguardano il nostro ospedale e che è importante divulgare annche attraverso serate come quelle organizzate dal Rotary Piacenza.

“Queste osservazioni - conferma il dott. Vallisa - sono alla base di un grosso sforzo che i servizi del nostro nosocomio hanno fatto insieme all’Unità di Ematologia nel mantenersi al passo con le innovazioni tecnologiche indispensabili per una diagnosi fine e corretta. In seconda battuta lo sforzo sempre dell’unità di Ematologia è stato quello di essere inserita e partecipare attivamente a protocolli di studio (nazionali ed internazionale) per l’acquisizione dei famaci ad alto costo.

Allo sforzo diagnostico-terapeutico è coinciso il grosso impegno da parte di tutto il reparto per  la messa in opera del trapianto di cellule staminali. Iniziato nel 1999 con un trapianto autologo si è poi evoluto arrivando al trapianto allogenico nel 2002. Quest’ultimo è una procedura trapiantologca che necessita di un donatore sano. Noi abbiamo il Centro Trapianti (PC01) regolarmente accreditato presso gli organi certificativi europei (JACIE).

Il trapianto è una procedura complessa che implica il ricovero del paziente in camera sterile ai fini di ridurre il rischio infettivologico. Il trapianto allogenico è considerata una procedura altamente complessa vista la necessità di far convivere nella stessa persona due sistemi immunitari: quello del paziente e quello del donatore. E’ con senso di soddisfazione che il Centro di Piacenza è accreditato per l’esecuzione di questa procedura ai massimi livelli (accreditamento JACIE), in regione solo Bologna e Modena hanno questo accreditamento. Questo lo diciamo perchè tale accreditamento  è una vera garanzia di qualità che noi possiamo offrire ai pazienti che si rivolgono al nostro centro.”

Ma quanti sono i trapianti effettuati a Piacenza? Un lavoro di squadra che ricordiamo insieme al dottor Vallisa grazie anche alla foto che ci ha inviato: “Fino ad oggi abbiamo eseguito 129 trapianti allogenici e 330 trapianti autologhi a testimonianza della attività svolta, merito questo di tutta una serie di persone: medici, infermieri e OSS del reparto ma merito anche dell’Azienda che ci supporta, degli altri Reparti e Servizi che contribuiscono ai risultati raggiunti e per ultimo ma assolutamente non ultimo il volontariato tutto, dove in particolare APL  è l’associazione a noi più vicina, senza dimenticare in particolare ADMO e AVIS.”

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