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24 febbraio 2017
Rotary Informa: seminario sulla disabilità organizzato da Rotary Fiorenzuola
24 febbraio 2017
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Seminario sulla disabilità organizzato dal Rotary Club Fiorenzuola: La disabilità non è un mondo a parte ma una parte del mondo
 
Emozionante e coinvolgente il seminario sulla disabilità organizzato dal Rotary Club Fiorenzuola.
 
La collaborazione del Rotary Fiorenzuola con la dirigenza del Polo scolastico Mattei di Fiorenzuola ha consentito di creare un evento per i ragazzi dell’Istituto che è stato capace di coinvolgere i presenti in una vera e propria "lezione di vita" che rimarrà, indelebile, nel cuore e nella mente di tutti.

Tanti i ragazzi presenti, sabato 18 febbraio, nell’aula magna dell’Istituto Mattei per ascoltare gli organizzatori del Rotary e Rotaract Fiorenzuola ma soprattutto il capitano della squadra di tennis in carrozzina della Baldesio. Una disponibilità ed una attenzione sopra ogni attesa che è stata ripagata da testimonianze ricche di valori umani, capaci di commuovere e di muovere verso la Persona diversa per aiutarla a trasformare la diversità in convinzione, forza, determinazione, coraggio, voglia di vivere il futuro. 

La cronaca: dopo le importanti testimonianze dei dirigenti scolastici, rotariani e rotaractiani è stata la volta di Giovanni Zeni, capitano giocatore della squadra di tennis in carrozzina. Giovanni ha raccontato la storia della sua vita, l’incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, la disperazione dei primi mesi, la voglia di farla finita, l’incontro con gli "Angeli riabilitatori" della struttura di Villanova d’Arda, la rinascita umana e sportiva come giocatore e capitano della locale squadra di basket in carrozzina, la volontà di raccogliere anche la sfida del tennis in carrozzina. 

Una lezione magistrale che ha destato uno straordinario coinvolgimento nei ragazzi che hanno ascoltato la sua testimonianza nel silenzio più assoluto, interrotto solo da scrosci di applausi che non si potevano trattenere. Fantastico il richiamo di Giovanni quando ha detto: chiamateci come volete, disabili, diversamente abili, handicappati ma non dimenticate mai di premettere la parola persona perché noi siamo, prima e comunque ed ancora, persone.

E che dire del racconto della hostess al gate dell’aeroporto che si rivolge alla fidanzata di Giovanni (e non a Giovanni) per spiegare le procedure d’imbarco: le sue gambe sono paralizzate non il suo cervello! Piccoli, grandi errori che tradiscono una scarsa attenzione e partecipazione umana ai problemi dei disabili; piccole, grandi testimonianze che hanno profondamente aiutato i ragazzi a riflettere. E poi, prima di andare nel palazzetto per la dimostrazione pratica di tennis in carrozzina, memorabile, guascona e dolcissima la frase ad effetto di Giovanni: adesso andiamo a giocare a tennis in carrozzina e poi vediamo chi è l’handicappato! E giù applausi!

Se questo non è fare lezione…

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