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11 novembre 2017
"Bimbi sempre più isolati tra cellulari e tablet, rischio per la crescita"
11 novembre 2017
il convegno
il convegno
Mille genitori di Piacenza interrogati sul tema della salute dei figli.

Con dati che rivelano come anche l'abuso dei supporti digitali come i tablet e gli smartphone possano pregiudicare una buona crescita e causare problemi nel comportamento dei più piccoli.

La presentazione dell'indagine si è tenuta sabato 11 novembre, in Sant'Ilario, con i contributi di Giacomo Biasucci, direttore dell'unità operativa di Pediatria, e Giuseppe Miserotti presidente Isde Piacenza.

IL REPORT DELLA RICERCA scaricabile

Il pediatra Giuseppe Gregori ha affermato che "gli stili di vita presi in considerazione sono stati la mobilità, l'alimentazione, l'attività motoria, ma questa volta abbiamo inserito alcuni dati inediti sull'uso delle nuove tecnologie".

"In tema di digitalizzazione e utilizzo di supporti come cellulare e tablet - ha fatto notare Gregori - si sta perdendo un po' la misura e lo vediamo dalla comparsa di problemi di tipo comportamentale nei bambini, come insonnia, perfomance scolastiche ridotte, scarsa concentrazione. Anche dal punto di vista scolastico sarebbe interessante sentire il parere degli insegnanti. 

Compaiono difficoltà nel raggiungere obiettivi elementari come lo scrivere, il leggere. E' un fenomeno che va studiato insieme agli esperti come i neuropsichiatri, i pedagogisti e altre figure specialistiche".

"Occorre prestare attenzione al rapporto tra i nostri bambini - ha sottolineato Gregori - e la comunicazione digitale che ha cambiato il modo stesso di comunicare: se non utilizziamo più lo sguardo, il tono della voce, la comunicazione è più povera e troviamo bambini più fragili dal punto di vista dell'emotività.

Non dipende certamente solo dall'utilizzo degli strumenti digitali, perchè anche la rete sociale si è impoverita, ma questo isolamento sui cellulari, sui tablet e sui giochi digitali non è certo una fonte di stimolo per i più piccoli.

Ci sono conseguenze anche sulla vista, perchè l'abuso dell'occhio per guardare vicino può determinare dei problemi".

Francesca Frigo di Arpae ha approfondito il tema dell'inquinamento atmosferico a Piacenza: "Abbiamo scelto alcuni indicatori per fare una sintesi e individuare un trend della salute dell'aria negli ultimi 15 anni. A livello regionale si nota un lieve miglioramento per i parametri più critici che sono Pm10 e biossido di azoto. 

Piacenza rispecchia la situazione regionale con un quadro più rassicurante per il biossido di azoto, mentre i livelli di Pm10 ancora non sono ancora a posto. Per quanto riguarda l'ozono il quadro rimane invece assai critico e non si vede un trend di abbassamento.

L'ozono è un fenomeno prettamente estivo che traccia lo smog fotochimico e quindi rivela la presenza nell'aria di altre sostanze inquinanti non facilmente misurabili ma dannose per la salute. Ci sono anche rilevazioni di altre sostanze che facciamo ma non sono ancora normate, come il black carbon emesso dai motori diesel che inquina l'aria e altera il clima". 

Al convegno sono intervenuti l'assessore Paolo Mancioppi, il pediatra Roberto Sacchetti, segretario provinciale Fimp, Giuseppe Biasini di Arpa, e Alessandra Bonomini di Infoambiente. 

L'indagine segna la chiusura della fase 3 del progetto Aria Pulita. Nell'autunno 2016 sono stati distribuiti questionari negli studi pediatrici, compilati tra oltre mille genitori. Coordinata dai docenti di statistica Silvia Salini (statale di Milano) e Enrico Fabrizi (Cattolica di Piacenza), la ricerca ha visto anche il contributo degli studenti della 5F coordinati dalla professoressa Benedetta Armellini. 
 
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