03 aprile 2017
Dazi alimentare, il ministro Martina "Europa faccia la sua parte"
03 aprile 2017
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
il Ministro Martina in Cattolica
Ospite d'eccezione lunedì 3 aprile all'Università Cattolica di Piacenza, il Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina che ha tenuto la lectio magistralis davanti alla comunità accademica al gran completo, dedicata al tema dell'Europa a 60 anni dalla stipula dei trattati di Roma.

Il Ministro ha ripercorso le tappe della politica comunitaria in un settore chiave come quello agricolo e si è soffermato sul tema di stretta attualità del ritorno delle politiche protezionistiche e dei dazi doganali.

"La formazione è fondamentale per l'agroalimentare, lo sarà sempre di più - dice il ministro Martina ai cronisti - la grande questione davanti a noi è riorganizzare gli strumenti a disposizione dei nostri agricoltori sia in chiave europea che in chiave nazionale.

Il fatto di poter avere questa occasione, qui in Cattolica, di poter riflettere sull'incrocio tra il destino dell'agricoltura italiana e il destino dell'agricoltura europea è molto importante".

"La questione dazi ci preoccupa molto. Questa ripresa della discussione su dazi e barriere rischia di essere un grave danno per l'agroalimentare italiano. Noi siamo in tutto e per tutto fortemente esportativi. L'Europa ha un compito decisivo per rilanciare un discorso, in ambito internazionale, che non stia sul crinale dei dazi". 
 
Il rettore dell'università Cattolica Franco Anelli nella sua introduzione ha raccontato il ruolo dell'Università Cattolica nella rinascita agricola dell'Italia, citando le lezione di Padre Gemelli: "non saremo una facoltà solo applicativa, la nostra università insegna ma prima ricerca e studia. Su questo solco il lavoro del nostro ateneo prosegue. Tra gli europei non servono solo interessi comuni ma una vera comprensione reciproca" conclude il rettore Anelli citando Jacques Delors.

Il preside di Scienze agrarie, alimentari e ambientali prof. Lorenzo Morelli ha descritto l'offerta formativa della facoltà: "Gli studenti sono cresciuti del 49 per cento, abbiamo un settore di ricerca molto qualificato e siamo primi in Italia nel campo della ricerca zootecnica. Ma l'orizzonte non può fermarsi all'Italia, partiremo l'anno prossimo con un corso interamente in lingua inglese".

POLITICA AGRICOLA LEVA DI INTEGRAZIONE - Nella lectio magistralis il Ministro Martina ha spiegato come la politica agricola sia stata una delle leve fondamentali di integrazione per l'Europa. "È indispensabile oggi compiere un salto di qualità nelle istituzioni europee per competere in maniera globale ad esempio sul tema della sicurezza alimentare.

Per l'Europa occorre cambiare modello senza demolire le politiche fin qui adottate: non possiamo buttare il bambino con l'acqua sporca. Non potremmo reggere gli impegni di carattere finanziario senza la politica agricola comune a livello comunitario, sarebbe una follia pensare di sostituire con qualche misura di tipo nazionale il valore di 7 miliardi delle politiche europee per l'Italia.

Abbiamo davanti un passaggio fondamentale di rilettura degli strumenti di politica europea - ha aggiunto il Ministro - e di sostegno alle economie agricole europee nella direzione di una sovranità continentale, a fronte delle minacce e della competizione su scala globale. L'Europa è sempre stata la capacità di costruire la sintesi nella pluralità".

"Ancora oggi facciamo fatica a definire un modello agricolo solo italiano e per giocare sul terreno della competizione globale servono idee nuove. Per questo servono strumenti organizzativi più avanzati per il settore agroalimentare italiano".

"RISPOSTA INNOVATIVA AI DAZI, NON BASTA IL LIBERO MERCATO" -  "Per rispondere alla strategia pericolosa e preoccupante dei nuovi dazi globali - ha fatto notare Martina - non basta ergersi a paladini del libero mercato. Serve uno sforzo nuovo per mettere in equilibrio un mercato aperto e respingere azioni sovraniste senza senso, con la tutela della distintività delle produzioni locali.

Per chi come me aspira a un mondo con meno barriere, dobbiamo aprire un dibattito pubblico più ampio sull'utilità strategica degli accordi di commercio internazionale. Alcune paure e preoccupazioni legittime vanno gestite all'interno degli accordi e non al di fuori. I piccoli produttori hanno più bisogno di altri delle regole per affrontare il mercato".

E infine una riflessione (nel VIDEO sotto) sulla "sostenibilità ecologica delle produzioni diventata oggi un fattore di competitvità cruciale sui mercati".
 
Al termine della lectio, il Ministro Martina ha consegnato le borse di studio agli studenti meritevoli della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali.

IL VIDEO DI MARTINA: "SOSTENIBILITA' COME TRATTO DISTINTIVO DELLA COMPETITIVTA'"

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