17 agosto 2017
A Morfasso con "Zia Valentina" ritorna l'osteria del paese
17 agosto 2017
Il taglio del nastro
Il sindaco Calestani con i gestori
L'immobile recuperato che ospita il ristorante
Morfasso (Piacenza) vantava sino ad oggi un primato poco invidiabile: nessun luogo in cui mangiare nel capoluogo.

La nuova “Osteria Zia Valentina”, che ha aperto i battenti venerdì scorso alla presenza del sindaco Paolo Calestani, arriva quindi a colmare un vuoto che sia i residenti che le persone di passaggio ed i turisti non mancavano di sottolineare.

L'osteria sorge in una vecchia costruzione dei primi decenni del secolo scorso, che domina la conca di Morfasso. Di proprietà originariamente della parrocchia morfassina, da sempre è stata abitata dalla famiglia Rodi che, altre la casa, aveva disponibile la stalla e la cascina.

Non mancava naturalmente il forno a legna che si trova ancora proprio nel punto più visibile: ecco quindi che l’immagine che tutti i morfassini avevano ben presente (la “Valentina” che infornava il pane) è diventata lo spunto del progetto e ne è ora anche l’eloquente grafica che accompagna tutta la comunicazione. Valentina era anche la signora che ogni sera aspettava i vari compaesani per riempire con il latte appena munto dalle sue mucche i contenitori che si portavano appresso.

La famiglia Rodi ha poi acquistato l’intero immobile e una volta non più utilizzato direttamente ha stipulato una convenzione con il Comune di Morfasso per ristrutturarlo e destinarlo appunto ad un’attività di ristorazione.

In cucina non poteva trovare dimora ideale che Monica Radicelli: “Sono nata in Val Tidone e mi sono avvicinata alla cucina, come tante bambine, grazie alla nonna che mi ha insegnato il rispetto della natura e dei tempi che la stessa scandisce. Faccio parte di quella generazione che ha contato e messo in fila centinaia e centinaia di anolini e tortelli. Amo i piatti semplici, preparati con pochi ingredienti freschi e genuini. Non chiamatemi chef, ma Cuoca di Campagna.”

I GESTORI - Luciana Tiramani è appunto la nipote di “Zia Valentina” e dopo aver girato il mondo come organizzatrice di eventi e responsabile della ristorazione per prestigiosi gruppi internazionali anche della catena del lusso, sente forte il richiamo delle radici ed affronta questa sfida impegnativa.

“Il mio sogno nasce proprio nei tanti viaggi fatti in quei ricordi della mia infanzia che appartiene a questo paese, in cui la vita era scandita dalla natura e le persone accettavano di aspettare pur di avere un buon raccolto o un buon pane e in cui il cibo era uno solo, quello genuino e stagionale. Per questo desideravo creare un luogo accogliente che raccontasse una storia. Un posto dove rallentare i tempi e rilassarsi attraverso profumi e sapori genuini, dove risvegliare ricordi assopiti o crearne di nuovi, dove assaporare il piacere di rallentare, di godere delle persone care e di riscoprire l’importanza dell’autentica convivialità.”

"L’osteria - spiegano i gestori - si inserisce nel contesto di un progetto più ampio che vedrà iniziative in ambito culturale e ricreativo, anche per tentare di dare ad un’area come quella morfassina che vive da decenni la tragica realtà dell’abbandono della montagna, una prospettiva di riscatto".
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