10 luglio 2017
PalaBanca, il problema gestione è solo rimandato
10 luglio 2017
PalaBanca
Si risolve il caso del PalaBanca con l’affido diretto per 12 mesi da parte del Comune di Piacenza alla società “Dimensione Sport”, presieduta da Guido Molinaroli e titolare sino al 30 giugno scorso del diritto di superficie della medesima struttura.

Scongiurato quindi il rischio di compromettere le iscrizioni ed i campionati di Lpr ed Assigeco, con una soluzione sicuramente transitoria ma che al momento sembra accontentare tutti.

Da un parte l’ente comunale che, oltre ad un inevitabile danno di immagine, non rischia di veder abbandonato ed inutilizzato un palazzetto da 4.000 posti, dall’altra le due società sportive che nell’ambito di un contesto comunque provvisorio possono proseguire l’attività nella medesima piazza senza trasferimenti complicati ed aggravi di costi.

Problema però solo rimandato: evitato nel breve periodo il rischio della mancata iscrizione del volley e del basket, rimane sullo sfondo la necessità di trovare una soluzione stabile e definitiva negli anni che permetta di massimizzare l’utilizzo del PalaBanca senza gravare di oneri eccessivi collettività e tantomeno gli utilizzatori.

Se l’affido diretto è di 12 mesi, entro giugno 2018 dovrà essere indetto un nuovo bando. Impensabile a tutt’oggi pensare che nuovi soggetti possano essere interessati a partecipare alla futura gara, soprattutto alle condizioni esposte nel precedente capitolato (canone annuo di 1.000 euro e partecipazione integrale alle spese quantificata in circa 230.000 euro). Così è scarsamente plausibile che l’amministrazione si faccia carico di una parte dei costi di gestione del palazzetto.

Ovvio che nei prossimi mesi la soluzione porti a ragionare su un utilizzo il più possibile esteso dell’area di Le Mose, coinvolgendo scuole, enti culturali e musicali ed associazioni private, in modo tale da usufruire l’impianto in un’ottica a 360 gradi e non limitato alle partite della domenica ed agli allenamenti pomeridiani.

Il rischio concreto, e nemmeno troppo lontano, è che anche il prossimo bando, se le condizioni economiche di utilizzo non varieranno, possa andare deserto con ripercussioni negative sia sulle società che sul Comune.

A meno che non si prosegua con la politica dell’affido diretto, che tuttavia comporta solo l’allontanamento di una situazione definitiva del problema.

Giancarlo Tagliaferri
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